Canavese contro eporediese; sindaci di qua contro sindaci di là; Ivrea e Bollengo contro Scarmagno, Strambino e Rivarolo. Una battaglia senza fine per un ospedale che verrà ma per il quale, ad oggi, mancano progetti e soprattutto soldi. Nell’attesa sono entrati in guerra anche i consigli comunali. A Ivrea, qualche settimana fa è stato approvato, a maggioranza assoluta, un ordine del giorno, poi inviato a tutti i comuni dell’eporediese, che impegna il sindaco a muoversi in Regione, e presso l’Asl To4, per “sponsorizzare” l’area ex Montefibre, quindi a chiedere subito l’aggiornamento di un vecchiostudio del Politecnico di Torino. Idem ha fatto Scarmagno ma per promuovere l’ex area Olivetti.
Sullo stesso solco il Pd. Non a caso il partito di Zingaretti che in provincia di Torino è presente in quasi tutte le Amministrazioni comunali.
Da un lato i militanti eporediesi guidati da Luca Spitale, dall’altra gli iscritti al circolo dell’Alto Canavase (Castellamonte, Cuorgnè, Rivarolo e Valle Sacra) condotti da Simona Appino, seriamente interessati a smontare i primi. Lo faranno, questa settimana, nel corso di un dibattito organizzato sulla piattaforma Zoom.
L’invito è una bomba già nelle premesse. Una bomba che metaforicamente è stata tirata aldilà del torrente Chiusella.
“L’attuale nosocomio di Ivrea - scrivono- classificato dalla Regione in classe A, non risulta idoneo alle necessità funzionali attualmente richieste, non possiede la flessibilità strutturale per indispensabili adeguamenti architettonici/operativi, non è in alcun modo espandibile e quindi dovrebbe essere sostituito da una nuova struttura. Nell’organizzazione delle strutture sanitarie volute dal DM n.70 del 15 aprile 2015 esso si colloca come ospedale “Spoke” con DEA di 1° livello, pianificato per garantire una assistenza territoriale ai distretti di Cuorgnè e Ivrea che hanno una popolazione complessiva di 175.000 abitanti circa, bilanciata fra Canavese Occidentale di 85.000 ed Eporediese di 90.000...”
E poi ancora: “A Cuorgnèla struttura esistente ha la priorità di Pronto Soccorso per area montana disagiata, mentre la struttura di Castellamonte, per ora, è stata posta fuori dalla rete degli ospedali Regionali essendo classificato solo come presidio.La scelta della tipologia del Nuovo Ospedale che andrà fatta in questi mesi, nonché la sua localizzazione, determineranno il futuro dell’organizzazione sanitaria territoriale per almeno i prossimi 50 anni. Crediamo quindi sia doveroso un dibattito ampio ed approfondito, senza pregiudizi, affinchè la politica eserciti il suo ruolo primario: la custodia del Bene Comune...”.
Infine anticipando il senso del dibattito, s’aggiunge che la “linea progettuale degli ospedali negli ultimi anni colloca queste strutture ai margini della città e con spazi di accessibilità e di vivibilità molto ampi, tali da permetterne flessibilità e ulteriori ampliamenti e che non obblighino i mezzi di soccorso ad effettuare slalom nel caotico traffico cittadino...”.
Morale?“Le attuali proposte in campo sembrano non pienamente soddisfacenti mentre rischiano di essere accettate dalla Regione Piemonte che si attende dai Comuni del territorio servito, cioè il Canavese Occidentale e l’Eporediese, una proposta che emerga da un progetto complessivo basato su un’idea espansiva, modulare, scalabile, del Nuovo Ospedale.La localizzazione al centro di Ivrea (zona Montefibre) lo porrebbe in un’area già satura di strutture (tribunale, scuole e supermercati) che portano con sé un sovraccarico sulla viabilità, mentre la proposta di Scarmagno (area ex Olivetti) è troppo decentrata e difficilmente raggiungibile...”.
Il Pd dell’alto canavese va oltre, aggiungendo che un’attenzione particolare meriterebbe la struttura cuorgnatese.“Nell’ambito della ristrutturazione della medicina territoriale - sottolineano - ci sembra doveroso proporre per questo nosocomio una garanzia di funzionamento a pieno regime anche dal punto di vista del personale e un ampliamento del PS e della radiologia che verrebbero affiancati da una degenza temporanea che potrebbe garantire una migliore gestione di casi complessi che diversamente dovrebbero essere dirottati verso Ivrea, Ciriè o Chivasso....”
L’affondofinale è del tutto allineato con le premesse...
“Noi crediamo - conclude il Pd di Simona Appino - che sia necessario superare ogni barriera politica ed ideologica perché le decisioni prese oggi condizioneranno la sanità per i decenni a venire, cioè soprattutto per le generazioni future. Chiediamo quindi che le amministrazioni del Canavese Ovest, le Associazioni e gli Enti locali, facciano sentire tutti insieme la loro voce e dicano quali siano le loro posizioni e le loro idee su questo argomento. Non solo proposte sulla localizzazione della struttura ma anche su una riorganizzazione della Medicina territoriale che è altrettanto importante, con nuovi servizi diffusi, ad esempio poliambulatori e uffici ASL, collaborazioni fra medici di base che troverebbero la loro naturale collocazione nel presidio di Castellamonte. Crediamo che questa sia per noi una grande opportunità per dimostrare ai nostri concittadini di meritare la fiducia che ripongono nei loro amministratori e in tutti coloro che vi operano a vario titolo, onde favorire la crescita sociale e progettuale del nostro amato territorio...” Il Pd è l’unico partito
che ha il coraggio
di affrontare il dibattito, sale della democrazia
Nuovo ospedale. A Ivrea il consiglio comunale ha appena votato all’unanimità un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a promuovere con l’Asl To4 e l’assessorato regionale alla sanità, l’area nord dell’ex Montefibre. A Scarmagno si è fatto altrettanto con un odg che chiede al sindaco di muoversi per sponsorizzare l’ex stabilimento Olivetti. Nel bel mezzo c’è il dibattito interno al Pd.“Nel leggere le sue righe di approfondimento sul rapporto delle sezioni territoriali del PD sultema dell’ospedaledi Ivrea provo un sentimento di stupore - commenta il segretario cittadino di Ivrea Luca Spitale-È evidente che lo scontro non sia circoscrivibile al “PD contro PD” ma trova le sue legittime ragioni nei diversi tnteressi tra i rappresentanti dell’eporediese e dell’alto Canavese. Intendo dire che tutti vorrebbero l’ospedale più vicino possibile. Semmai è il PD, come spesso capita,l’unico partito che ha il coraggio di affrontare il tema a viso aperto , tema divisivo per natura, e non lascia che gli eventi accadano per caso, o peggio ancora sottobanc . Lei crede che tra gli elettori e gli attivisti della Lega, o dei 5 stelle dei territori canavesani ci sia una condivisione di vedute sulla localizzazionedell’ospedale? E se la risposta è affermativa quale sarebbe? Ecco, noi stiamo cercando un confronto aperto e trasparente, al costo di cadere in contrapposizioni, che poi sono il sale della democrazia...”.l.l.m.
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