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Entro fine anno aprirà un Mc Donald’s a Crescentino

Fast food e circenses: è questo il modello di sviluppo di Ferrero

Il sindaco: «Attirerà a Crescentino migliaia di persone che altrimenti non sarebbero mai venute»

Fast food

McDonald's (foto d'archivio)

Abituati come sono a considerare piazza Caretto l’ombelico del mondo, e lobotomizzati dalla martellante propaganda dell’ufficio marketing del Comune che li insegue sui social ad ogni ora del giorno e della notte, molti crescentinesi (oltre allo zoccolo duro dei consueti leccapiedi, caudatari, turiferari, clientes ecc.) si sono precipitati a congratularsi con l’Amministrazione Ferrero per aver fatto arrivare Mc Donald’s a Crescentino.

La realtà è un’altra. Il business plan di Mc Donald’s Italia prevede che tra quest’anno e il prossimo, nelle aree interne del nord ovest (Piemonte, Lombardia e Liguria), venga aperta qualche decina di nuovi ristoranti. Per il basso Vercellese - dove finora esisteva solo a Caresanablot - ne sono programmati almeno tre, scelti in base ai potenziali bacini di utenza (il range è 30 mila persone): il primo a Vercelli, nell’area commerciale al fondo di corso Prestinari (Self, Ovs, Carrefour, ecc.); è stato realizzato in pochi mesi e inaugurato nel maggio scorso.

Il secondo a Santhià, sulla rotonda tra corso Aosta e la SP 143, nel lotto accanto alla San Carlo salotti: le pratiche sono avviate, l’apertura è prevista nel periodo prenatalizio; raccoglierà l’utenza santhiatese e quella di Tronzano, Alice Castello, San Germano e altri paesi limitrofi.

Il terzo a Crescentino. Perché a Crescentino e non a Trino (che sarebbe stata l’altra possibilità: unica altra cittadina del basso Vercellese sopra i cinquemila abitanti)? Perché qui c’è il sindaco Ferrero? Macché: non lo si fa a Trino perché quel bacino è già coperto dal ristorante esistente a Casale Monferrato, e perché Crescentino è un mercato che raccoglie - dalla notte dei tempi, non da quando c’è questa Amministrazione - anche una consistente utenza dell’oltrePo (Verrua, Brusasco, Cavagnolo, ecc.). Chiaramente queste sono considerazioni commerciali di larga scala non alla portata degli adulatori di Ferrero, quelli che lo ringraziano perché ogni mattina fa sorgere il sole e perché quando occorre fa anche piovere; ma chi a Crescentino conserva ancora qualche neurone si renderà conto che le strategie delle multinazionali prescindono dall’appeal e dalla capacità di vendersi del sindaco di turno: si va dove si conta di fare profitti.

Il sindaco, comunque, ovviamente si è subito intestato questo «successo», questa «grande opportunità», che a suo avviso non potrà che avere un risvolto positivo per la città, essendo un «attrattore di persone» che avrà un «effetto moltiplicatore». Ma sarà davvero così?

Dal punto di vista occupazionale si annunciano una cinquantina di assunzioni. Magari saranno solo quaranta, e con stipendi non elevati, ma in un posto lavorativamente depresso com’è Crescentino se fossero anche solo quattro farebbero comunque notizia. Che poi l’aspirazione delle famiglie crescentinesi, che magari mandano i figli a studiare negli istituti alberghieri, sia quella di vederli andare a friggere patatine a quintali o a scaldare hamburger e crocchette di pollo per pochi euro all’ora in quelle cucine (le avete mai viste, quelle dei Mc Donald’s?)... beh, su questo abbiamo qualche dubbio.

«Sì, ma grazie al Mc arriverà tanta gente a Crescentino, a spendere dei soldi». Anche su questo temiamo che sia inutile farsi troppe illusioni. Ma li avete visti i clienti di Mc Donald’s? Sono principalmente o ragazzini squattrinati (e che quindi i pochi spiccioli che hanno li spendono tutti in panini e gelati al Mc, e poi restano lì per ore a chiacchierare, a pomiciare o a spippolare sugli smartphone) o persone che abitano o lavorano nei dintorni (mica arrivano apposta da Torino o da Milano...) e che entrano per mangiare un boccone velocemente e a poco prezzo. Davvero si pensa che questi, ingurgitato il burger o il McChicken e scolatasi la bibita ghiacciata, vadano poi a fare le vasche in via Mazzini? Per andare dove, al bar? O a comprare abiti o scarpe o borsette? Ma per favore...

McDonald's (foto da archivio)

Ferrero si premura di rassicurare gli esercenti locali: state tranquilli, «questo tipo di ristorazione non è una concorrente diretta dei nostri bar o ristoranti». Certo: ma quello che va al Mc Donald’s certamente poi non va a raddoppiare pranzo, cena o caffè nei locali esistenti. Non è che, con l’arrivo di Mc Donald’s, aumenterà la capacità di spesa delle famiglie: a Crescentino verranno sostanzialmente quelli che ci venivano già; i soldi, nelle tasche delle persone, sono sempre quelli (altro che «effetto moltiplicatore»), ma anziché nei registratori di cassa dei locali crescentinesi finiranno alla multinazionale del fast food (anche se non direttamente, essendo il nuovo ristorante aperto in franchising).

Il quinquennio amministrativo di Ferrero (il primo: perché, con i concorrenti che si ritrova, sicuramente rivincerà le elezioni l’anno prossimo) sarà ricordato - oltre che per le elargizioni ai clientes, per l’affiatamento con i potenti di destra che stanno in Provincia e in Regione, e per il controllo dei mezzi di informazione in modo da silenziare il dissenso - essenzialmente per questo: circenses (centinaia di migliaia di euro spesi in feste, luminarie, orchestre e nei cachet di cantanti ottuagenari), cementificazione (si veda il nuovo viale Po) e ora anche il fast food. Ma probabilmente i suoi elettori vogliono per Crescentino proprio questo modello di sviluppo: notti bianche, canzoni ed happy meal, e allora va bene così.  

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