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25 Febbraio 2021 - 06:47
“Lavoro a due chilometri dall’inversione del ponticello. Non potrebbe esserci prova speciale cui sono più legato”. Non ha dubbi Stefano Valieri che sarà al via della Ronde del Canavese, in programma nel fine settimana del 27-28 febbraio sulla mitica prova di Prascorsano, definita l’università dei rally. “Ho esordito un anno fa in questa gara su una prova speciale che si disputa a una trentina di chilometri da casa mia” afferma il 25enne pilota di Volpiano. “È il mio rally di casa che, prima di correre, andavo a seguire tutti gli anni, in particolare nel 2008 e 2009 quando mio padre Stefano disputò la gara affiancato da Cristina Carena, che è stata la mia navigatrice in tutte le gare che ho disputato fino a oggi e lo sarà anche domenica prossima. Fu una bella esperienza andare a fare il tifo con gli amici a bordo strada, il mio idolo era Oscar Orso, che considero il più grande pilota canavesano dell’epoca”.
La Ronde del Canavese è la quinta gara in carriera di Stefano Valieri, tutte disputate a fianco di Cristina Carena, e la seconda sulla Clio Williams di Classe A7 della New Star 3-Top Rally. “Quinta se consideriamo i due chilometri del Rally Citta di Torino, dove ci siamo fermati per problemi meccanici della Seicento. Il Canavese del 2019 è la stata la mia gara di esordio nei rally. Mi sono divertito moltissimo, e abbiamo concluso a 10” dal podio di Classe A0 e 43esimi assoluti su 56 arrivati e 84 iscritti. Non male se pensiamo che non avevo mai corso prima e, soprattutto, che dopo due chilometri sulla prima prova ci siamo girati in piena velocità mettendo le due ruote posteriori fuoristrada. Fortunatamente non abbiamo toccato nulla e abbiamo continuato senza problemi. Sono contento di tornare alla guida della Clio, che ho avuto modo di usare nel dicembre scorso al Valli Ossolane. Una vettura molto prestazionale e stupenda. Spero di riuscire a salire sul podio di classe. La vettura è performante e con Cristina c’è un’ottima intesa”.
Il pilota canavesano, portacolori di Meteco Corse, passa a esaminare la speciale di Prascorsano. “Non per nulla la chiamano l’università dei rally. Perché nei suoi 11,1 km presenta proprio tutto. Lento e guidato, veloce. Salite e discese. Per il pubblico, che purtroppo non potrà esserci, l’inversione del ponticello è il punto più spettacolare, mentre personalmente amo le cento curve nella zona dell’abitato di Prascorsano”. Stefano Valieri ci pensa un attimo e conclude: “Per i piloti canavesani questa ronde vale una stagione e si impegneranno a fondo per conquistare il Memorial Livio Bausano e Memorial Gino Bellan loro riservati. Personalmente ammiro molto Johnny Bausano. L’ho avuto come avversario lo scorso anno e al volante della Seicento è incontenibile. Fortunatamente, per me, spesso usa vetture top car e credo che nella prossima edizione sarà la classifica assoluta il suo obiettivo”.
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