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CRESCENTINO. Presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli. Già avviate le indagini

«Il bando è appositamente redatto in questo modo per far assumere Alberto Bollo come bibliotecario»

Alessandra Cesare manda avanti Salvatore Sellaro per far bloccare il concorso irregolare del Comune

Alessandra Cesare manda avanti Salvatore Sellaro per far bloccare il concorso irregolare del Comune

In foto Alessandra Cesare e Alberto Bollo

CRESCENTINO. Il bando pubblicato dal Comune per l’assunzione di un bibliotecario alla Biblioteca Degregoriana finisce sul tavolo della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e su quello della Procura della Repubblica di Vercelli.

La determina, firmata dalla responsabile del servizio affari generali e segreteria, Maria Luisa Di Maria - che è anche il segretario comunale - è del 25 settembre scorso: richiamando una deliberazione della Giunta di cinque giorni prima, viene bandito un “concorso pubblico per soli esami” - e quindi non per titoli - per la copertura di un posto di “istruttore amministrativo - profilo bibliotecario”.

Alberto Bollo e Alessandra Cesare

Niente mobilità

La legge prevede, in questi casi, che prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico si debbano avviare le procedure di mobilità (eventuali trasferimenti di personale da altri enti); la Giunta Ferrero però, applicando una deroga che permette agli enti locali di saltare questo passaggio fino al 31 dicembre 2024, ha deliberato, “al fine di garantire lo svolgimento dei compiti istituzionali nonché per la piena funzionalità del Servizio Biblioteca e Archivio”, di “ridurre i tempi necessari per l’espletamento della procedura concorsuale dando mandato al Segretario Comunale, Responsabile del Servizio Personale, di avviare la procedura concorsuale senza preventivo espletamento della mobilità così detta volontaria”. Il segretario pubblica quindi il bando per soli esami.

Arlotta, il telefonista

Tra le prime a consultare il bando c’è Alessandra Cesare, saluggese residente a Crescentino, da qualche anno in organico presso la Biblioteca Civica di Vercelli. Cesare, che in passato è stata per alcuni periodi archivista a contratto per il Comune di Crescentino, chiama l’ex assessore Giuseppe Arlotta (con cui è rimasta in contatto: Arlotta era in carica quando Cesare otteneva i contratti a Crescentino) e gli esprime le sue “perplessità” - diciamo così - sulla formulazione del bando. Arlotta si muove: mette in contatto Cesare con l’ex assessore Salvatore Sellaro, e comincia a chiamare i giornali locali, premettendo: «vi faccio parlare con una persona che vi spiega perché quel bando è irregolare, ma non deve assolutamente essere citata: deve risultare che a parlare è Sellaro». Da profondo conoscitore di dialetti qual è, Arlotta si sarà sicuramente ricordato del motto piemontese «fé me cui ad San Damian, ca tiru la pera e ‘scundu la man».

Il ventriloquo

A la Nuova Periferia - dove il premio Pulitzer non lo vinceranno mai, ma il premio paraculo sì: vuoi mica rinunciare alla migliaia di euro che l’Amministrazione Ferrero versa annualmente al giornale per contratti pubblicitari e propaganda varia? - accettano di prestarsi alla sceneggiata e fanno uscire un’intervista “farlocca” a Sellaro, nella quale lo fanno risultare grande esperto di biblioteconomia e di normativa nazionale e regionale su archivi e biblioteche. Nel titolo, nella foto e nell’articolo compare Sellaro, ma ovviamente a spiegare la questione alla cronista è Cesare: come quel ventriloquo che anni fa in tv faceva parlare il pupazzo del corvo Rockfeller. E la cronista sta al gioco. Roba da deferimento all’Ordine dei Giornalisti, qualora volesse occuparsi di deontologia professionale.

