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Ivrea
15 Settembre 2023 - 18:54
“Ho vergogna ad entrare in casa e non ho vergogna a dirlo. Ho vergogna a portare a casa gli amici. Abito da solo e non so contro chi puntare il dito. Capisco tutto. Capisco che non è come scrocchiare le dita... ma qualcosa la si deve pure fare...”.
A parlare così, con il cuore in mano e la voce roca, è Carmine Polvere. Vive nelle case Atc di via Monte Ferrando. Costruite negli anni 50, non sono mai state oggetto di un intervento serio e complessivo.

Carmine Polvere
Ad ascoltarlo, l’altra sera, nella chiesa di San Gaudenzio, all’ultimo di una serie di incontri organizzati dall’Amministrazione comunale in giro tra i quartieri della città, c’era tutta la giunta.
Di una casa popolare parla anche Paola Pasinato abita nel fabbricato, di proprietà del Comune, ma in parte gestito dall’Atc, in cui fino ad una decina di anni fa aveva sede la Camera di commercio. Nel 2021 la notizia, strombazzata su tutti i giornali, della vendita alla Farmacia Dora, ma non se n’è mai fatto nulla.
“Da 11 anni vivo con l’angoscia dei crolli - ha raccontato Pasinato - Combatto da sola contro Atc e Comune. Se si fossero fatti i lavori quando occorreva non si sarebbe arrivati a questo punto....”.
Sempre lei con il dito puntato sul traffico di via Jervis e sulle isole ecologiche trasformate in discarica da chi non differenzia e butta lì.

E se Salvatore Lo Tufo si è concentro sulle strade intorno al Borghetto piene di erbacce e con buche spaventose, Danilo Fani guarda alle siepi e agli alberi che sporgono da alcune proprietà private, invadono le strade sono pericolose e andrebbero potate.
“E poi ci sono i lavori per la fibra ottica. Un po’ ovunque l’impresa ha lasciato buchi e degrado ...” ha stigmatizzato.
Augusta Castronovo, vive nel bel mezzo del “Patrimonio Unesco”. L’Olivetti ce l’ha nel cuore e ne va fiera, avendoci lavorato per 28 anni, ma oggi quel nome la perseguita.
“Abbiamo un’infiltrazione dal tetto ma non si possono più fare i lavori come una volta - ha spiegato - Per ogni piccola cosa si deve chiamare un architetto per il progetto. Io non abito più in un alloggio normale abito in un museo. ..”.
Morale?
Sistemare l’infiltrazione fa, malcontanti, 15 mila euro.
“Una mattina è venuto un professionista, s’è fatto un giro e ci ha mandato una fattura d 8 mila euro - ha aggiunto - Ai cittadini si chiedono questi sforzi poi ti guardi intorno e ti accorgi che il patrimonio Olivetti non è poi così tenuto bene. Ci vorrebbe un aiuto economico per le persone che abitano lì...”.

A Castronovo, a stretto giro, è arrivata tutta la solidarietà di Gloriana Lesca Gaida...
“Sto con lei. Ci va un compenso per questi maggiori oneri. Anche io mi sono ritrovata in una situazione del genere. Non siamo riusciti a far passare le tubature del teleriscaldamento in un giardino della Core Zone...”.
Non era ancora finita qui....
Rosa Anna Censitore abita in via delle Rocchette, a pochi metri dalla Dora, ed è un disastro. Non c’è un argine. Tutte le volte che piove un po’ di più c’è il rischio di un allagamento. E’ successo nel 1993, nel 2000 e nel 2020. Mancano le fogne e spesso capita di veder galleggiare nell’acqua i rifiuti per non parlare dei topi.
“E’ una delle zone più belle di Ivrea. Durante il Covid la gente ci veniva a passeggiare... Perchè qui non si investe? Ve lo dico io... All’ufficio tecnico mi hanno sempre detto che sono fatti miei, che non sarei dovuta venire a vivere qui...”.
Altra strada, altro problema Siamo in via Miniere ed è quasi impossibile percorrerla a piedi o in bicicletta. Pericolosissima con le macchine che sfrecciano a tutta velocità ed è di questo s’è lamentata Alessia Morino
“Si è rifatto l’asfalto più volte senza toccare i marciapiedi e ormai non esiste un dislivello. Se un automobilista incontra un ciclista deve cambiare corsia...”. Morino ha proposto un divisore tra il marciapiede e la strada ma ci sa tanto che non si può fare.

