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CASTAGNETO PO. “Aironi in pastura” in un prato di lavanda: il regalo di un sansebastianese (VIDEO)

CASTAGNETO PO.  “La prossima installazione? Chi lo sa... ho in mente un terreno, qui in paese. Ma prima devo parlare con il sindaco e il proprietario. Vedremo, ovviamente non posso svelare nulla”. L’artista misterioso di cui tutto il chivassese sta parlando da una decina di giorni a questa parte è un ragazzo del ‘76, di San Sebastiano da Po. Per mestiere lavora al Palazzo di Giustizia di Torino. Come hobby ha invece musica, la pittura, il recupero di beni abbandonati e... le installazioni. Claudio Bertolo è l’autore dell’opera “Aironi in Pastura”: ha realizzato 44 aironi di legno, con il materiale recuperato dalla cabina armadio della madre, e li ha messi in un prato di lavanda selvatica su strada del Baraccone, a Castagneto Po.  Salendo dalla provinciale 590, in direzione di San Genesio, quando la via inizia ad arrampicarsi in salita, svoltata una curva a sinistra il colpo d’occhio è mozzafiato. Il viola della lavanda, il verde del prato, gli aironi di legno che, visti da lontano, sembrano veri.  Un’opera d’arte, a cui residenti e tanti semplici passanti - complici le prime fotografie postate sui social - stanno dando il giusto tributo: ogni giorno ci sono decine e decine di auto che si fermano per immortalare lo spettacolo. “Complimenti davvero! Oggi porterò mia figlia a vedere questi aironi”.  E’ solo uno dei tanti commenti delle persone che si sono fermate nei pochi minuti della chiacchierata con “l’artista misterioso” - che misterioso non è più -, di fronte alla sua ultima creazione. In realtà l’idea originaria era di portare i 44 aironi in un terreno di San Sebastiano. Poi un giorno, girando con l’auto per queste strade ho visto questo panorama e non ho avuto dubbi: dovevano stare qui”, comincia a spiegare Claudio Bertolo. Per realizzare “Aironi in pastura” ci ha impiegato un paio di settimane. L’installazione risale al 24 aprile scorso, vigilia dell’anniversario della Liberazione. In quest’opera ognuno ci può vedere il significato che vuole - racconta -. E’ ciò che mi piace di questa mia passione”. Gli aironi di strada del Baraccone non sono il suo unico lavoro.  Da anni Claudio Bertolo cerca di rendere più belli scorci, angoli, particolari delle colline chivassesi. “Ho decorato alcune pompe comunali a San Sebastiano - dice -, ho posizionato una meridiana alle Milane, ho realizzato una serie di lavoretti privati”.  Lo fa per passione, non per scopo di lucro. Lo fa perché gli scatta qualcosa, nella testa, non appena si imbatte in un bel panorama o in un rudere decadente: vede quello che potrebbero diventare e, con la sua abilità, si rimbocca le maniche e si dà da fare per tre. “Butto l’occhio su angoli particolari: ad esempio se vedo l’edera che cresce su quattro pezzi di cemento, mi viene d’istinto pensare di creare qualcosa che possa ridarle una nuova vita - spiega -. Mi piace scoprire opere di abbellimento dei paesini, vedere le riqualificazioni di angoli di case o di ruderi: è un qualcosa che mi suscita interesse e curiosità. Così mi viene voglia di dare il mio contributo. Se poi, dopo il mio lavoro, c’è qualcuno che si ferma per fare una fotografia, allora vuol dire che lì sono riuscito a creare bellezza. E per me è una soddisfazione enorme: non mi interessa che ci sia il mio nome in calce ad una installazione, è per questo che non firmo i miei lavori. Mi interessa di più sorprendermi dello stupore della gente che si ferma a vedere ciò che ho creato”. Gli “Aironi in pastura” in questi giorni migreranno da Castagneto Po ad un campo di granoturco a San Sebastiano. Poi arriveranno altre novità. Quali lo scopriremo solo girando a piedi, in bici, in auto o in moto per le colline del chivassese.    
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