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Il colonnello Borrone di Salassa

Il colonnello Borrone di Salassa

Borrone di Salassa

Di canavesani illustri che tanto hanno onorato la nostra “piccola” patria, molti già sono stati ricordati. Di uno altrettanto meritevole parliamo adesso: si tratta di Luigi Stefano Ferdinando Borrone fu Giuseppe e Felicita Righini, nato a Salassa il 17 marzo 1819 e deceduto a Torino il 16 dicembre 1891 all’età di 71 anni. Borrone fu combattente nelle guerre per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia, colonnello comandante un reggimento, poi commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. Pluridecorato. Fu anche benefattore benemerito del paese d’origine, dal quale ha avuto come riconoscimento l’intitolazione di una via. La sua carriera militare fu impegnativa e brillante: partì dalla gavetta arruolandosi come soldato volontario all’età di diciassette anni e, percorrendo tutte le tappe gerarchiche, giunse alla promozione di Colonnello Comandante del 59° Reggimento di Fanteria. Partecipò alle campagna militare del 1848: era presente al fatto d’armi di Mortara ed alla battaglia di Novara del 23 marzo 1849; combatté a San Martino il 24 giugno 1859 e fece la campagna militare del 1866. Ebbe numerose decorazioni e riconoscimenti:  - medaglia d’argento al valor militare per essersi distinto nei fatti d’armi di Valeggio del 24 luglio 1848 e di Milano del 4 agosto; - menzione onorevole per essersi distinto nel fatto d’armi di Cofienza del 31 maggio 1859 per intelligenza e sangue freddo con cui comandava la propria Compagnia; - croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia per essersi distinto nella battaglia di San Martino, conducendo ripetutamente la propria Compagnia all’assalto e contribuendo alla presa di un cannone al nemico; - medaglia francese commemorativa della Campagna d’Italia del 1859; - decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro; - decorato della Croce di Ufficiale dei SS. Maurizio e Lazzaro; - decorato della Croce di Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia; - promosso Commendatore nell’Ordine della Corona d’Italia. Dalle note caratteristiche del suo Foglio matricolare rileviamo che il Borrone era alto un metro e 70, robusto, di bell’aspetto, svelto, forte, di buona vista. Di intelligenza pronta, compiva il suo servizio con zelo, era autorevole, buon ginnastico, coraggioso, risoluto, di sangue freddo. Tirava bene col fucile e con la carabina, era un buon marciatore, ottimo nuotatore e cavalcava bene. Conosceva molto bene i vari regolamenti, la lingua italiana e quella francese, amava lo studio e conosceva il disegno topografico. Il colonnello Borrone venne collocato a riposo nel 1870 con una paga annua di 3.300 lire ed “una razione di foraggio al giorno”, questa evidentemente riferita al suo cavallo. Vorrei ricordare l’occasione che mi permise di conoscere il personaggio in questione. Mio fratello, anni fa, acquistò in una bancarella di un mercatino delle pulci un cofanetto coperto da un drappo di velluto con sopra ricamate le lettere C.F.B. (Commendatore Ferdinando Borrone). All’interno del cofanetto erano collocate numerose carte appartenute al colonnello Borrone compreso il suo testamento olografico risalente al 1891. Testamento che stabiliva, tra altre cose, anche un legato di 10 mila lire al Comune di Salassa comprese le sue decorazioni, i singoli brevetti e il suo stato di servizio. Nel cofanetto rinvenuto nel mercatino non c’erano tracce delle decorazioni; c’erano, invece, tutti i documenti in questione, che sono stati da noi consegnati al Museo Nazionale del Risorgimento di Torino nel 2001. 

Ezio Novascone

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