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Saluggia
24 Dicembre 2023 - 13:06
Giovanni "Gianni" Tamburelli
Giovanni “Gianni” Tamburelli è un grande artista internazionale di successo… ma come è arrivato ad esserlo, partendo dal mestiere di fabbro?
Classe 1952, ha sempre vissuto a Saluggia. Da piccolo, in estate, ha passato gran parte della sua infanzia in montagna con i nonni, in mezzo a mucche e capre, cosa che gli piaceva tantissimo. Era un bimbo tranquillo, affascinato dal lavoro del papà e del nonno che erano fabbri. “Guardavo ciò che facevano e li seguivo sempre” afferma.

Da ragazzo
Gianni ha studiato per diventare grafico e per farlo si è spostato a Torino, sicuramente un bel cambiamento dal paesello alla città. In lui è iniziata a nascere la voglia di viaggiare, tanto da passare anche lunghi periodi, dai tre ai sei mesi all’anno, in giro, una volta diventato ventenne.
“Quando mi sono diplomato ho cominciato subito a lavorare con mio padre e con i miei risparmi ho girato il mondo: India, Tailandia, America Latina e quant’altro… credo che viaggiare apra davvero la mente e sia una fra le cose più belle della vita; poi, a quei tempi, senza cellulare era tutta un’altra cosa - racconta -. Sempre a vent’anni mi sono sposato e ho passato dieci anni con una splendida ragazza, ma poi ci siamo separati”.
Tamburelli è stato apprezzato fin dall’inizio, i suoi primi lampadari, sedie ecc sono piaciuti molto e la sua produzione ha iniziato a crescere.
Da grande appassionato di radio, che ascolta tantissimo tutt’ora, ha un ricordo particolare legato ad essa… “Sentendo un’intervista di Milva, ho scoperto che suo marito Maurizio Corgnati, di professione regista, abitava a sette km da me, a Maglione. Ero incuriosito da lui ancora prima di conoscerlo, in quanto grande conoscitore d’arte, colto, amante dei viaggi e ad un certo punto mi sono osato ad avvicinarmi per conoscerlo. Ho scoperto una persona davvero gentilissima e siamo diventati amici; frequentando la sua casa, le sue cene e le sue feste ho conosciuto personaggi del calibro di Carlo Fruttero, Franco Lucentini, Giulio Einaudi, Giulio Bollati, tantissimi veri artisti. Ho avuto l’occasione di mostrare loro molti miei lavori in ferro, ma anche miei testi dato che mi diletto nella scrittura; Corgnati mi ha persino aiutato a pubblicare il mio primo libro di poesie dal titolo ‘La Creazione’ e successivamente le mie fiabe - spiega Tamburelli -. Ho poi cominciato ad esporre le mie opere facendo mostre, ho conosciuto i pittori Enrico Colombotto Rosso e Aldo Mondino, e da lì sono partite tante collaborazioni, è stato un momento di svolta”.

Con Gillo Dorfles, critico d'arte, pittore e filosofo italiano
Gianni Tamburelli da fabbro è diventato molto di più, un artista a tutti gli effetti, riuscendo a creare un suo stile e diventando riconoscibile al primo sguardo attraverso le sue opere. Se prima le “sue creature” le teneva nascoste, grazie a Maurizio Corgnati ha iniziato a mostrarle e a conoscere galleristi e collezionisti. A sua volta la figlia, Martina Corgnati, insegnante all’Accademia di Belle Arti, ha poi continuato a collaborare con Gianni.
Il materiale usato da Tamburelli è sempre stato il ferro; avendo lui un grande amore per i pesci sono stati fra i primi animali che ha realizzato, producendone sempre di più, per poi spaziare in altri generi animali, ed infine stravolgendoli e facendoli diventare delle creature fantastiche. Il ferro ama usarlo grezzo, trovando bella anche la ruggine, oppure colorandolo a seconda dei casi.





Attualmente a Saluggia, presso la ex Chiesa di San Francesco, è in corso una sua mostra, che si protrarrà per alcuni mesi. “Rappresenta un po’ il ‘riassunto’ della mia arte - afferma Gianni Tamburelli -. Ho esposto all’estero, in tutta Italia, ma mai nel mio paese… me lo hanno chiesto tanto e così, alla fine, ho deciso di allestire una mostra dal titolo ‘Mondo Tamburelli’ in questa bellissima e affascinante location. Ho voluto anche collaborare con altre artigiane/ artiste (per me queste due figure sono sovrapponibili) di Saluggia e dintorni, ‘provocandole’ e chiedendo loro di ispirarsi a qualche mia opera e di riprodurla ciascuna secondo la sua arte e tecnica”.
Tamburelli ci racconta di quanto si ritiene fortunato, perché ad oggi continua ad essere cercato, e quindi sono tante le mostre future in programma. “Vivere della propria arte è un lusso ed io ho questo privilegio di cui sono estremamente grato. Nel mio quotidiano vivo modestamente, in mezzo a piante ed animali, sono assolutamente contento di ciò che ho e non ho aspettative; vivo alla giornata e sono felice cosi”.










Gianni Tamburelli
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