Lo abbiamo già scritto:
Luigi Vercellino, 50 anni, ha ricevuto oggi, dall'assessorato regionale alla sanità, la nomina a "commissario" dell'Asl To4 fino alla prossima primavera quando, presumibilmente, assumerà l'incarico di direttore generale. Succede a
Lorenzo Ardissone che, prima dell’estate, ha rassegnato le dimissioni in risposta al voto di astensione dell'assemblea dei sindaci, su un bilancio chiusosi con 25 milioni di euro di perdite.
Ormai ex direttore amministrativo dell'Asl di Alessandria,
Vercellino, residente a Pertusio, è stato direttore generale dal 2009 al 2013 del Castello di Masino per conto del FAI ed è tutt’ora nel consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
S'aggiunge, qualcuno forse non se lo ricorda, che dal 2008 al 2014 è stato anche consulente del Cic, il Consorzio per l’informatizzazione del Canavese finito a gambe all’aria proprio durante il suo incarico, una litania conclusasi prima con la vendita della maggioranza delle quote a CSP nel 2015 e a stretto giro con il fallimento.
Sostenuto nella sua candidatura da
Riccardo Molinari, presidente del gruppo parlamentare della Lega alla Camera dei Deputati, il nome di
Vercellino, fin dal primo minuto, è stato preso di mira dall'ex assessore regionale del Pd
Gianna Pentenero, da alcuni sindaci del chivassese (anche se non si è mai capito bene quali) con il supporto di buona parte dei primari dell'ospedale di Chivasso, grandi sponsor di
Mario Traina (ex direttore sanitario) e di
Flavio Borasio, attuale direttore generale della To3.
Alla notizia di possibili barricate e proprio per mettere le mani avanti il sindaco di Settimo
Elena Piastra, quello di Crescentino,
Vittorio Ferrero e, infine, il chivassese
Claudio Castello, qualche giorno fa, si erano precipitati a scrivere una lettera all'assessore regionale
Luigi Genesio Icardi per informarlo che a loro non era mai passato per la testa (neanche per un minuto) di influenzare una scelta considerata politica.
Finita qui? Macchè! Forse per
Piastra e per
Ferrero, non certo per Castello. Galeotta una riunione al cospetto del Governatore
Alberto Cirio organizzata in fretta furia nella giornata di giovedì, cioè a poche ore dalla nomina di
Vercellino. Invitati tutti i sindaci di città sede di un ospedale (tranne Settimo T.se), cioè
Beppe Pezzetto di Cuorgnè,
Loredana Devietti di Ciriè,
Stefano Sertoli di Ivrea,
Ernestina Assalto di Lanzo e il sindaco di Brandizzo
Paolo Bodoni....
Paolo Bodoni? E da quando a Brandizzo c'è un ospedale? Infatti.... Non c'è... A fare due più due è stato un attimo.
Bodoni vicino al deputato di Forza Italia
Carlo Giacometto, quindi all'altra deputata
Claudia Porchietto, quindi gli azzurri alleati della Lega al governo della Regione. Una specie di alleanza Pd-Forza Italia, anti Carroccio. E infatti, manco a dirlo, chi durante la riunione si è alzato in piedi per dire che "Vercellino" era da considerarsi troppo canavesano? Che per il commissariamento di un anno sarebbe stato più utile nominare un uomo con l'esperienza di
Mario Traina....? Per l'appunto
Castello da Chivasso e
Bodoni da Brandizzo. In due con il cerino in mano considerando che per tutti gli altri, il problema sul "nome" non s'è mai posto.
Inutile star qui a chiedersi dello sdoppiamento di personalità di Castello che un giorno dice una cosa e firma una lettera insieme ad altri due sindaci e qualche giorno dopo sostiene l'esatto contrario. Piuttosto qualche domanda ce la si dovrebbe fare sull'alleanza andata in scena per qualche ora, fors'anche a loro insaputa, tra un pezzo del Pd con Pentenero in testa e gli azzurri canavesani. L'idea che un po' tutti si son fatti è che si sia voluto dare un "contentino" che però, fatto così, ha un po' il sapore dell'umiliazione.
Per la cronaca, alla riunione di giunta in cui si è dato il là al commissariamento, l'assessore regionale
Andrea Tronzano non s'è presentato ....
"Io non so di questa riunione e Cirio, francamente, non me ne ha parlato - commenta a denti stretti l'assessore alla sanità
Luigi Genesio Icardi -
Quello che so è che da che mondo è mondo i controllati non dovrebbero nominare i controllori. Di sicuro non sta bene a me e questo mi convince ancora di più della scelta. A parte i bari e i baroni, gli obiettivi sanitari e di salute pubblica si dovranno condividere con i sindaci e con l'assessorato...".
A complimentarsi per primo con Icardi, mettendoci il cappello, è il consigliere regionale
Andrea Cane. "
Vercellino - commenta -
è chiamato a risalire la china di un disavanzo di quasi 25 milioni. A lui il compito di ripianare le situazioni ereditate, rafforzando la medicina territoriale fortemente danneggiata dalle gestioni politiche precedenti e gestendo la sfida innovativa della telemedicina. Credo che il nuovo Commissario possa diventare un punto di riferimento per l'intero territorio senza favoritismi. Nessun ospedale, medico, operatore sanitario o cittadino deve sentirsi di serie B!".
Vercellino entrerà in servizio il primo settembre e rimarrà in carica fino alla nomina del prossimo direttore generale, comunque non oltre il 31 maggio 2021, in coincidenza con la scadenza naturale delle direzioni delle Aziende sanitarie regionali del Piemonte.