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No Green pass: ecco i leader. Dall’infermiera al pensionato (VIDEO)

Si sta facendo un gran parlare delle proteste contro la certificazione verde, che ormai da mesi stanno riempendo le piazze italiane. Anche il territorio canavesano si sta ritrovando, suo malgrado, coinvolto in queste manifestazioni. Basti pensare alla "carica dei 300" di piazza Ottinetti a Ivrea che, lo scorso 7 novembre, al grido di "No Green Pass", plaudiva al sindaco di Colleretto Castelnuovo Aldo Querio Gianetto, che nel suo discorso ha paragonato i presenti ad un vero e proprio esercito. Ma non c'è da stupirsi, il nostro territorio si è dimostrato un fertile terreno di coltura per queste manifestazioni. Ricordiamo tutti le grandi ammucchiate di negazionismi, no vax, complottisti, terrapiattisti, pastafariani e chi più ne ha più ne metta, che affollavano Piazza d'Armi a Chivasso per sostenere Rosanna Spatari della Torteria. Correva il mese di maggio. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: chi sono i capi di questa rumorosa minoranza? Quali sono le ideologie dietro alle proteste? Qual è il background culturale degli animatori delle piazze? Partiamo da quei consiglieri comunali che hanno deciso di riunirsi circa una decina di giorni fa, e creare il primo Coordinamento Consiglieri italiani no Green pass. Presente, prima fra tutti, Barbara Squillace, nata a Canelli nel 1964, infermiera dell'ospedale di Chivasso, attualmente sospesa dal servizio per non essersi sottoposta alla vaccinazione anti covid 19. Assidua frequentatrice degli "aperitivi disobbedienti" della Spatari, un tempo simpatizzante grillina, nel 2019 si era candidata a sindaco di Rondissone, arrivando seconda. Al momento siede in minoranza, come unica rappresentante della sua lista civica. Altro volto noto dell'attivismo contro "l'infame tessera verde", come da lui stesso definita, è il giovanissimo Antonio Borrini. Nato a Napoli nel '98, diploma da ragioniere in tasca, è allenatore presso la Juventus Academy. A seguito della tornata elettorale del 2019 è entrato nel consiglio comunale di Settimo Torinese per la Lega. Sempre all'opposizione della sindaca Elena Piastra, ha poi abbandonato il Carroccio per il gruppo misto. Spostandoci invece verso l'area a nord di Torino, si è unita alla tavola rotonda degli amministratori no Green pass, anche l'intera minoranza consiliare di Druento. Sara Mazzetto, archivista 42enne, con laurea in scienze politiche, si era candidata nel 2019 alla guida di una lista unitaria del centrodestra, formata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Nonostante lo scarso 22%, è riuscita a portare con sé in consiglio Luca Nicholas Bonanno, Cristina Antonella Morello e Francesca Morucchio. Quest'ultima, casalinga di 40 anni, dichiarava all'epoca della candidatura di non militare in nessun partito, ma nel 2014 era stata candidata con Forza Nuova alle comunali di Paroldo (CN), riuscendo anche ad entrare in consiglio. Con loro anche Franco Silvestro (da non confondere con l'omonimo avvocato ciriacese, ndr), pensionato classe '50, che siede in maggioranza a Robassomero. Per tornare nel cuore dell'area canavesana, si è distinto negli ultimi mesi, il già citato Aldo Querio Gianetto. Originario dalla Valle Sacra, nato nel 1972, ha compiuto studi universitari in biologia e attualmente è imprenditore nell'ambito motociclistico. Primo cittadino di Colleretto Castelnuovo dal 2014, è stato riconfermato per un secondo mandato due anni fa. In passato non nascondeva le sue simpatie per Silvio Berlusconi. Regalò addirittura una motocicletta della sua scuderia al Cavaliere. Chissà come si comporterà Querio con le nuove norme del cosiddetto "super Green pass". Riporterà le sedute degli organi collegiali online? Sposterà il suo ufficio al di fuori del palazzo comunale, come fatto dal sindaco no vax di Santa Lucia di Piave? Oppure glisserà sui controlli senza curarsene più di tanto? Ci sono poi una serie di personaggi al di fuori delle istituzioni, ma che con le loro azioni si stanno rendendo veri e propri volti del movimento anti vaccinale. Una fra i tanti è Rosanna Spatari, che di certo non ha bisogno di presentazioni. Dopo la sentenza della Corte Suprema di Cassazione che sancito il dissequestro della Torteria di via Orti a Chivasso, la Spatari sta organizzando un "grande bagno d'amore" per sabato 4 dicembre. Dopo un'iniziale eterogeneità, gli aperitivi spatariani hanno assunto sempre di più una connotazione politica. La stessa "Rosy", come la chiamano tutti, è stata cooptata da Ancora Italia, movimento guidato dal ricercatore universitario Diego Fusaro, definito dallo stesso leader un contenitore di "valori di destra e idee di sinistra". Insomma, un bel calderone pigliatutto. Vicino a formazioni politiche abbiamo anche il settimese Marco Liccione. Lavoratore presso un supermercato, è salito alla ribalta come uno degli animatori del gruppo "La variante torinese". Intervistato da Massimo Giletti a "Non è l'arena", ha cercato di prendere le distanze da Forza Nuova, dicendo di aver firmato la proposta di legge antifascista del sindaco di Stazzema, recandosi presso una sede del PD, dove non avrebbe mai pensato di entrare. Ultimo, ma non meno importante, è Costantino Aldo Morello, maestro elementare precario di Banchette. Anche lui era sul palco in Piazza Ottinetti con Querio il 7 novembre. In un'intervista ha detto di essere guidato nel suo agire da un grande sentimento di libertà, ed auspica una federazione di tutti i movimenti contrari alla certificazione verde. Il dialogo, la discussione, la pluralità di idee stanno alla base della vita democratica di un Paese. Ma nell'orizzonte dello scetticismo e del relativismo più selvaggi, è necessario trovare dei punti fermi. La scienza, nel caso della pandemia, è uno di questi. L'emergenza sanitaria non è ancora finita. E solo attraverso un'unità d'intenti riusciremo ad uscirne. Violenza e disubbidienza "incivile" non ci aiuteranno a farlo, soprattutto quando la grande maggioranza degli italiani ha dimostrato di credere nelle verità oggettive e dimostrate.
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