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TORINO. Assemblea dei soci di Ativa, Città Metropolitana “assente”, Ivrea si astiene

TORINO. Assemblea dei soci di Ativa, Città Metropolitana “assente”, Ivrea si astiene

MARCELLO GAVIO BENIAMINO GAVIO

All’assemblea dei soci di Ativa, riunitasi venerdì scorso nella sede di strada Cebrosa a Torino, la “Città Metropolitana” non s’è presentata, il Comune di Ivrea, rappresentato dal vicesindaco Elisabetta Ballurio, si è astenuto, tutti gli altri soci han votato per non partecipare alla gara indetta dal Governo sulla concessione ad un unico gestore dell’A5 Torino-Quincinetto con la Ivrea-Santhià, la Torino Pinerolo, la tangenziale di Torino e la Alessandria Piacenza. Insomma si va verso la liquidazione della società che, evidentemente, avverrà dopo l’assegnazione definitiva, prevista da qui ad un paio di anni.  Capita tutto questo perché il gruppo Gavio, che con l’acquisto del 31,7 per cento delle quote detenute dall’altro socio  di maggioranza, cioè Mattioda, ha di fatto assunto il controllo di Ativa, come ampiamente preannunciato su queste pagine, vuol partecipare alla gara  con Astm-Sias l’altra sua società.  Ricapitolando. Astm e Sias (cioè i Gavio) hanno acquistato il 31,7 per cento di Ativa (Concessionaria in regime di prorogatio della Torino-Aosta, della Torino-Pinerolo e della Tangenziale di Torino)  detenuto dal Gruppo Mattioda, per un controvalore di 48,9 milioni, salendo così al 72,34% delle quote, con la Città Metropolitana al 17,64%, Mattioda al 10% e Ivrea allo zero virgola qualcosa. Per niente imbarazzati i Mattioda, solo la Città Metropolitana è rimasta con il cerino in mano ed è probabilmente per questo che non s’è presentata all’assemblea. Potrà decidere di vendere e incassare come han fatto i Mattioda o più realisticamente di entrare socio in Astm-Sias, cosa di cui si sta parlando ormai da mesi. Deve anche tenere conto che da Ativa tutti gli anni portava a casa un dividendo non inferiore ai 3,5 milioni di euro che con i tempi che corrono era ed è tutto grasso che cola. “Credo che si stia facendo un grosso errore - ha commentato  il vicesindaco di Ivrea Ballurio - Si passerà da un concessionario dentro il quale l’Amministrazione pubblica aveva diritto di parola, ad un concessionario che agirà come una qualsiasi privato...”. Il bello è che Gavio è diventato quello che è diventato con un investimento che non gli è praticamente costato nulla, considerando che in caso di assegnazione della concessione ad un altro pretendente i soldi sborsati gli ritornerebbero tutti indietro come prevede il bando. Lo ha scritto il Mit nell’elenco degli obblighi del vincitore. Oltre ad un piano finanziario della durata di 12 anni c’è anche il pagamento di circa 305 milioni di euro agli attuali concessionari (171 milioni per Ativa e 134 per Satap). Morale? Se Gavio dovesse perdere la gara se li farà dare da chi ha vinto, se la dovesse vincere gli basterà liquidare l’ulteriore 10 per cento di Mattioda e il 17 della Città Metropolitana. Chapeau! Peraltro sempre Gavio ha poi sborsato ai Mattioda altri 53,6 milioni per acquistare il 10,19% di Sitaf che gestisce la Torino-Bardonecchia e il Traforo del Frejus salendo al 47,08% e Anas che detiene la maggioranza cioè il 51,09 dovrà presto cedere il 19% che aveva rilevato dalla ex Provincia di Torino, quota che una sentenza del Consiglio di Stato ha imposto di mettere a gara. Il nodo idraulico di Ivrea Tra gli obblighi  indicati nel bando, oltre al nodo idraulico di Ivrea, anche l’adeguamento sismico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi e un piano di risanamento acustico. Alle cifre indicate si aggiungono, infine, circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, più l’obbligo di mantenimento di tutto il personale, un  nuovo sistema tariffario e tutt’intorno a Torino anche un nuovo sistema di pagamento attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione  dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò. Nel