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VERCELLI. Violenze e abusi in casa famiglia, indagati educatori

VERCELLI. Violenze e abusi in casa famiglia, indagati educatori
Abusi sessuali, violenze fisiche e psicologiche di ogni genere, subiti per quattro mesi da una ragazza ospitata in una struttura per minori in provincia di Vercelli. Educatori e operatori ne sarebbero stati perfettamente a conoscenza, ma non hanno mai fatto denuncia. A scoprire le violenze nella struttura, gestita da una cooperativa di Casale Monferrato (Alessandria), e ora sotto sequestro, è stata la Squadra Mobile di Vercelli nelle indagini coordinate dalla Procura della stessa città. Per cinque operatori, di età compresa tra i 28 e i 52 anni, è stato disposto il divieto di esercitare qualunque attività professionale a contatto con minori, per le condotte omissive di cui si sarebbero macchiati. La vittima principale degli abusi sessuali di gruppo è una sedicenne, portata in comunità a seguito dei maltrattamenti del padre. Alcuni minori, degli 11 totali ospitati in Casa Vittoria, avrebbero abusato della giovane da febbraio a maggio di quest'anno, rinchiudendola spesso in una stanza, con la porta chiusa a chiave e a cui veniva tolta la maniglia. E' stato anche trovato un tablet con un video ripreso dai uno dei minori coinvolti nelle violenze di gruppo. Attualmente tutti i ragazzi accusati delle violenze sono stati collocati in altre strutture e sono stati denunciati alla procura dei minori di Torino. Nel diario della ragazza, sequestrato dagli agenti, emergerebbe una grande amarezza per le richieste di aiuto fatte alla sua coordinatrice, che però sarebbero rimaste del tutto inascoltate. Anche i registri individuali e di gruppo testimonierebbero la piena conoscenza delle educatrici sulla gravità delle violenze, a cui non seguivano mai provvedimenti o segnalazioni. Gli operatori sono quattro donne ed un uomo, italiani: due coordinatrici, due educatrici e un operatore, denunciati per concorso omissivo in violenza sessuale di gruppo. Gli educatori avrebbero anche addossato la colpa delle violenze alla ragazzina: "devi essere tu a vestirti in maniera meno provocante", avrebbero detto alla vittima degli abusi. Le violenze hanno comportato anche l'isolamento della 16enne dal gruppo, costringendola così a passare intere giornate senza uscire dalla stanza per timore di quello che le sarebbe potuto accadere. Anche un'altra ragazzina sarebbe stata percossa e avrebbe confermato le violenze di gruppo alla sua amica. L'operazione 'Cover Up' è partita dalla denuncia della sorella della minore vittima degli abusi, che aveva raccolto le confidenze in merito a presunte violenze subite all'interno della struttura. "Ogni volta sono dispiaciuto di ciò che succede, ma al tempo stesso sono soddisfatto nel vedere che si riescono a punire i colpevoli di questi reati", ha detto il procuratore capo Pier Luigi Pianta. Insieme a lui ha condotto le indagini il sostituto procuratore Davide Pretti. Già in passato la comunità era stata sotto l'occhio di ingrandimento del tribunale dei minori di Torino per la "forte promiscuità tra maschi e femmine".
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