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Chivasso

Passa "l'editto Fiesta" a Chivasso: se non ci vedo più dalla fame, il Consiglio comunale finisce

Quando la voglia di uno snack val più di quella di discutere di dodici mozioni... Ma due consiglieri comunali non sono d'accordo!

Chi è riuscito a resistere ieri sera fino alla fine del Consiglio comunale di Chivasso, in presenza oppure incollato allo streaming dal canale YouTube del Comune - senza addormentarsi o senza cedere ad una playlist qualsiasi pur di non sentire le solite tiritere - non può non aver pensato a quella pubblicità che negli anni Novanta ha accompagnato la crescita di un'intera generazione.

Tutto il giorno fuori casa, a pranzo un panino… e adesso? Non ci vedo più dalla fame!”.

Ve la ricordate? E come no! 

E' la mitica pubblicità della Fiesta, la merendina Ferrero che ha tolto dai guai milioni di italiani in preda a cali di zuccheri e svenimenti vari tra un pasto e l'altro.

La pubblicità della merendina Fiesta

Bene, ieri sera in Consiglio comunale la Fiesta avrebbe potuto rianimare l'ars politica dei consiglieri e consentire così, al Parlamentino, di iniziare a discutere le dodici mozioni che erano all'ordine del giorno ancora alle 23. E invece...

E invece nessuno s'è portato la Fiesta dietro e, siccome la seduta era iniziata alle 18.30 e si sarebbe dovuta concludere di lì ad un'ora, la mezzanotte, il capogruppo del Pd Stefano Mazzer non ci ha visto più dalla fame e ha buttato lì la proposta che in un batter d'occhio ha fatto svuotare gli scranni della sala consiliare. 

Stefano Mazzer capogruppo del Pd

"Vista l’ora, io non ho ancora fatto una pausa dalle 18.30... proporrei una sospensiva e rimandiamo tutte le mozioni alla data del prossimo Consiglio comunale". Et voilà, la proposta di Mazzer in pochi minuti ha fatto spegnere le luci di Palazzo Santa Chiara. Nonostante che, all'ordine del giorno, si sarebbe dovuto discutere di temi importanti per la città, come il progetto del teatro all'ex Casa Littoria, la rotonda di corso Galileo Ferraris, la sicurezza cittadina, la riqualificazione di viale Vittorio Veneto, il parco giochi dei Pogliani, i parcheggi a pagamenti, ecc... ecc... ecc... 

Ma alla fame, si sa, non si comanda e così i consiglieri comunali hanno votato a maggioranza la sospensione della seduta ed hanno portato le gambe da sotto i banchi aulici del Consiglio a quelli un po' meno aulici della tavola di casa o del pub.

Lodato sia il capogruppo del Pd Stefano Mazzer. Ma non tutti l'hanno pensata allo stesso modo. 

Bruno Prestìa, capogruppo di "Per Chivasso", ad esempio la sua contrarietà alla sospensione del Consiglio l'ha manifestata subito. E alla sua maniera. Che mica ha bisogno di una Fiesta, lui, per stare in piedi: "Vabbè che io ho 120 chilogrammi, un po’ di grasso di riserva e soffro meno di voi, ma chiudere il Consiglio ad un’ora dalla fine mi sembra assurdo!".

Bruno Prestìa consigliere comunale di Per Chivasso

Prestìa ha poi spiegato: "Non avete voluto convocare il Consiglio comunale alle 17, così come avevamo proposto, con un'ora di pausa per la cena, e adesso lo interrompete perché avete fame? Io non sono d'accordo con questa decisione!".

Contrario "all'editto Fiesta" anche il consigliere comunale Matteo Doria di "Amo Chivasso e le sue frazioni". Doria, che ieri sera nella votazione sulla sospensione è rimasto in silenzio ed ha alzato la manina per esprimere la propria contrarierà alla proposta del capogruppo del Pd Mazzer, oggi argomenta con tanto di controproposta per evitare che si verifichi un altro "attacco di fame" del genere.

Matteo Doria consigliere comunale di Amo Chivasso e le sue Frazioni

"La mia proposta è quella di tornare alle convocazioni del Consiglio non solo per un giorno, ma anche per un secondo giorno, così come si faceva ai tempi del sindaco Libero Ciuffreda - spiega Doria -. E' la forma più corretta ed equilibrata per rispettare i diritti di tutti senza danneggiare le casse comunali. Sì, perché se il Consiglio comunale durasse oltre l'orario della mezzanotte, il Comune dovrebbe pagare non uno ma due giorni di riposo a tutti i consiglieri comunali e assessori presenti, e questo andrebbe ad inficiare sul bilancio delle casse comunali. Al tempo stesso, se invece si facesse partire il Consiglio già dal pomeriggio verrebbe meno il rispetto per i lavoratori perché dovrebbero chiedere permessi retribuiti, causando altri costi per il Comune, e danneggerebbe tutti gli autonomi che non hanno permessi da richiedere. I consiglieri devono dedicare tutto il tempo necessario al Consiglio, ma in una forma che rispetti chi lavora e che non generi ulteriori costi per il Comune".

Insomma, per Doria meglio tornare a come si faceva prima.

Nel dubbio, per il prossimo Consiglio comunale è consigliato a sindaco, consiglieri ed assessori di presentarsi "muniti" di una Fiesta. Nel caso di Mazzer, anche due va...

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