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24 Ottobre 2022 - 14:54
Cristian Martinelli, la vittima della brutale aggressione
E’ stata effettuata venerdì 22 ottobre l’autopsia sul corpo di Cristian Martinelli, il 34enne ucciso a botte una settimana prima alla stazione di Casale Monferrato, mentre aspettava il treno per tornare a casa dopo una visita medica.
I carabinieri hanno arrestato il moldavo Nicolae Capstrimb, 20 anni: sarebbe lui il presunto autore del pestaggio all’uomo residente a Morano, ma molto conosciuto anche a Trino dove aveva studiato e lavorato: l’accusa è di omicidio preterintenzionale.
Mercoledì mattina, nella Casa Circondariale di Vercelli, si è svolta l’udienza di convalida del fermo a carico del giovane moldavo, indagato come presunto autore dell’omicidio. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, alla presenza dell’avvocato Giulio Nescis, il Gip del Tribunale di Vercelli, Valeria Rey, non ha convalidato il fermo, ma ha comunque disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere.
Dal suo interrogatorio sarebbero emersi altri dettagli che allargherebbero il cerchio: due persone, tra cui anche una donna, sarebbero già state individuate dai carabinieri, ma il gruppo degli aggressori sarebbe più numeroso. Le indagini del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Alessandria e della Compagnia di Casale, coordinate dal sostituto Anna Caffarena della Procura di Vercelli, si concentrano su una gang che si fa chiamare “Iron hands” (mani d’acciaio) e che agiva all’interno della stazione e in altri luoghi della città. Mesi fa alcuni di loro avevano tentato di rubare bibite dal camion che rifornisce la tabaccheria della stazione: la tabaccaia aveva provato a fermarli, era stata presa a schiaffi.
Sono tante le testimonianze e i racconti di chi, passando dalla stazione di Casale, aveva subito angherie e furti dai malviventi che si aggiravano nella zona. Era stato proprio Martinelli, prima di perdere i sensi, a raccontare ai soccorritori di essere stato aggredito. Aveva un rene compromesso e la milza spappolata, lesioni con ogni probabilità causate dai colpi subiti nell’aggressione: potrebbe essere stato picchiato con un bastone o con una spranga.
«Non si può morire per un paio di occhiali da sole da 380 euro», dice Marinella Pasini, la mamma di Cristian. «I carabinieri sono venuti a casa a prendere la custodia e mi hanno detto che quei maledetti occhiali Versace li aveva addosso il moldavo. Mio figlio si è difeso, le nocche della mano erano livide quando ho visto il corpo in camera mortuaria ma, se come sembra, ad assalirlo sono stati più di uno, non ha potuto fare altro che arrendersi». «Mi hanno parlato - aggiunge la donna - di una certa Jenny o Jennifer, abbastanza conosciuta, e lo stesso Cristian mi aveva raccontato, tempo fa, di due fratelli, credo marocchini, di Casale Popolo che infastidivano le persone. Lo stesso moldavo, che dovrebbe essere stato adottato da una famiglia del luogo, era solito aggirarsi con una mazza da baseball. A mio figlio avevano già cercato, mesi addietro, di portare via un Iphone. Perché nessuno ha fatto qualcosa per fermarli, se davvero è così, prima di quanto successo venerdì?».
La signora Pasini lamenta anche ritardi nei soccorsi e nelle indagini: «Perché i carabinieri sono stati avvisati solo dopo più di tre ore? Perchè non stati fatti subito esami e accertamenti sulle possibili lesioni interne? Io ho visto mio figlio alle 22, già intubato, con milza distrutta e due fori in un rene».
«Per questa morte devono pagare tutti gli aggressori, nessuno escluso», commentano due giovani di Morano, amici della vittima. «Spesso Cristian usciva con noi. Aveva avuto problemi di droga e alcol, è vero, ma era determinato a uscirne definitivamente. Voleva curarsi e ricominciare da capo con una vita nuova. Quel giorno era andato a Casale per farsi visitare da una dottoressa».
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