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13 Novembre 2019 - 11:50
Per tutta la settimana hanno trascorso le giornate, e anche le notti, dinnanzi al castello di Parella. Si tratta di una trentina di lavoratori della Mgc, azienda edile consorziata del gruppo Manital, che aspettano gli stipendi arretrati.
Attendono le mensilità di agosto, settembre e ottobre più la cassa edile (tredicesime, ferie e tfr). Giovedì mattina c’è stato il momento di massima tensione dall’inizio dello sciopero: i manifestanti hanno impedito ad una bisarca di venire a recuperare i furgoni della Olicar (un’altra azienda controllata di Manital), parcheggiati nel cantiere della Mgc proprio ai piedi del castello di Parella.
Sono lavoratori italiani e romeni impiegati nella ristrutturazione del castello di Parella di proprietà del gruppo Manitalidea, l’azienda del facility management fondata nel 1993 proprio da Graziano Cimadom. E sono decisi a proseguire l’agitazione anche oggi. Manitalidea acquistò il castello di Parella nel 2011 e da allora attraverso il progetto Vistaterra ha investito circa 40 milioni di euro per realizzare un resort con ristoranti, botteghe, vigne e un parco di dodici ettari.
Le organizzazioni sindacali assieme ai lavoratori di Mgc denunciano l’ennesima presa in giro da parte di Manital, perchè dopo la firma del presidente Graziano Cimadom sull’accordo per le mensilità arretrate nulla è stato fatto.
“Una situazione ancor più complicata a causa della mancanza di interlocutori seri (compresa la nuova società) e da giorni siamo costretti a manifestare il nostro disappunto per cercare di portare a casa i salari dei lavoratori” denuncia Felice Barelli della Fimca Cisl.
Intanto sorgono dubbi anche sulla trattativa avviata per il passaggio di proprietà della Manitalidea al fondo industriale, Igi Investimenti Group, che assume il controllo di aziende in fase di start-up o in crisi.
E’ pesante il quadro emerso dopo il vertice tra i sindacati e la nuova proprietà del 29 ottobre: un passivo da 40 milioni di euro nel bilancio, stipendi non pagati per 13 milioni e 800 mila euro, due cause imminenti in Tribunale per istanze di fallimento e l’ipotesi che il concordato preventivo possa essere una strada percorribile. In questi giorni anche Rifondazione Comunista ha portato ai lavoratori della MGC Gruppo Manital la sua solidarietà e sostegno. “Il lavoro va pagato! Non possono essere sempre i lavoratori a pagare le colpe di una avventata gestione imprenditoriale. I lavoratori della MGC hanno lavorato e devono essere pagati. Subito!” - poi il partito incalza: “La MGC ha lavorato fra gli altri siti alla ristrutturazione del Castello di Parella definito oggi un “country resort” di lusso. Non si può costruire il lusso sulle spalle dei lavoratori! L’azzardato investimento di Manital di 30 milioni per il Castello, insieme ad altri fattori tutti legati alla gestione manageriale, non ha certo giovato al bilancio aziendale, ma ribadiamo che non devono essere i lavoratori a pagare gli errori della proprietà aziendale”. La questione stipendi dev’essere la proprità: “Il pagamento degli stipendi e dei contributi, di tutti i dipendenti del Gruppo Manital, deve essere la priorità della nuova proprietà, il fondo IGI Investimenti, - rimarca Cadigia Perini, segretaria del Circolo di Ivrea del PRC - e anche dell’ex presidente di Manital, Graziano Cimadom che il 21 ottobre ha firmato un accordo per il pagamento immediato del saldo dello stipendio di luglio e il pagamento di quelli di agosto e settembre entro due settimane”. Promesse da marinaio, perché i lavoratori ancora aspettano di essere pagati. Poi Rifondazione aggiunge: “E fatto altrettanto grave Manital non ha versato i contributi alla Cassa edile, mettendo così a rischio il pagamento delle tredicesime e soprattutto impedendo alla MGC di avviare nuovi lavori, perché non si possono prendere commesse se non si è in regola con i contributi”.
Circa il presidio, poi si aggiunge: “Bene hanno fatto i lavoratori a reagire e a organizzare un presidio di protesta proprio davanti al Castello di Parella, un luogo a 5 stelle, mentre per i lavoratori il futuro non brilla per niente. Occorre una mobilitazione generale, si muovano anche le istituzioni locali a tutti i livelli, per porre la giusta attenzione su questa grave vicenda che colpisce lavoratori di diverse categorie di un’azienda storica del nostro territorio.
Come Partito della Rifondazione Comunista siamo vicini a questi lavoratori che hanno intrapreso la giusta lotta per il diritto al lavoro e alla retribuzione, saremo con loro al presidio per portare solidarietà e sostegno fattivo”.
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