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Ivrea
17 Febbraio 2024 - 16:48
Davanti alla ex stazione ferroviaria di Ivrea
Tutto vogliono fare salvo che mollare la presa e già preannunciano "pelo e contropelo". Risale a gennaio, ma verrà discussa nel prossimo consiglio comunale, convocato per lunedì 19 febbraio, un'interpellanza dei consiglieri comunali Massimiliano De Stefano, capogruppo della lista “Azione Italia Viva” e Paolo Noascone della lista “Lista Civica Sertoli sindaco” che ruota intorno alle decisioni prese in attesa che partano i lavori per l'elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta.
Titolo: basta non se ne può più. Il dito è puntato sull'utilizzo dello spiazzo antistante la vecchia stazione, in corso Nigra, con preghiera di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, conciò sottintendendo che l'esecutivo si sarebbe fatto portare a spasso come la "Bela Maria" dai valdostani...
La domanda è: chi l'ha deciso?
Nel testo si fa riferimento anche al parcheggio di proprietà Genco in via Di Vittorio per il quale di recente ci si è accordati per rendere pubblici alcuni spazi, ma anche e sopratutto sul perché non si sia chiesta la costruzione di un sottopasso stradale tra via Jervis e il Movicentro, come compensazione per i lavori di ampliamento del tunnel ferroviario.
"Chiederemo ancora - insistono i due - quali ulteriori modifiche si adotteranno alla viabilità per evitare caos e incidenti, come quello che ha visto scontrarsi una moto con un autobus e che solo per miracolo non s'è trasformato in disgrazia...".
Il problema, manco a dirlo, è rappresentato da quei 99 autobus di "Vita" che dall'inizio dell'anno e per tre anni, cioè per tutta la durata dei lavori per l'elettrificazione della linea Ivrea - Aosta, presteranno servizio in sostituzione dei treni.

Il braccio di ferro tra l'assessore Francesco Comotto e il consigliere comunale Massimiliano De Stefano va avanti da settimane
"Questi autobus - spiegano i due consiglieri di opposizione - utilizzano il piccolo piazzale di fronte alla vecchia stazione e perfino un'area all'interno della stessa. Le manovre continue intasano la viabilità principale di corso Nigra creando anche inquinamento..."
Quel che non si capisce è il perchè non si sia dato per scontato che gli autobus facessero rotta sul Movicentro.
"Nella variante generale del Piano Regolatore di Ivrea del 2020 - sottolineano De Stefano e Noascone con il coltello tra i denti - si dice che il Movicentro è il nodo di interscambio pubblico/pubblico e privato/pubblico, ferro-gomma e gomma-gomma in rapporto alle fasi di riorganizzazione e sviluppo sia delle infrastrutture dell'accessibilità territoriale e puntuale al suo intorno, sia del sistema di trasporto pubblico su gomma della Conurbazione di Ivrea. In sintesi è stato costruito proprio come nodo di interscambio per il trasporto pubblico e la mobilità in generale...".
Ma c'è di più e i due non se lo sono certo fatti sfuggire. C'è che anche gli ex sindaci della città questa cosa di "ingolfare" corso Nigra proprio non l'han capita, in un certo senso dando ragione a chi si sta lamentando.
De Stefano nelle scorse settimane s'era tolto il dente e aveva percorso il tratto che dal casello autostradale conduce al Movicentro con il cronometro in mano, s'intende passando da via Jervis e dal terzo pone.
Morale? Ha impiegato appena 4 minuti in più che sarebbero potuti scendere a 3 con una piccola modifica nei pressi del Bennet.
Di ritorno, di nuovo terzo ponte e poi diritto sul casello autostradale di Pavone.
"Come tutti sanno è il percorso che fanno tutti i giorni gli autobus di linea che si dirigono in Canavese ...- commenta e stigmatizza - Quel che non si capisce è perchè non lo possano fare anche gli autobus della tratta Ivrea-Aosta...".
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