La chiesa San Pietro in Vincoli deve ritornare al più presto ai settimesi.
Alle 2 di notte di venerdì 9 agosto è crollata una porzione del tetto della San Pietro in Vincoli, una delle chiese simbolo dal punto di vista storico-architettonico di Settimo. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma una piccola parte dell’edificio di culto è andata giù a causa di un dissesto statico: un’insufficienza delle condizioni di stabilità della struttura. Il cedimento ha riguardato il colmo della navata centrale e cioè l’asse in legno che corre per tutta la sezione longitudinale della chiesa e di conseguenza una parte del tetto ha ceduto al peso della struttura.
I vigili del fuoco, intervenuti immediatamente insieme alla Polizia Municipale, hanno messo in sicurezza l’area dichiarando temporaneamente, grazie a un’ordinanza del Comune, la chiesa inagibile. Le celebrazioni sono state spostate, fino a data da definire, alla Santa Croce e alla Vincenzo de’ Paoli.
“Mi ha riferito la professoressa Clara Bertolini Cestari del Politecnico di Torino, Dipartimento di Progettazione Architettonica,- ha detto don Antonio Bortone, parroco della San Pietro in Vincoli dal 2016 - che questo cedimento è un caso più unico che raro, poiché il colmo in legno del tetto si è reciso di netto e quindi bisogna capire il perché di tale rottura”.
E questo è molto strano perché i lavori di manutenzione, sempre secondo don Antonio, sono stati eseguiti negli anni con una certa regolarità.
“L’ingegnere Giuseppe Pistone, incaricato del monitoraggio dell’abside e delle opere di consolidamento che inizieranno nel mese di settembre - ha continuato don Antonio - due anni fa, nel fare delle verifiche per i movimenti statici, si è accorto attraverso dei fessurimetri che c’era una trave, che poi è stata imbrigliata con l’acciaio, con qualche problemino statico. Non so se questi due eventi siano in connessione, ma il fatto è che una parte del tetto, proprio vicino alla cupola, è andata giù. Bisognerà aspettare le perizie per avere maggiori informazioni”.
I fedeli vorrebbero che la chiesa riaprisse più presto possibile, ma per questo è necessario che tutto sia a norma, come da regolamento edilizio e comunale.
Anche don Antonio, ovviamente, è dispiaciuto e spera che i tecnici incaricati dei lavori possano operare bene e in fretta.
Molti accoliti hanno cercato degli espedienti e dei luoghi più o meno ameni dove celebrare le funzioni religiose. C’è chi ha suggerito un campo da calcio come luogo di culto, e c’è invece chi avrebbe voluto officiare la messa nella piazzetta davanti alla chiesa. Ma la soluzione migliore, certamente, è che la San Pietro possa riprendere il pieno possesso delle sue possibilità territoriali e religiose.
Lunedì 26 agosto sono già intervenuti gli elettricisti incaricati dalla Curia per risistemare i fili delle luci della navata centrale, mentre gli operai che si occupavano della ristrutturazione della casa parrocchiale a fianco della chiesa sono riusciti a sistemare il tetto per far sì che l’acqua, con i temporali che sono avvenuti in questi ultimi giorni, non entrasse rovinando gli affreschi della chiesa.
Per l’abside, per ora chiuso al pubblico, a settembre come da programma dovrebbero iniziare i lavori di consolidamento attraverso l’installazione di un palo ogni metro e mezzo per tutto il suo perimetro. Mentre per la risistemazione del tetto si dovranno attendere le decisioni dell’ing. Pistone con l’aiuto del dott. Mannucci , della Legno Doc (Servizi di diagnostica e consulenza per la conservazione di strutture lignee in opera, Bottai - Impruneta, Firenze) e per sapere soprattutto quando la San Pietro in Vincoli potrà ritornare agibile.
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