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SETTIMO. Del Vago pronto a dimettersi: “Propongo di abolire i partiti”

SETTIMO. Del Vago pronto a dimettersi: “Propongo di abolire i partiti”

Massimo Del Vago

Massimo Del Vago pronto a presentare le dimissioni da consigliere comunale.  Il capogruppo del Movimento 5 Stelle ha presentato una riforma costituzionale per abolire i partiti.  Tutto parte del libro “Democrazia senza partiti” di Adriano Olivetti. Ecco la fonte di ispirazione di Massimo Del Vago (ex?) capogruppo del Movimento 5 Stelle, pronto a presentare le dimissioni, dopo 6 anni in consiglio comunale, ma pure un programma di riforma costituzionale. Del Vago vuole “abolire” i partiti, eliminare il Senato e dare un bel po’ di potere alle istituzioni locali. Questo, però, lo farà fuori dal consiglio comunale di Settimo e fuori dal Movimento 5 Stelle. Allora, cosa hai deciso? Lasci il consiglio comunale dopo 6 anni? Mi dimetterò a breve. Non rinnego nulla di questa mia esperienza, giunta al tramonto, che mi ha permesso di maturare sempre di più l’idea, che i partiti o i movimenti  politici così come oggi sono strutturati, nel rispetto del passato, non permettono  un vero confronto costruttivo nell’interesse dei cittadini. Non ti senti più dei 5 Stelle?  Io penso quello che ho sempre pensato, che si possa fare una politica senza troppe divisioni. Su scala nazionale, regionale e anche comunale questo purtroppo non avviene tra i partiti. C’è un pregiudizio a prescindere sull’avversario politico, non si puo’ mai dire che un avversario ha fatto le cose giuste, servirebbe superare l’interesse di partito. Io addebito tutto questo ai partiti che hanno interesse a spendersi più per sé stessi che per i cittadini. Sui 5 Stelle: se tu entri e ti sostituisci al sistema, né più e  né meno come prima, cosa hai fatto di diverso? Hanno aggiunto qualcosa, certo: penso alla partecipazione, alla trasparenza dei conti pubblici ma se non ci si smarca dai partiti non si riesce a costruire qualcosa di positivo. Se non ci si smarca dal modo di pensare dei partiti. Quindi, lasci i 5 Stelle, ma perché non passi al gruppo misto? Non rimarrò da nessuna parte, non lo farei mai per rispetto dei voti che mi hanno dato i cittadini nel 2019. Non mi piace essere considerato come quello che cambia casacca o resta attaccato alla poltrona. Preferisco sparire nel nulla piuttosto che fare la figura di quello che vuole restare lì a tutti i costi.  Attraverso i partiti, purtroppo, non si puo’ essere costruttivi, voglio perseguire la mia strada, non è questione di abbandonare i 5 Stelle è proprio un modo diverso di pensare.  E come avresti agito tu, da sindaco? Avrei coinvolto le opposizioni in tutte le scelte importanti. Anche in queste situazioni difficili, però, la politica non riesce a mettersi d’accordo. Spesso, poi, i sindaci non riescono a farlo perché sono arroccati nei loro partiti che li guidano. Schiavi delle etichette: se uno è del Pd non può accordarsi con uno della Lega e viceversa”. Succede anche a Settimo? Sì sì, certo, ci si ferma alla divisione tra maggioranza e opposizione, non si va oltre. Tu hai fatto qualcosa per superare questo steccato in questo periodo di pandemia? Si, in paio di settimane fa ho mandato una mail a tutti: ho chiesto di essere uniti nelle scelte, di condividerle, tutti insieme, maggioranza e minoranza. In modo che nessuno potesse fare false promesse, perché è questo il grande problema. Non dobbiamo dire ai cittadini cose false altrimenti si arrabbiano. In linea di principio tutti hanno condiviso questa cosa ma poi non si è aperto nessun tavolo. Io non volevo le comunicazioni ma un preventivo confronto, della serie: “Cosa facciamo per risolvere questo?”, non serve parlare ore e ore ma agire insieme. Mi sarebbe piaciuto che da Settimo si riuscisse a dare un esempio ma non è fattibile neanche a Settimo, nonostante io abbia stima per la sindaca e la aiuterò per tutte le cose che posso fare, anche successivamente. Altro che clima di pacificazione, Sinistra Civica e Insieme per Settimo hanno annunciato la sfiducia nei confronti dell’assessore Rivoira, dicono che vessa i cittadini con tasse troppo alte, hai sentito? Mah. Il bilancio consuntivo rischia di saltare, le entrate dello Stato rischiano