Cerca

Saluggia

La storia infinita del “parco Pedrantoni”: mai completato, mai aperto al pubblico ed è già costato almeno il 20% in più rispetto a quanto inizialmente previsto

Un progetto avviato dall’Amministrazione Barberis su cui il sindaco Farinelli continua a spendere un sacco di soldi. E ora c’è anche un contenzioso in Tribunale

Saluggia

L’area è transennata da quando è stata acquisita dal Comune

L’ossessione di “Insieme per la nostra gente”, il gruppo politico che amministra il paese, per l’area Gallo-Pedrantoni risale a più di dieci anni fa. Era infatti il 2012 quando, a sorpresa e senza alcun preavviso, l’Amministrazione comunale da poco insediata guidata da Firmino Barberis approvò in Consiglio comunale il progetto preliminare per la realizzazione di una “nuova via parallela alla via Roma, con funzione di scarico della viabilità in transito tra Livorno Ferraris e Crescentino mediante il collegamento tra i due nastri provinciali (S.P. 37 proveniente da Crescentino e S.P. 3 proveniente da Livorno Ferraris), e prioritariamente individuare soluzioni di potenziamento della viabilità, dei servizi pubblici quali parcheggi, verde pubblico e aree ad uso collettivo”.

Il progetto della “bretella Pedrantoni” (pagato dai saluggesi, anche se non realizzato) fu accantonato, ma l’ossessione per quell’area - tra via Lusani e via General Demaria, oltre 6300 metri quadri allora di proprietà privata - rimase. Nove anni più tardi, nel 2021, alla fine del secondo mandato di Barberis, l’Amministrazione decise di acquisirla, per realizzare non più una strada a due corsie ma un’area “a verde pubblico”: stanziamento di 850 mila euro.

L’idea di Farinelli e compagnia era - da sempre - quella di abbattere la cascina che affaccia su via Lusani, ma avevano fatto i conti senza l’oste: la Soprintendenza ha dichiarato l’immobile «d’interesse artistico e storico». Farinelli s’è inalberato e ha deciso di ricorrere al Tar contro il provvedimento della Soprintendenza: soltanto per questo ricorso - che non verrà discusso prima dell’autunno - ha già fatto spendere al Comune, tra avvocati e consulenti, circa 13.500 euro.

Il sindaco Libero Farinelli

Nel frattempo, acquisita l’area, da due anni vanno avanti - con lentezza indicibile, per citare un poeta - i lavori del lotto 1, quello che comprende le “aree libere da edifici”, dove si vuole realizzare un parco. Tra piantumazioni, sistema di irrigazione e altro, a metà 2023 per quest’opera il Comune ha già speso più di un milione di euro, e recentemente ne ha spesi altri diecimila per l’installazione di un impianto di videosorveglianza: ma intanto, dopo due anni dall’inizio dei lavori, l’area è ancora chiusa e transennata, in quel parco non c’è ancora andato nessuno.

Comunque si concluda la vertenza al Tar tra Comune e Soprintendenza, l’abbattimento della cascina o il suo recupero - e la soluzione di affaccio su via Lusani - costeranno almeno altri duecentomila euro. Insomma, l’opera non sarà pronta prima del 2024, e alla fine verrà a costare al Comune circa il 50% in più di quanto inizialmente preventivato. Ma tanto Saluggia - grazie alle “compensazioni nucleari” è il Comune più ricco della zona, di soldi nelle casse municipali ce ne sono tanti e Farinelli li spende (anche) così.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori