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24 Ottobre 2022 - 15:25
Nonostante la riapertura o l’ampliamento degli orari degli hub vaccinali (dalle nostre parti: a Chivasso, a Santhià e a Crescentino), la somministrazione delle quarte dosi del vaccino anti-Covid va a rilento anche in Piemonte, come nel resto d’Italia. Se a fare le prime due dosi era stato - in buona parte perché costretto: senza “super green pass” la libertà e la possibilità di lavorare erano limitate - il 90% della popolazione, e a fare la terza è andato “spintaneamente” l’80%, l’inoculazione della quarta segna il passo: l’ha ricevuta solo il 7% della popolazione italiana.
Quali i motivi? Molteplici. Innanzitutto si è accertato che l’affermazione del premier Draghi «i vaccinati non si contagiano e non contagiano» alla base dei suoi decreti discriminatori era una bufala, smentita da tutte le evidenze scientifiche. In secondo luogo, buona parte della popolazione - vaccinati e no - ha contratto il virus e quindi ha sviluppato naturalmente gli anticorpi. Inoltre dopo la prima, la seconda o la terza somministrazione si sono verificati numerosi casi di reazioni avverse, anche gravi, e quindi chi è stato male (o, peggio, porta tuttora le conseguenze dell’inoculazione) è restio a fare un’ultieriore dose booster. Infine c’è da considerare che molti di quelli che si recano a fare la quarta dose chiedono la versione BA-5, quella aggiornata all’ultima (per ora) variante Omicron del virus, ma non vengono accontentati: ci sono ancora nei frigoriferi milioni di dosi della versione BA-1; siccome non si può scegliere, molti se ne vanno e torneranno (forse) quando potranno farsi somministrare la versione aggiornata del vaccino.
Nel Vercellese, intanto, il numero dei “positivi” non accenna a scendere: sono circa un migliaio, e la maggior parte sono persone bi-, tri- o quadri-vaccinate.
Quanto ai decessi di persone con Covid, da mesi in Italia il numero di morti vaccinati supera considerevolmente quello di morti non vaccinati. Il 2022 è l’anno in cui il Covid ha mietuto nel nostro paese il maggior numero di vittime: più di quando era stato dichiarato lo stato di emergenza e il vaccino ancora non c’era.
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