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19 Luglio 2016 - 17:24
Un valsusino di Bussoleno (Torino) ha denunciato l'invasione di un terreno di sua proprietà da parte di attivisti No Tav, e il processo nato da questa iniziativa legale è sfociato nella richiesta di condanna a sei mesi di carcere di uno degli esponenti storici del movimento.
L'episodio risale all'11 aprile 2012, quando un gruppo di No Tav, per raggiungere un presidio sull'autostrada Torino-Bardonecchia, passò attraverso un campo. A finire sul banco degli imputati è l'unico attivista che si ritiene identificato con certezza, anche se il suo difensore, l'avvocato Danilo Ghia, ritiene che lui non fosse presente e che, peraltro, il reato di invasione di terreno non si possa applicare a questo caso. L'avvocato di parte civile, Gabriella Vogliotti, ha chiesto una provvisionale di 2.500 euro; nel corso del processo ha affermato che per le conseguenze di questa vicenda il suo assistito versa in uno stato d'ansia certificato da documentazione sanitaria.
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