La lettera della Soprintendenza

Cesare, intanto, per far bloccare il concorso si muove su altri fronti: innanzitutto quello ministeriale. Segnala il bando a Stefano Benedetto, soprintendente ad archivi e biblioteche per il Piemonte; quest’ultimo il 17 ottobre invia una pec al Comune di Crescentino (v. articolo a fianco) - e, in copia, alla Biblioteca Civica di Vercelli -  dicendo chiaramente che il bando, così com’è formulato, è irregolare.

L’esposto alla Procura

Ma soprattutto Cesare tenta la via giudiziaria. Prepara un esposto “al Signor Procuratore della Repubblica di Vercelli”, e il 13 ottobre manda Sellaro a depositarlo. Firmato da Sellaro, ovviamente, non da lei. Nell’esposto, intitolato “Lettera aperta alle istituzioni”, «porta all’attenzione la situazione incresciosa che a seguito del bando di concorso pubblicato dal Comune di Crescentino (ad oggi non reperibile né sulla Gazzetta Ufficiale né sulla piattaforma inPA) verrà a crearsi nella Città di Crescentino circa la tutela e la valorizzazione idonea e nel rispetto della normativa vigente in materia (D.Lgs. 42/2004 e successive integrazioni e modifiche) del patrimonio archivistico e bibliografico antico, con l’assunzione di una unità di personale NON “in possesso di adeguata preparazione acquisita tramite un percorso formativo certificato e almeno due anni di esperienza professionale” come previsto dall’art. 10 del Regolamento approvato dalla Giunta Regionale il 5.10.2021 in attuazione alla L.R. 11/2018, nonché dell’art. 9 bis del D.Lgs. 42/2004».

Nell’esposto sottolinea inoltre che «l’Archivio Storico Comunale - che lei conosce, Sellaro no - per i suoi documenti è uno dei più importanti della regione Piemonte, nonché il più importante della provincia di Vercelli», e che «il Fondo Bibliografico Antico “G.A. Degregory” della Biblioteca Civica Degregoriana è composto da più di duemila unità bibliografiche antiche, comprensive della più grande collezione piemontese di elzeviri; vi è anche un congruo numero di unità bibliografiche uniche al mondo».

«E’ fatto così per Bollo»

Ma perché un bando di concorso pubblico, quand’anche irregolare, dovrebbe interessare alla Procura della Repubblica? Qual è l’ipotesi di reato? Ecco perché: «Tutto fa pensare - si legge nell’esposto - che il bando sia stato appositamente redatto per un concorrente già individuato dal Comune di Crescentino: il sig. Alberto Bollo, ad oggi volontario della Biblioteca Civica Degregoriana, e precedentemente impiegato presso la stessa per tramite della Cooperativa Biblion».

Prima i maschi

Infine, un aspetto del bando che ha fatto molto irritare Cesare (che segnala tutte queste anomalie, per interposta persona, forse perché è anch’ella fra i concorrenti al posto messo a concorso? Noi ovviamente per motivi di privacy non lo sappiamo: il Comune sì, la Procura potrebbe accertarlo) è che, in seguito al calcolo della rappresentatività dei generi, risulta che al Comune di Crescentino, per le qualifiche messe a concorso, attualmente le donne siano il 57% e gli uomini il 43%, e che quindi “l’ordine di preferenza”, a parità di titoli, è per “gli appartenenti al genere maschile”.

La Procura si muove

Ricevuto l’esposto, la Procura ha acquisito anche la lettera inviata dal soprintendente al Comune ed ha avviato le indagini. Il Comune ha comunque mandato avanti le procedure del concorso.

Bollo è già lì da anni
Prima con la Biblion poi come volontario

CRESCENTINO. La gestione del servizio della Biblioteca Degregoriana, unitamente a quello di apertura e chiusura dell’archivio storico comunale, è esternalizzata da tempo. Nel gennaio 2018 con una determina  il servizio era stato affidato per due anni, fino al dicembre 2019, alla cooperativa “Biblion servizi culturali e ambientali” con sede in corso Francia a Torino. A fine 2019, anziché lanciare una nuova gara, siccome - si legge in determina - «non è stato possibile procedere con un nuovo affidamento, anche a causa del succedersi di diversi responsabili di area, e che, di conseguenza, occorre una proroga per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l’individuazione di un nuivo concorrente», il servizio era stato prorogato per sei mesi alla Biblion: 9950 euro totali, circa 1650 al mese.

