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Utenti GTT cornuti e mazziati. “La porteremo in tribunale”

Quelli del gruppo Facebook “Utenti GTT cornuti e mazziati” stavolta hanno davvero tutte le intenzioni di andare fino in fondo. Perchè a Ivrea e dintorni non se ne può più di corse che saltano, di attese infinite alle fermate, di autobus che prendono fuoco, di  disservizi uno dietro l’altro. Vogliono portare GTT in tribunale e ne hanno già parlato con l’avvocato Alberto Bazzani che si occuperebbe dell’esposto. A tirare le fila c’è l’eporediese Andrea Ocleppo, consigliere comunale a Pavone Canavese. Considerando i natali (è figlio dell’intraprendente Rita Munari, conosciutissima a Ivrea per le tante battaglie civiche e morali portate avanti) c’è da giurare che non mollerà la presa così facilmente. “Come promesso - commenta Ocleppo -  nei giorni scorsi, mi sono attivato per presentare un esposto alla Procura delle Repubblica in merito alle corse saltate sulle linee di trasporto pubblico gestite da GTT ad Ivrea e Comuni limitrofi...”.  Chi volesse aderire  lo potrà fare di inviando una email (entro il 15 novembre) all’indirizzo espostogtt@libero.it, indicando i propri dati anagrafici (Nome, Cognome, luogo e data di nascita) ed il proprio Comune di residenza. “Stanno arrivando le prime email. Molto dipenderà da quanti aderiranno. I dati personali forniti - precisa Ocleppo - saranno esclusivamente comunicati al legale incaricato per la redazione dell’esposto e del relativo mandato difensivo e non impegnano in alcun modo ad aderire alla presentazione dell’esposto ma sono necessari per la procura al Legale. Una volta raccolte le adesioni provvederemo a fissare un paio di appuntamenti per l’autentica delle firme...”. Le spese legali ammontano a circa mille euro e verranno suddivise tra tutti i firmatari dell’esposto. “A scanso di equivoci - aggiunge Ocleppo - il sottoscritto non trarrà alcun vantaggio economico dalla presentazione dell’esposto e parteciperà per quota parte al riparto delle spese.  Se saremo 10 difficilmente si andrà avanti, se saremo 1000 consideriamola cosa fatta anche perchè ci costerebbe un euro a testa. Il 16 novembre in base alle adesioni ricevute, sarà possibile calcolare il costo pro capite e solo dopo la sua comunicazione (ed accettazione) agli interessati verrà messa in moto la pratica ...” Al momento dell’autentica della firma verrà consegnata ad ogni sottoscrittore una copia dell’esposto e la ricevuta della somma versata. A Settimo Torinese e Leini E se a Ivrea GTT fa acqua da tutte le parti (quando non va a fuoco), sale la protesta anche nei Comuni della prima cintura torinese. Nei giorni scorsi i sindaci Franesco Grassi di Mappano e Renato Pittalis di Leini hanno scritto  una lettera a Gtt, all’Agenzia per la Mobilità Piemontese e alla Regione Piemonte per i disservizi legati alla linea 46. L’antifona è identica: orari non rispettati, autobus stracolmi e chissenefrega delle norme anti covid. Altra corsa, altro Comune, stesso e identico il problema degli autobus che non passano, saltano la corsa o arrivano in ritardo. A Settimo Torinese da settimane c’è chi si chiede se la linea 49 esista ancora. A denunciarlo prima su Facebook e poi sulle colonne del nostro giornale è stata un’infermiera impiegata all’ospedale di Settimo Torinese.  “Scusate ma il 49 (autobus ndr) esiste ancora? – scriveva Simona in un post  Una mattina alle 5.30 una corsa è saltata, identica cosa il giorno precedente. Ma è successo anche alla fine del turno e cioè alle 15.30.”. Simona, ha fatto i conti di quanto le è costato, da luglio ad oggi, il taxi per andare a lavorare o rientrare a casa quando l’autobus non c’era. “Tra taxi, passaggi extra e l’abbonamento Gtt praticamente inutilizzato – commentava – ci sto rimettendo lo stipendio, dovrei cambiare posto di lavoro?”  I problemi di GTT Stando ai sindacati (ma non può certo essere questa una giustificazione) i disservizi sarebbero aumentati con l’estensione del green pass. In base alle normative l’azienda di via Turati, infatti, non può far lavorare chi ne è sprovvisto. GTT, peraltro, non ha mai neppure considerato l’ipotesi di offrire tamponi gratuiti a chi non vuole sottoporsi alla vaccinazione. Morale? Circa il 10% dei dipendenti, sia quelli diretti che quelli delle aziende private in appalto, sarebbero fermi. Si tratta di circa 190 autisti (25 dei quali sulle linee extraurbane).  
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