Sempre su via Miniere Gabriella Volativo aveva segnalato qualche tempo fa una difficoltà nell’attraversare la strada.
“Mi era stato risposto che non si poteva fare nulla per via delle ambulanze e allora perchè in via Aosta ci sono i dossi sopraelevati?”.
Tant’è! Dal traffico ancora ai rifiuti. Giulia Gaida s’è concentrata sull’isola ecologica di via San Gaudenzio, sotto dimensionata rispetto alle esigenze del quartiere.
“Qui - ha specificato - la mattina è una schifezza... C’è uno che dal Covid in avanti per non toccare i bidoni lascia i sacchetti fuori...”.
E poi le luci spente spesso e volentieri nell’area del Parco Dora Baltea.
Fiammetta Gasco ha ricordato agli amministratori comunali che la zona è molto frequentata anche di sera da un sacco di ragazzi per la presenza del Pala Gramsci.
Gran finale con Elisa Baldini sul traffico, Pino La Monica sull’acqua alta in via Torino e Tullia Dalmasso sul taglio degli alberi nel parcheggio di via Di Vittorio.

“Sono alberi molto grandi - ha denunciato - Ho visto che sono stati segnati con dei numeri rossi. Hanno un diametro superiore ai 50 centimetri che è il limite previsto per i privati. Lo dico prima che sia troppo tardi, prima che arrivino le seghe...”.
Dal canto suo il sindaco Matteo Chiantore s’è concentrato sulla raccolta rifiuti e sull’obiettivo di estendere a Ivrea il nuovo sistema realizzato da SCS a Banchette con le schede personali, un modo per aumentare le percentuali di indifferenziata che in città sono inferiori alla media che si riscontra nel circondario
“A Banchette si viaggia intorno al 75 % - ha specificato - Il nuovo sistema è costato 300 mila euro...”.
Poche promesse sulle manutenzioni in capo ad Atc.
“I costi per sistemare tutto supererebbero il bilancio dell’Ente” ha inforcato l’assessore Fabrizio Dulla. E poi con la fotta di chi è già, evidentemente, in campagna elettorale: “Atc è un ente strumentale a Regione Piemonte. C’è una sola leva e sono le elezioni..” s’è messo a fare propaganda
Epperò qualcosa si muoverà su Corso Nigra, negli immobili di proprietà del Comune.
Erano stati stanziati 192 mila euro ma non bastavano e di recente ne sono stati aggiunti altri 37
“In verità la gara era stata bandita ma l’impresa aggiudicataria non era in grado di adempiere. Sono passati gli anni e i soldi stanziati non erano più sufficienti...” ha spiegato Dulla.
Fiduciosa la vicesindaca Patrizia Dal Santo che ha consigliato a tutti di utilizzare lo sportello Atc (“Con Atc ci vedremo ogni 3 mesi per verificare lo stato di avanzamento dei lavori...”).
Per tutto il resto si vedrà.
C’è da dire che con una delle ultime variazioni di bilancio l’Amministrazione comunale ha stanziato 150 mila euro per le manutenzioni stradali.
Pochi se si guarda alle reali esigenza, tanti se si considera che da anni non si investiva un euro che sia uno.
Qualcosina peraltro - e questo lo ha anticipato l’assessore Francesco Comotto - atterrerà in città grazie ai fondi Pnrr, con un piano di rigenerazione urbana che guarda all’eliminazione della barriere architettoniche e prevede passaggi pedonali più sicuri e marciapiedi con gli scivoli.
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