Biblioteca Civica Degregoriana

A luglio 2020 il Comune fa un’«indagine di mercato» e incarica una ditta esterna per gestire la biblioteca nel secondo semestre 2020 e per tutto il 2021. Quale ditta? Ancora la Biblion, per circa 30 mila euro.

Ad espletare concretamente il servizio per conto della Biblion è il crescentinese Alberto Bollo, che deve - tra le altre cose - “gestire le raccolte documentarie cartacee e multimediali”, “fornire attività di consulenza sui cataloghi in linea”, “provvedere all’aggiornamento bibliografico e biblioteconomico”, “partecipare alle attività del Sistema Bibliotecario”, “promuovere la lettura mediante iniziative ed attività rivolte ad adulti, bambini e ragazzi, con particolare riferimento alla collaborazione con gli istituti scolastici”, “promuovere l’attività dell’archivio storico mediante l’apertura della sala studio per la consultazione dei documenti”, “gestire le iniziative di carattere culturale”.

A metà 2022, scaduto il contratto con la Biblion dopo un’ulteriore proroga semestrale, il servizio viene affidato ad «un volontario». Il segretario Di Maria - che è anche responsabile del servizio - organizza una giornata di «colloqui orientativi con i due candidati che hanno presentato domanda» e ne sceglie uno. A fine agosto 2023, per un mese, il Comune ricorre a un contratto di somministrazione di lavoro di una persona fornita dalla società Manpower; costo: 2200 euro. E in biblioteca c’è sempre Bollo.

Ora, a fine 2023, dopo anni di affidamenti esterni e contratti temporanei c’è finalmente la possibilità di indire un concorso per assumere un bibliotecario interno, che sia un dipendente comunale. Ed ecco quindi il bando.

La Soprintendenza Archivistica e Bibliografica

«Il bando non è conforme alle norme che stabiliscono i requisiti professionali necessari per quel posto»

TORINO. La determina del 25 settembre firmata dal segretario comunale Maria Luisa Di Maria con cui il Comune di Crescentino ha indetto il “concorso pubblico per soli esami” per un posto da bibliotecario è stata segnalata da Alessandra Cesare alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Il soprintendente Stefano Benedetto

Il 17 ottobre il soprintendente, Stefano Benedetto, ha scritto al Comune e, per conoscenza, alla Direzione Cultura della Regione e al Sistema bibliotecario e archivistico della Piana Vercellese (che ha sede alla Biblioteca Civica di Vercelli, che ha in organico la Cesare) rilevando «l’assoluta difformità del bando di concorso pubblicato rispetto alle vigenti norme in materia di requisiti professionali necessari per il profilo richiesto»

Nel bando, infatti, viene esplicitamente citato l’art. 8 del regolamento della Biblioteca Civica Degregoriana, «dalla lettura del quale si evince chiaramente che fanno parte dei compiti del nuovo bibliotecario tutte le normali attività di ordinamento, catalogazione, conservazione, programmazione culturale e valorizzazione tipiche del responsabile di una biblioteca». «A fronte di tali gravosi compiti - osserva Benedetto - stupisce che l’art. 3 del bando preveda, quale unico titolo di studio necessario per l’ammissione, il diploma di scuola secondaria di secondo grado, e nessun altro titolo formativo o di esperienza professionale in ambito biblioteconomico. Ancor più stridente pare tale assenza di titoli specifici a fronte del notevolissimo e non comune valore culturale del patrimonio della Biblioteca Civica Degregoriana, che il nuovo bibliotecario sarà chiamato a gestire».

