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Chivasso

'Ndrangheta, bufera in Consiglio: i consiglieri se ne vanno, il sindaco li applaude! (VIDEO)

Dopo aver chiesto spiegazioni a Castello sulla sua testimonianza al processo Platinum Dia, l'opposizione abbandona la seduta in segno di protesta

Bagarre in Consiglio comunale ieri sera. L’opposizione tutta, di centrodestra e di Liberamente Democratici, ha abbandonato la sala consiliare prima dell’inizio della seduta in segno di protesta contro le dichiarazioni rese dal sindaco Claudio Castello nell’udienza di mercoledì 10 maggio a Ivrea del processo Platinum contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta.

Prima di lasciare il Palazzo municipale, l’opposizione ha chiesto al sindaco di chiarire la discrepanza tra le dichiarazioni rese nel Consiglio comunale del 27 maggio 2021 e quelle ai magistrati della scorsa settimana.

I “non ricordo” e l’affermazione secondo cui in periodo di campagna elettorale ci si “trasforma” per ottenere quanti più voti possibile, pronunciati dal sindaco Claudio Castello durante l’udienza hanno lasciato il segno. E, inevitabilmente, uno strascico di polemiche. 

La finta sicumera del sindaco all’inizio della sua testimonianza, come se ammettere che in campagna elettorale trasformarsi per cercare dei voti sia una giustificazione più che plausibile alla telefonata fatta a Giuseppe Pino Vazzana, imputato per l’articolo 412bis, chiedendogli il sostegno al turno di ballottaggio, e i tentennamenti finali con i vari “non ricordo” alle domande incalzanti e puntuali del pm Longi e del giudice Cugge hanno fatto drizzare le orecchie all’opposizione. E non solo. 

“Come fa lei a dirmi che l’interesse espresso in quelle telefonate fa solo riferimento a quei 15 giorni tra il 12 e il 26 luglio 2017?” 

“Vazzana la ringrazia per quello che avete fatto nei quattro anni prima. Cosa mi dice?”. 

Alle domande dei giudici Castello è stato sfuggente con i suoi “non ricordo” e l’opposizione, su questo, ha puntato il dito ieri sera.

Dopo essersi dichiarati “garantisti” e aver espresso fiducia nel lavoro della magistratura, ieri sera i consiglieri comunali Clara Marta (Fi), Enzo Falbo (Fdi), Matteo Doria (Amo Chivasso e le sue Frazioni) e Bruno Prestìa (Per Chivasso) hanno incalzato la maggioranza: “Pur non volendo in alcuna maniera entrare nella vicenda giudiziaria, non possiamo non tenere conto di quanto successo, di quanto scritto su tutti i giornali, né quindi tacere e non esporre il nostro sconcerto e la grande perplessità che ha suscitato in tutti noi e nella nostra coalizione leggere alcuni passaggi della deposizione del sindaco Castello, avvenuta il 10 maggio scorso, a fronte delle domande poste dall’avvocato difensore di un imputato e del PM titolare dell’inchiesta. Innumerevoli i “non ricordo”, i “non era di mia competenza”, oltre a chiari e discutibili tentativi di scaricare ad altri, della sua stessa coalizione e partito, eventuali responsabilità. Tali risposte, o meglio non-risposte, non possono che lasciare, sia in noi che in ogni singolo cittadino, diversi interrogativi circa la completa buonafede del Sindaco, ancor più se pensiamo alle tante, troppe diversità e contraddizioni tra la deposizione del 10 maggio, incerta, imprecisa, a  tratti omissiva, e i fatti da lui descritti nella baldanzosa difesa avvenuta nel Consiglio Comunale del 27 maggio 2021”.