senso che si pagherà anche in assenza di caselli, che non è proprio quel che stanno invocando da mesi alcuni sindaci. Ancor meno si prevede l’eliminazione dei caselli sulla To5 per trasformare un pezzo di autostrada in circonvallazione di Ivrea. Concessioni E’ recente l’annuncio del Gruppo Gavio di aver fuso insieme due società quotate a Piazza Affari, Astm e Sias, in una one company. Una super holding industriale delle concessioni autostradali, delle costruzioni (tramite Itinera) e dell’ingegneria operante anche sui mercati esteri, con Ecorodovias in Brasile. Il riassetto sarebbe stato favorito dall’arrivo lo scorso autunno del fondo Ardian (col 40%) accanto ai Gavio (al 60%) nella Nuova Argo Finanziaria, che oggi ha in mano direttamente e indirettamente il 58,7% di Astm, la quale a sua volta detiene il 63,5% di Sias. Gavio (cioè Astm e Sias) è oggi concessionario della A4 Torino-Milano, della A21 Torino-Piacenza e dellaPiacenza-Brescia, della A12 Sestri Levante-Livorno-Viareggio-Lucca-Fornola-La Spezia, della A15 La Spezia-Parma, della A5 Quincinetto-Aosta, la A10 Savona-Ventimiglia, la A6 Torino-Savona, la A33 Asti-Cuneo.   Garanzie per i lavoratori di Ativa e Satap Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha accolto la richiesta della Regione Piemonte di maggiori garanzie per i lavoratori nel bando di gara per le concessioni delle autostrade Torino-Piacenza e Torino-Ivrea-Quincinetto, della bretella Ivrea-Santhià, della diramazione Torino-Pinerolo e della tangenziale di Torino. Lo rende noto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che nei giorni scorsi aveva scritto al ministro De Micheli dopo aver incontrato, in Piazza Castello a Torino, una delegazione di lavoratori di Satap e Ativa. La documentazione di gara, si legge nella nota inviata alla Regione dal Ministero, evidenzierà che l’obbligo per il nuovo concessionario di mantenere il personale impiegatizio, esattoriale ed operaio delle società uscenti dovrà includere la conservazione di tutti i diritti vigenti di ciascun lavoratore, sia dal punto di vista retributivo che normativo, esistenti alla data di sottoscrizione della nuova concessione e nel pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. “Ringrazio il ministro De Micheli per averci ascoltato - sottoliena il presidente Cirio - Questa è una buona notizia per il futuro di 500 lavoratori e delle loro famiglie”.    La battaglia di Settimo Torinese Prosegue a battaglia dell’amministrazione di Settimo Torinese per l’abolizione del casello autostradale sulla A5.  “Il casello di Settimo va liberalizzato come quello di Beinasco” aveva dichiarato la scorsa settimana la prima cittadina, Elena Piastra. Questa è altre richieste saranno formalizzate  a fine mese ad un incontro al Ministero dei Traporti e Infrastrutture richiesto da alcuni sindaci della prima cintura di Torino. Primo punto all’ordine del giorno la richiesta di eliminazione del casello di Falchera lungo la Tangenziale Nord che di fatto penalizza i cittadini di Settimo, Borgaro, Caselle, Leini, gli unici a pagare l’utilizzo della tangenziale di Torino. Altro nodo fondamentale è il finanziamento e la realizzazione della connessione tra l’Autostrada A5 e la SP3 Cebrosa, già prevista dal PRG di Settimo. Infine il sindaco di Settimo chiederà al Ministro il potenziamento del sistema di trasporto “da e per” l’aeroporto di Caselle sia stradale che ferroviario-metropolitano.  “Il quadrante nord-est - spiega la sindaca Elena Piastra - è quello che da sempre vive una evidente situazione di penalizzazione rispetto all’area metropolitana. Città Metropolitana e Regione non dovrebbero muoversi in ordine sparso e disomogeneo, come successo all’incontro di qualche giorno fa, sempre al Ministero, organizzato per promuovere solo ed esclusivamete l’eliminazione del casello di Beinasco. Dovrebbero farsi interpreti di una visione di insieme per tutto il territorio metropolitano”.
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