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20 Maggio 2022 - 12:41
La sede di Microport Crm a Clamart, in Francia
Non smette di suscitare polemiche l’atteggiamento dell’azienda cinese con sede europea in Francia, che dopo mesi di trattative mai andate a buon fine e scontri con i sindacati, circa un mese fa ha lasciato a casa 25 lavoratori con effetto immediato. Ora, la retromarcia e la riassunzione a tempo determinato per alcuni degli epurati. Motivo? Le mobilitazioni e gli scioperi sindacali degli ultimi mesi avrebbero rallentato la produzione dell’azienda, che ora necessita di mettersi in pari ed è costretta a richiamare gli ex operai. Gli esuberi dichiarati infatti non consentono all’azienda nuove assunzioni, che per aumentare la forza lavoro si vede costretta a ripiegare sugli operai licenziati pochi giorni prima.
Il segretario Uiltec Gian Luigi Guasco commenta così gli ultimi eventi che coinvolgono lo stabilimento saluggese: «E’ una situazione senza senso e ridicola. Un’azienda che licenzia 25 lavoratori e poco dopo si accorge di non riuscire a stare dietro alla produzione, perde di ogni credibilità. E’ forse l’unico caso in Italia, per non dire in un qualsiasi Paese civile».
Guasco continua esponendo le spiegazioni date da MicroPort sulla situazione: «Sempre rimanendo nel ridicolo, l’azienda ha detto che lo sciopero li ha danneggiati, e quindi hanno deciso di riprendere i cinque lavoratori meno utili alla produzione per recuperare il danno subito. Ma che senso ha? Come se non bastasse, giovedì 5 maggio abbiamo avuto un incontro con i dirigenti di MicroPort, per capire se la notizia delle riassunzioni fosse vera o meno. L’azienda ha confermato, asserendo che la colpa della loro situazione sia da attribuire a noi sindacati e del nostro percorso a difesa dei lavoratori, a loro dire denigratorio ai danni dell’azienda stessa» continua il segretario Uiltec, che svela inoltre un dettaglio sulle trattative delle scorse settimane tra i sindacati e l’azienda: «Avevamo consigliato a MicroPort di procedere gradualmente con i licenziamenti, se proprio era necessario attuarli. Questo, appunto, per valutare nelle settimane seguenti che il numero di esuberi non risultasse poi eccessivo. Sappiamo tutti come è andata a finire, e questo è il risultato. Agli occhi di tutti, l’azienda ha perso ogni credibilità. Ogni tipo di relazione industriale con loro è impossibile. Riescono sempre a superare il limite grazie alla mancanza di qualsiasi tipo di logica» conclude Guasco.
Federico Valletta
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