Il soprintendente richiama inoltre l’art. 9 bis del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali) «laddove è previsto che la tutela, protezione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali siano affidate esclusivamente alla responsabilità e all’attuazione, secondo le rispettive competenze, di tecnici dei beni culturali in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale».

Nel caso della Biblioteca Civica di Crescentino, poi, va applicato «l’art. 10 del Regolamento del 5 ottobre 2021, adottato dalla Regione Piemonte in applicazione della Legge Regionale n. 11 del 1° agosto 2018, laddove è disposto che la biblioteca deve essere affidata a personale “in possesso delle competenze tecnico-scientifiche del bibliotecario, in particolare quelle relative alla corretta conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario, e di quelle manageriali richieste per la realizzazione delle finalità dell’istituto»; più precisamente, per le biblioteche di Comuni con popolazione fra 5000 e 10.000 abitanti «il personale deve essere “in possesso di adeguata preparazione acquisita tramite un percorso formativo certificato e almeno due anni di esperienza professionale”».

«Pare evidente - prosegue Benedetto - che i requisiti stabiliti dal bando di concorso pubblicato sono insufficienti a garantire la selezione di un bibliotecario in possesso dei titoli formativi e professionali richiesti, e in ogni caso necessari alla ottimale conservazione e valorizzazione di codesto prezioso patrimonio bibliografico. Tale situazione espone inevitabilmente la procedura concorsuale in oggetto a rischi di nullità».

«Nella certezza che sia dovere ed interesse comune di questo Ministero e di codesta Amministrazione cooperare nella tutela e conservazione dei beni culturali pubblici», il soprintendente «invita la Città di Crescentino a sanare con tempestività le irregolarità sopra rilevate, e comunque a riferire a questo ufficio, prima dell’espletamento della procedura concorsuale, quali provvedimenti siano stati adottati al fine di dotare codesta biblioteca civica di personale adeguatamente formato».

Il sindaco: «Assumiamo un semplice “addetto”, è sufficiente che abbia il diploma delle superiori»

Ferrero: «Il bando è legittimo, perché per la Biblioteca il responsabile di servizio è già il segretario comunale»

CRESCENTINO. Il sindaco Vittorio Ferrero, apprese le iniziative che mettono in dubbio la correttezza del bando di concorso per bibliotecario, anziché far (eventualmente) rispondere l’estensore del bando (che è il segretario comunale: Ferrero, essendo impiegato comunale, dovrebbe conoscere la distinzione di ruoli tra amministratori e responsabili di servizio...) replica in prima persona.

Vittorio Ferrero e Dassano

Dichiara Ferrero: «Sellaro e i suoi consulenti che lo hanno indotto a gridare “al lupo, al lupo” anche questa volta gli hanno suggerito male. Il bando di concorso è perfettamente legittimo. I requisiti per l’assunzione sono disciplinati dal Contratto Collettivo Nazionale delle Funzioni Locali 2022 il quale prevede che per l’accesso all’Area degli Istruttori il titolo di studio sia quello di “scuola secondaria di secondo grado”. Il bando non prevede l’assunzione di un Responsabile del servizio di Biblioteca e di Archivio Storico, funzioni che sono ricoperte dal Responsabile del Settore Segreteria e Affari Generali così come disposto dall’art. 8 del vigente Regolamento Comunale della Biblioteca Civica Degregoriana, ma bensì di un addetto al solo servizio Biblioteca con specifiche mansioni. L’addetto poi dovrà sempre e comunque far riferimento al proprio Responsabile del Servizio. Nel caso di specie, quindi, il riferimento che Sellaro e il suo staff fanno al Regolamento della Regione Piemonte è quindi del tutto errato. Suggerisco a tutti loro - di leggersi meglio il bando e tutta la normativa di settore». «Considero estremamente infamanti - conclude il sindaco - le affermazioni fatte poiché intaccano l’onorabilità di funzionari e dirigenti della Pubblica amministrazione che hanno alle loro spalle anni di comprovata esperienza e conoscenza specifica della materia».