di saltare. Noi non dobbiamo vessare nessuno ma serve la consapevolezza che se noi vogliamo i servizi da qualche parte dobbiamo prendere i soldi o c’è un albero da qualche parte dove si raccolgono i soldi e si distribuiscono? Non possiamo dare spazio alla gente che urla senza tenere in considerazione che bisogna anche far ragionare le persone. Io la vedo male, siamo stressati, la gente è arrabbiata. Non è il momento delle critiche, ognuno di noi faccia una proposta. Poi se si dovranno tagliare delle teste, a livello nazionale o altrove, lo si farà quando sarà finito tutto”. Su questo hai “sgridato” anche la Lega che ha chiesto di stoppare le aree blu in città…  Sì, se un cittadino ti ha detto di mettere i parcheggi gratuiti bisogna rispondergli che per fare risparmiare a lui 50 centesimi si rischia di fallire. Siamo obiettivi. Occorre fare proposte pratiche non dire cose tanto per dirle. Che senso ha fare un proposta che non è fattibile? Il punto, però, qui è un altro. Qui non c’è collaborazione perché, spesso, la politica, invece che essere contenta che chi governa fa bene spera che faccia male così può farne un’arma nella prossima campagna elettorale. Cosa hai imparato in questi 6 anni da consigliere e nelle due campagne elettorali da candidato sindaco? Se non fai qualche promessa non vinci. A parte le battute, ho imparato, da cittadino, che prima di criticare bisognerebbe conoscere il funzionamento un po’ complicato dell’apparato amministrativo di una pubblica amministrazione e se uno ha capacità dovrebbe impegnarsi per cambiarlo. Spesso, invece, la politica si adegua all’apparato perché cambiare è faticoso. Per questo tutti dicono che serve sburocratizzare, per esempio, e invece non lo fa nessuno. Creiamo sempre più burocrazia, non viene sanzionato quasi nessuno e fare qualcosa diventa sempre più complicato. Per ottenere un permesso qui servono mesi all’estero magari una decina di giorni. È troppo facile criticare senza dire cosa faresti di differente, questo è uno dei mali della politica italiana, qui si vota contrario a prescindere, solo perché uno è all’opposizione”. Cosa pensi della Sindaca, Elena Piastra?  Piastra è una bravissima ragazza, sta governando nel periodo più difficile dal dopoguerra in avanti. Ci sono certamente, ovunque, persone che hanno colpe ma, in questo momento, mi dispiace che debba fare i conti con un così complicato contesto storico. Detto ciò, ha le capacità per fare anche carriera politica, magari a livello regionale o parlamentare. Sta provando a creare maggiore condivisione rispetto al passato, sta provando a fare qualcosa di più rispetto alla precedente amministrazione, ho fiducia nel suo operato. Ma non perché è del Pd ma perché è Elena Piastra. Che consiglio le daresti? È difficile, perché è oberata dal voler fare ma non posso. Un auspicio è che possiamo tutti assieme essere vicini a chi ha sofferenze economiche, perché quello sarà un aspetto devastante nei prossimi mesi. Poi, magari, leggendo la mia proposta, spero possa condividerla e salire anche lei sulla barca di questa avventura. Parlaci, in breve, della tua riforma costituzionale… È molto semplice, a livello comunale cambia poco, ci sono le liste civiche, invece dei partiti. La scelta della politica nazionale o regionale è, invece, demandata ad assemblee di sindaci e Presidenti di Regione. Toccherà alle assemblee regionali e provinciali dei sindaci indicare 6-7 nomi come possibili Presidenti di Regione, non li sceglieranno più le segreterie di partito. Credo sia la modalità più corretta, spero che i sindaci siano legati a capacità di merito e non solo di partito. Stesso discorso per i candidati alla Presidenza del consiglio, scelti dall’assemblea nazionale delle regioni. Io spero che più teste decidano nell’interesse meritocratico e non partitico. La politica di governo non deve essere fatta da apprendisti, se non hai competenze prima che capisci come funziona serve troppo tempo. Nella riforma, infine, ho abolito il senato e lasciato la camera con 344 parlamentari.  E quindi? La tua carriera politica a livello locale è finita? A livello locale non mi candido più, io ho fatto questa proposta, vediamo come va altrimenti torno a dedicarmi al mio lavoro.
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