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03 Agosto 2016 - 12:33
Dallo sciopero della fame dell’assessore Pippo Arlotta al sandwich del vice sindaco Carmine Speranza.
Prosegue a Crescentino la protesta della Giunta contro l’arrivo di nuovi richiedenti asilo politico in città.
Se il digiuno di primavera dell’assessore alle Politiche Sociali era contro la scelta della prefettura di Vercelli di destinare una ventina di migranti alla frazione San Grisante - scelta, poi, revocata - venerdì scorso il vice sindaco ha indossato il classico “panino” per portare al mercato settimanale la protesta per la decisione di alloggiare dodici nuovi richiedenti asilo politico alle Case Bianco di via Mazzini 11.
Con un blocco di volantini in mano, Speranza ha manifestato pubblicamente tutto il suo dissenso per le scelte, politiche, del Governo Renzi e, poi, logistiche della Prefettura di Vercelli.
Se il Comune ha, sul punto migranti, nel mani legate, gli amministratori crescentinesi pare non abbiano però intenzione di chiudersi anche la bocca di fronte ad un fenomeno che sta investendo, da nord a sud, l’Italia intera.
“Parità di diritti - ha inforcato, ripetuto, spiegato ai tanti che ha incontrato tra le bancarelle -. Anche agli italiani bisognosi devono essere concessi gli aiuti che vengono concessi agli immigrati. Questa situazione è una vergogna del governo Renzi”.
“Alle Case Bianco - spiega Speranza, con il foglio diffuso ai crescentinesi - vivono anche diverse famiglie di cittadini italiani che hanno ricevuto lo sfratto per morosità, imposto per legge. La stessa legge che non li aiuta come gli immigrati. Quindi verranno sfrattati e messi fuori, mentre negli alloggi accanto agli stranieri vivranno tranquillamente sovvenzionati dal governo Renzi. Come se non bastasse, lo stesso alloggio potrebbe essere tolto agli italiani e dato agli altri. E’ una situazione inaccettabile, odiosa, ignobile, a cui deve porsi rimedio”.
I profughi a Crescentino sono, al momento, 36, mentre i cittadini italiani raggiunti da un provvedimento di sfratto sono 150.
“Una ragazza ieri mi chiedeva: ma perché? Cosa potevo risponderle, visto che dopo aver ricevuto lo sfratto è costretta a vivere in una baracca - aggiunge il vice sindaco -? Con la mia protesta ho chiesto che la prefettura si faccia promotrice di una richiesta al governo Renzi di concedere le stesse sovvenzioni a famiglie italiane che hanno gli stessi problemi, nello stesso modo in cui vengono concesse ai profughi. Cosa si può dire a chi, italiano, si viene a trovare in una situazione simile, magari a 50 anni, con figli a carico e senza lavoro? Sono meridionale, non sono razzista e non accetto il razzismo al contrario, contro gli italiani”.
Per questo, Speranza organizzerà una raccolta firme tra i crescentinesi. Non c’è due, senza tre: le manifestazioni contro i richiedenti asilo a Crescentino sono destinate a proseguire anche al rientro dalle ferie d’agosto…
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