L’ex assessore commenta lo “strano” bando dell’Amministrazione Ferrero

Sellaro: «Me ne sono accorto anch’io che ho fatto solo le scuole “basse”...»

CRESCENTINO. Di fronte alla replica del sindaco Vittorio Ferrero, Salvatore Sellaro non si scompone. A depositare materialmente l’esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli è stato lui, ma - spiega - «è chiaro che non mi metto da solo a scrivere ‘ste cose: io ho fatto solo le scuole dell’obbligo perché ho dovuto cominciare a lavorare fin da giovanissimo per mantenere i miei fratelli, non sono mica un esperto di biblioteconomia». L’ex assessore crescentinese - e attuale consigliere al Comune di Lamporo - ha però una caratteristica: non frequenta tanto lo Zingarelli, coma ama dire, ma quando legge gli atti amministrativi - e lo fa da decenni - ha un particolare “fiuto” per scovare quelli che presentano qualche stranezza. «E questo bando per il bibliotecario - dice - mi è sembrato strano fin da subito; e allora ho fatto degli approfondimenti e parlato con persone che conoscono la materia».

Salvatore Sellaro

Salvatore Sellaro

Nell’esposto depositato in Procura è citato il nome di Alberto Bollo, la persona che - prima per conto di una cooperativa, poi in prima persona - ha gestito la biblioteca in questi anni, ma Sellaro dice «mica ce l’ho con lui: è un bravo ragazzo; ma sta in un gioco politico più grande, che viene da lontano». E ricorda un episodio di qualche anno fa: «c’era la Giunta Venegoni, si stava discutendo del possibile insediamento all’ex Teksid della “Mossi & Ghisolfi”, quella che poi è andata a scatafascio e l’imprenditore si è suicidato; ebbene, all’epoca tra i pochi contrari c’era il Movimento 5 Stelle, e Bollo a Crescentino era un esponente del Movimento. Abbiamo fatto una riunione a Vercelli, c’erano altri membri dei 5 Stelle, abbiamo esaminato la questione a fondo e tutti erano d’accordo a contrastare quell’insediamento industriale, che avrebbe portato solo problemi, come poi si è visto. Soltanto Bollo, che era amico della Venegoni e lo è tuttora, si è inalberato e ha fatto una scenata perché voleva che il Movimento appoggiasse il progetto di Ghisolfi».

Quanto a Ferrero, Sellaro dice: «è all’ultimo anno di mandato, in campagna elettorale aveva fatto tante promesse, ha cose e persone da mettere a posto prima di tornare alle urne, e quest’affare dell’assunzione in biblioteca è una delle tante cose». Sul sindaco ne avrebbe tante da dire, è un fiume in piena: «perché non parla del suo stipendio, di quanto prende stando qui invece di andare a lavorare a Trecate? Perché non dice che i suoi contributi previdenziali li paghiamo noi crescentinesi? Perché non parla di quanto ci costa il suo amico addetto stampa?». E comunque - conclude - «ora del bando della biblioteca si occuperanno la Soprintendenza e la Procura, io quel che dovevo fare come cittadino l’ho fatto».

Il segretario Di Maria ha chiamato Aiello e Sonvilla. Incaricata di verbalizzare è Sonia Cena

Commissari presi a Chivasso e a Moncalvo: per loro il Comune spende 1600 euro a testa

CRESCENTINO. La Biblioteca Degregoriana, come molte altre della nostra zona (Saluggia, Livorno Ferraris, Bianzè, Cigliano, Borgo d’Ale, Palazzolo, ecc.), è associata al Sistema Bibliotecario e archivistico della Piana Vercellese, che ha come centro-rete la Biblioteca Civica di Vercelli e assicura coordinamento e cooperazione tra le varie biblioteche dell’area. Crescentino fa parte di questo Sistema fin dal 2018, e annualmente il Comune paga la quota associativa di 750 euro.

