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SETTIMO. Quante multe sono state fatte con i nuovi autovelox?

SETTIMO. Quante multe sono state fatte con i nuovi autovelox?
Ma quante multe hanno fatto i nuovi autovelox? È questa la domanda fatta, in un’interpellanza, dalle consigliere di minoranza, Elena Ruzza e Rosa Catenaccio. Parliamo dei così detti “VeloOk”, i contenitori di plastica, installati da qualche mese, che al proprio interno custodiscono un rilevatore di velocità, un autovelox in grado di multare gli automobilisti che non rispettano i limiti di velocità. Una strumentazione che, molto spesso, viene anche solo utilizzata per indurre l’automobilista a rallentare per paura della presenza di un autovelox in funzione. Il VeloOk, o più propriamente Speed Check, è un dissuasore di velocità, spesso utilizzato in serie di più elementi in tratti di strada sufficientemente lunghi. Uno Speed Check è un dispositivo cilindrico, di colore vistoso, spesso arancione, posizionato di fianco alla strada. Al suo interno potrebbe contenere un dispositivo di controllo velocità, simile all’autovelox. Il principio di funzionamento si fonda sul principio della deterrenza: visto che chi passa non ha idea in quale VeloOk è presente il dispositivo di controllo velocità, o addirittura, se è davvero presente, è portato a rispettare il limite di velocità in tutto il tratto stradale in cui sono installati gli Speed Check. Tutto bene, oggi, però, a qualche mese dall’installazione le opposizioni chiedono i dati e le modalità con cui vengono utilizzati i nuovi apparecchi. Ruzza e Catenaccio chiedono una “relazione tecnica che attesti le modalità di funzionamento, delle tempistica di rotazione nell’utilizzo dei dissuasoti orizzontali ed in particolare il il dispositivo “autovelox” che viene utilizzato al suo interno con specifica omologazione ministeriale”. Ma non è tutto, serve, infatti, anche una “relazione di tutte le infrazioni sanzionate verificabili direttamente dall’utilizzo dei dispositivi”. A detta delle minoranze, poi, i veloOK sarebbero utilizzabili solo di giorno. “Essendo utilizzabili solo in presenza di una pattuglia - spiegano le consigliere - della polizia municipale ed essendo vacante il turno notturno i dispositivo sono inutilizzabili per rilevare infrazioni della velocità nelle ore notturne”. Insomma, stando a quanto scrivono le opposizioni, i nuovi strumenti si potrebbero utilizzare solo di giorno e alla presenza di una pattuglia in grado di contestare l’infrazione dell’automobilista. E, in effetti, l’obiettivo dell’amministrazione non era quello di fare tante multe ma piuttosto di indurre una diminuzione della velocità e, per il momento, in alcune zone critiche, gli incidenti sono diminuiti. 
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