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SAN GIORGIO. Dall'informatica alla pasticceria, la nuova vita di Sara Reinerio

Dall’informatica all’arte bianca, passando da un’antica ricetta tramandata da uno dei panettieri storici di Ozegna. La chiave della svolta, per Sara Reinerio, passa dai semplici ingrediente di un dolce della tradizione canavese, “I cuori di San Besso”. Sistemista in Wind per molti anni, superata la boa dei 40, Sara si è detta: “O adesso o mai più”. E raccolta la sua buonuscita, ha aperto qui a San Giorgio il suo laboratorio: un sogno custodito per anni.:  “Mi sono sempre piaciute le sfide difficili, quelle che spesso gli altri schivano, perché mi danno la possibilità di misurarmi e di andare sempre un po’ ‘oltre’ i miei limiti. Allo stesso modo, ho una grande passione per la cucina e trovo che sia uno strumento straordinario per tenere vive le tradizioni e i valori della famiglia, per me fondamentali. Per questo oggi ho ripreso un’antica ricetta, che nessuno voleva portare avanti per la complessità della sua preparazione e ho ridato vita ad un dolce della tradizione dal sapore antico, che profuma di casa e mette insieme le persone.” Per molto tempo i tasti di una tastiera sono stati la sua strada, fino a quando non incontra i Cuori di San Besso. È allora che la visione di Sara cambia. All’età di 40 anni si pone una sola domanda “Cosa mi piace fare?”. La risposta la trova nel cibo. Una passione che l’accompagna da sempre, da quando, fin da piccola, aiutare le donne di casa a preparare il pranzo per quella famiglia numerosa, era un gioco capace di insegnare però il valore della tradizione. Così, Sara decide finalmente di realizzare il suo sogno e con Arnaldo, che non credeva più di poter incontrare qualcuno che volesse prendere il suo posto, mette le mani in pasta e impara tutti i segreti che lui, con amore, le insegna. Giorno dopo giorno, prova dopo prova, grazie al metodo, l’organizzazione e la perseveranza di Sara, i Cuori prendono forma. Ogni morso è un gusto ritrovato, un ritorno al passato.  Nasce così “Sesarei” il marchio dell’azienda di Sara Reinerio. “Ho deciso di chiamarla così di modo da racchiudere all’interno le iniziali del nome mascherata da un errore grammaticale.  A suggerirmelo sono stati i miei amici e collaboratori nell’esperienza. E’ stata un po’ una rivalsa”. Il progetto vero e proprio cresce piano piano: “Nonostante fossi determinata a cambiare vita, le idee erano un po’ confuse. Innanzitutto avevo bisogno di un luogo tutto mio. E così ho iniziato a realizzare quello che ben presto sarebbe diventato il mio laboratorio. Avendo un figlio piccolo ho scelto di costruirlo sotto casa. E poi volevo produrre qualcosa di speciale, senza andare a pestare i piedi a nessuno”. Dall’incontro con Arnaldo Brusa di Ozegna, nasce l’idea di produrre “I cuori di San Besso”. “Li faceva solo lui - racconta Sara - e quando ha chiuso la sua panetteria di Ozegna, quest’antica tradizione ha rischiato di perdersi completamente. Sono dolci antichi che nascono dall’impasto dei voulevant. Quello scartato non veniva certo buttato via. Rilavorato ulteriormente e riempito di marmellata o cioccolato, diventava un dolce delizioso che, con il tempo, è diventato tipico della festa di San Besso ad Ozegna”. Sara ci racconta i segreti di questa antica ricetta: “E’ una lavorazione laboriosa che impiega tempi di riposo ben precisi, per arrivare  una sfoglia sottile e fragrante . Certo, facendone in grande quantità, è solo questione di organizzare bene il tempo. Riesco a produrne circa un quintale a settimana.” Che tradotto, significa 500 pacchetti di dolci in confezioni da 200 grammi. “Io produco soltanto. Qui in laboratorio non ho una rivendita: i miei prodotti vengono distribuiti  attraverso una rete di rivenditori creata con pazienza, facendoli assaggiare e spiegandone l’unicità. Non contengono né uova né lieviti. Solo farina macinata a pietra, burro, margarina vegetale - per non appesantire troppo la sfoglia - acqua, sale e confettura o cioccolata”. Per ora è possibile trovarli nei negozi di Rivarolo, San Giorgio, Cuorgné, Castellamonte, Strambino, Caluso e Ivrea, oltre che sfusi in alcuni mercati e in alcuni bar. “I Cuori di San Besso” fanno anche parte del paniere di prodotti proposti da “Katuma” un sito internet che si pone come “market place”, un negozio virtuale dove poter trovare solo prodotti locali di eccellenza. “E’ stato un anno molto intenso - racconta Sara - di lavoro e sperimentazione. Di giornate senza sosta, ma anche di grande soddisfazioni. Certo, per ora la mia attività non mi permette di avere uno stipendio adeguato, ma sono solo all’inizio di mille progetti”. Il primo, il più concreto, riguarda l’innovazione: “Rinnovamento delle attrezzature a partire dal forno, che mi permetta l’adeguatezza al carico. Attualmente ho un modulare a due celle che mi permette la cottura di solo 4 chili di dolci ciascuna alla volta. Tramite forni di nuova generazione sarà possibile la cottura di molti più chili in contemporanea". Altri progetti, invece, riguardano la distribuzione: “Parteciperò a diverse fiere che permettono un contatto con molti produttori e operatori del settore di modo da poter scambiare idee e lavorare sulle sinergie. A tal proposito il prossimo passo sarà quello della promozione in ambito social. Affidarsi a professionisti del settore ha costi troppo onerosi; farlo in proprio richiede una disponibilità di tempo che non avrei. E così l’obbiettivo è quella di fare rete con altri produttori: per farlo intendo selezionare tra prodotti che piacciono prima di tutto a me, oltre che con persone con le quali sento una certa affinità. Non è facile mettere insieme tante teste e tante idee. Ma oggi il commercio passa anche attraverso questi canali ed è imprescindibile trovare il giusto connubio tra lo strumento tecnologico e prodotti che restino strettamente legati alla tradizione”.

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