Serana Sonvilla e Rita Aiello

Per la costituzione della commissione esaminatrice del concorso per istruttore amministrativo-bibliotecario, però, la responsabile di servizio (nonché segretario comunale) Di Maria, presidente della commissione stessa, ha deciso di non avvalersi del personale del Sistema Bibliotecario Vercellese - tra cui Alessandra Cesare, che se n’è adontata assai - ma è andata a “pescare” i commissari fuori provincia: dal Comune di Moncalvo (At) ha preso Rita Aiello, che colà riveste la funzione di segretario comunale e responsabile del servizio biblioteca (esattamente come la Di Maria a Crescentino: non è noto quali competenze abbiano, sia l’una che l’altra, in campo biblioteconomico e archivistico), e dal Comune di Chivasso ha preso la funzionaria Serena Sonvilla. Per la redazione dei verbali è stata incaricata Sonia Cena, istruttore amministrativo del Comune di Crescentino. E’ ampiamente rispettato, quindi il criterio di “almeno un terzo dei posti di componenti delle commissioni di concorso” riservato alle donne: in questa commissione sono tutte donne.

Siccome due componenti della commissione sono esterne, a loro va riconosciuto un compenso: 1600 euro a testa, già impegnati a bilancio con la determina del 16 ottobre scorso.

Raccontala ai seguaci su Facebook, và

Oltre a consigliare agli altri di rileggere meglio il bando, Ferrero farebbe bene a fare altrettanto. Lui minimizza («per quelle funzioni basta il diploma di scuola secondaria superiore»), cercando di far credere che il Comune stia assumendo uno che avrà i compiti di un fattorino o poco più, ma il bando specifica che la figura da assumere dovrà svolgere «attività istruttoria per il Servizio Biblioteca e Archivio, curando il rispetto delle procedure e degli adempimenti di legge ed avvalendosi delle conoscenze professionali tipiche del profilo»: conoscenze che però ai candidati non sono richieste e che un diplomato di scuola superiore - magari di istituto tecnico o di liceo artistico - generalmente non possiede.

La nuova figura «dovrà inoltre occuparsi della programmazione culturale della biblioteca in sinergia con gli istituti scolastici e di tutte le attività di supporto amministrativo al settore di riferimento». Non l’ultimo galoppino, insomma. L’ineffabile Ferrero nella sua replica via social omette poi di riconoscere che il bando, così com’è scritto (non da lui, ma ne parla come se l’avesse redatto lui), è errato o quantomeno ambiguo: vi si legge infatti che «per maggiori dettagli sulle attività della figura posta a concorso si rinvia all’art. 8 del vigente “Regolamento della Biblioteca Civica Degregoriana”».

Orbene: l’art. 8 del suddetto Regolamento disciplina i compiti del Responsabile del Settore Segreteria ed Affari generali, che non è la figura posta a concorso. Il bando rinvia quindi a un articolo del Regolamento della Biblioteca che riguarda un incarico... che è già coperto (dalla stessa persona che ha scritto il bando, oltretutto!). E già questo, da solo, potrebbe costituire motivo di ricorso. Ora, è chiaro che queste e altre simili considerazioni lasceranno il tempo che trovano, perché a Crescentino la stragrande maggioranza della popolazione si informa leggendo i post del sindaco su Facebook e prendendoli come oro colato, anziché sforzarsi di capire la normativa e i regolamenti; e in una canea di tifosi per i quali Ferrero ha sempre e comunque ragione (e, avendo di fronte competitors del calibro di Carmine Speranza, vince facile) è perfettamente inutile avanzare obiezioni di carattere giuridico o anche solo di buonsenso: neque mittatis margaritas vestras ante porcos.

Ma le lasciamo comunque qui, nero su bianco, a futura memoria, affinché si sappia che non tutti - molti sì, ed è grazie a questi che rivincerà le elezioni, ma non tutti - sono grulli, creduloni e sprovveduti come Ferrero pensa. (u.l.)

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