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TRINO VERCELLESE. La statua decapitata di Cavour trasferita a Santena

TRINO VERCELLESE. La statua decapitata di Cavour trasferita a Santena

A sinistra la statua - quand’era ancora intera - in un salone della tenuta di Leri, a destra la statua nel 2010

 Nella tenuta di Leri, appartenuta alla famiglia del Conte di Cavour e in cui Camillo Benso stesso soggiornò frequentemente, fino al 2010 era presente una statua in gesso del celebre statista: è il bozzetto a grandezza naturale di quella che campeggia a Vercelli - opera dello scultore Ercole Villa - al centro della piazza a lui intitolata. Essendo il borgo di Leri stato a lungo abbandonato e oggetto di vandalismi, anche la statua ne subì le conseguenze: venne decapitata da ignoti.

Nel 2011, in occasione della mostra “Gli eroi ritrovati. Vercelli e i Vercellesi che fecero l’Italia” allestita nel 150° anniversario dell’Unità nazionale, il Museo Leone di Vercelli chiese ed ottenne la statua in prestito, con spese a proprio carico.

Nel 2013 a Trino il commissario prefettizio Raffaella Attianese, che in quel periodo aveva la reggenza del Comune, con delibera dispose il ritorno della statua a Trino, al primo piano di Palazzo Paleologo. Il costo del trasporto venne determinato in 4 mila euro. La nuova Amministrazione eletta quell’anno - sindaco Alessandro Portinaro - decise poi di investire quella somma in altri interventi, e la statua rimase a Vercelli, in una teca nella Sala Romana del Museo.

A fine 2021 la Giunta presieduta dal sindaco Daniele Pane ha disposto il trasferimento della statua da Vercelli a Santena (To), presso la Fondazione Cavour. Il costo del trasferimento, comprensivo delle spese di trasporto e della polizza assicurativa, è di circa 6 mila euro, a carico del Comune di Trino. Il contratto di deposito, formalizzato un mese fa, prevede che la statua resterà a Santena “fino a quando potrà essere nuovamente posizionata presso il borgo di Leri Cavour”.

Nelle scorse settimane un gruppo di cittadini trinesi - Fausto e Giorgio Cognasso, Franco Croce, Giuliana De Gasperi, Bruno Ferrarotti, Maurizia Gnemmi, Patrizia Massazza e Giovanni Tricerri - hanno espresso il loro disappunto con una lettera aperta all’assessore comunale alla cultura Silvia Cottali. Hanno scritto: «Tenere a Trino (presso la sede municipale o la biblioteca civica: luoghi sicuri e controllati) la statua decapitata del nostro ex consigliere comunale e Primo Ministro avrebbe rappresentato il primo gesto semplice ma concreto (oltreché meno oneroso) di rispetto e di tutela della storia di Leri e di Camillo Cavour».

Il sindaco Pane ha reagito attaccando una delle firmatarie della lettera, Patrizia Massazza, già assessore alla cultura nella Giunta Portinaro: «Siamo a chiedere a chi ha ricoperto quell’incarico istituzionale per cinque anni,  anche e soprattutto in rappresentanza del gruppo di firmatari, quale fosse il progetto culturale per il rilancio del Borgo e la valorizzazione della statua». «Patrizia Massazza - scrive Pane - mai nei cinque anni di mandato si è preoccupata di Leri e della statua di Cavour».

Massazza ha replicato dicendo che in quegli anni «i pochi fondi a disposizione delle pubbliche amministrazioni non avrebbero garantito adeguata copertura al progetto di rilancio di Leri e la valorizzazione della statua. E per scelta, il rilancio di Leri non è stato inserito nelle linee del nostro mandato. Abbiamo invece potenziato la biblioteca, rinnovando la sezione per i ragazzi, istituendo la sezione di storia e pubblicazioni locali, e azzerato la tessera per gli studenti. Non risulta invece che su questo capitolo Pane stia mantenendo gli impegni presi in campagna elettorale».

Nella nota del Comune si spiega che «lo scorso anno la Provincia di Vercelli ha organizzato un incontro tra i rappresentanti della Provincia stessa, il Comune di Trino, il Museo Leone e la Fondazione Cavour di Santena per giungere a una definizione dell’annosa questione della sistemazione degli arredi dalla chiesa di Santa Maria di Lucedio di proprietà della Provincia di Vercelli e depositati presso Palazzo Paleologo a Trino. In quella occasione il presidente del Museo Leone ha dichiarato la disponibilità dell’Ente rappresentato ad accogliere in deposito parte dei succitati arredi, a condizione che venisse trasferita altrove la statua di Cavour di proprietà del Comune di Trino. Considerato che il Presidente della Fondazione Cavour di Santena ha manifestato la disponibilità a ricevere in deposito e a custodire la statua fino a quando non potrà essere nuovamente posizionata nel Borgo di Leri Cavour, sua naturale collocazione, a valle di quell’incontro quindi si è provveduto agli adempimenti necessari, come da accordi anche con la Soprintendenza».

Il Museo Leone, intanto, ha organizzato per domenica 26 giugno l’evento “Ciao Cavour. Vieni a salutare il conte senza testa”: apertura gratuita del museo per tutto il pomeriggio allo scopo di «permettere a tutti gli amici del Leone di ammirare, salutare, fotografare la grande statua di gesso prima della sua imminente partenza per il Castello Cavour di Santena». Alle, 18 a conclusione della giornata, nel cortile di Casa Alciati ci sarà una breve conferenza di chiusura a cura di Luca Brusotto, conservatore del museo, dal titolo “Camillo Contro Camillo: la figura del conte di Cavour nelle Memorie del notaio Leone”, introdotta da interventi del professor Gianni Mentigazzi, presidente del museo, e dell’architetto Mario Bona che nel 2010 si incaricò del trasporto della statua dalla tenuta di Leri al Museo Leone.

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