L'opposizione consiliare mentre lascia la sala

Chi ha mentito - hanno proseguito -? Delle due l’una.. O il signor sindaco vuole dirci che i giornali ed i propri giornalisti non hanno riportato e scritto correttamente i fatti, ed allora lo dichiari pubblicamente,  oppure il Primo Cittadino ci dica quale sia la versione veritiera, se quella da lui  dichiarata nel consiglio del 27 maggio 2021 o le risposte da lui rilasciate durante l’interrogatorio a cui è stato sottoposto il 10 maggio 2023, e spieghi il perché di queste discordanze ed omissioni.  Questo non ci piace, non possiamo accettarlo e pensiamo non possa farlo nemmeno la città, qualunque sia l’appartenenza, perché il rapporto tra il Sindaco ed il Consiglio Comunale che  rappresenta i Cittadini, deve essere sempre ed in ogni circostanza improntato alla trasparenza ed alla sincerità. Venendo meno questi elementi, si provoca un danno enorme non solo alla Sua credibilità, ma soprattutto a quella dell’Istituzione che Lei, ”pro tempore”, rappresenta”.

Durissima anche Claudia Buo di Liberamente Democratici, il gruppo consiliare che ha tra i suoi sostenitori anche gli ex sindaci Libero Ciuffreda e Renato Cambursano, che ha chiesto spiegazioni a Castello.

“Abbiamo letto della testimonianza resa dal signor Claudio Castello nello svolgimento del processo a valle dell'inchiesta Platinum Dia - ha spiegato Buo -. Processo in cui Claudio Castello è stato convocato in difesa di un presunto ‘ndranghetista, che tutt’ora risiede nelle patrie galere.  Ne siamo rimasti increduli e sgomenti.  Increduli per le innumerevoli, e plateali, contraddizioni, e per le ripetute e provvidenziali mancanze di memoria.  Sgomenti di fronte agli scenari che queste parole e questi comportamenti, potrebbero aprire per le sorti della nostra città.  La testimonianza del sindaco, lacunoso e contraddittorio nelle risposte, segna decisamente il punto più basso della storia politica chivassese. Mai si era arrivati a tal livello, tanto più in un processo per ‘ndrangheta”

“Un sindaco che arriva a dire di sè medesimo di essere disposto a tutto, in campagna elettorale, a tutto pur di ottenere un voto in più - ha aggiunto - In una città che tutti sanno essere infiltrata da forze malavitose, già a rischi di scioglimento per infiltrazioni mafiose! Siamo e saremo sempre garantisti, e il Consiglio Comunale non è, e non sarà mai un tribunale. Gli eventuali risvolti penali dei comportamenti umani non ci competono, fortunatamente.  Ci compete invece la politica. Che non ci esime, anzi ci e vi obbliga ad un’analisi seria ed approfondita di queste affermazioni, a tutela dei valori fondanti del nostro vivere civile e della legalità. Per questo mi chiedo e vi chiedo, cari colleghi di maggioranza, quanto ancora potrete sopportare e giustificare condotte di questo tipo?”.

Quello che più ci preme - ha concluso - è che le parole del sindaco in tribunale hanno sconfessato le parole dello stesso sindaco dette agli organi di stampa e al Consiglio Comunale. Il sindaco ha mentito ai nostri concittadini ed al Consiglio Comunale. Per quanto ci riguarda il Consiglio Comunale che deve essere la massima sede del confronto politico, che può e deve essere franco e duro nel rispetto delle differenze di vedute, oggi è stato offeso dalle parole del vostro sindaco”. 

Le repliche della maggioranza, del capogruppo Pd Stefano Mazzer, del consigliere comunale Adriano Pasteris (Noi per Chivasso) e di Chiara Gasparri (Sinistra Ecologista) non hanno fatto desistere l’opposizione dal lasciare l’aula. Men che meno le parole del sindaco Claudio Castello, che ha letto la sua indignazione per - a suo dire - una strumentalizzazione delle sue parole.

L'intervento di Claudio Castello ieri sera in Consiglio comunale

Non sono indagato, il Comune si è costituito parte civile, non è questa l’aula per fare i processi, la mia storia parla per me e la ‘ndrangheta è il male assoluto. In tribunale ho parlato chiaro ed anche i miei omissis parlano chiaro”, ha sbottato, in sintesi, Castello. Ma tant’è...

La minoranza se ne è andata tra gli applausi dello stesso sindaco...

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