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SALUGGIA. «MicroPort prima licenzia e poi fa fare gli straordinari a quelli rimasti»

SALUGGIA. «MicroPort prima licenzia e poi fa fare gli straordinari a quelli rimasti»

La protesta dei lavoratori davanti alla sede dell’Unione Industriale a Vercelli

Non si ferma la lotta dei sindacati contro i licenziamenti attuati nel sito saluggese dalla multinazionale MicroPort nelle scorse settimane. Cgil, Cisl e Uil chiedono infatti il reintegro di Gian Paolo Piolatto, rsu di Microport licenziato assieme ad altri 24 colleghi. Un congedo irregolare secondo i sindacati, in quanto Piolatto non avrebbe avuto i requisiti per rientrare nei lavoratori licenziabili. Spiega Gian Luigi Guasco, segretario UilTec: «Piolatto lavorava in MicroPort da circa vent’anni: un’anzianità lavorativa che avrebbe dovuto escluderlo dalla lista degli esuberi. Il suo allontanamento è stato semplicemente una ritorsione nei suoi confronti per la sua lotta a difesa dei colleghi. Il suo licenziamento non è regolare. E’ una lotta che va combattuta da tutti, non possiamo accettare un arretramento e un impoverimento delle relazioni sindacali rinunciando a conquiste di civiltà ottenute dai lavoratori nel tempo».

Anche Sara Pace, rappresentante di Femca-Cisl, si schiera dalla parte di Piolatto, rimarcando però l’intenzione di lottare per i diritti di tutti i lavoratori licenziati da MicroPort: «Come sindacati - dichiara - abbiamo ritenuto opportuno fare una raccolta firme contro il licenziamento di Piolatto, ma essendo un delegato rappresentante dei lavoratori, questa iniziativa è da intendersi come una protesta contro tutti i licenziamenti. Faremo tutto ciò che possiamo. E’ difficile mantenere buoni rapporti industriali e sindacali con un’idea di gestione come quella di MicroPort».

L’azienda replica dichiarando di non aver violato alcuna norma: «Durante il processo di riorganizzazione del sito di Saluggia - si legge in una nota - abbiamo sempre operato nel pieno rispetto della normative italiana e così è stato anche per la gestione degli esuberi, attuata seguendo i precisi criteri definiti dalla legge». MicroPort «smentisce fermamente le accuse di aver applicato altre ragioni se non i criteri di legge nel caso di uno dei propri rappresentanti sindacali come, nello stesso modo, ha fatto verso gli altri lavoratori coinvolti».

A far infuriare ancora di più i sindacati è quanto chiesto dall’azienda la scorsa settimana, come spiega ancora Guasco: «MicroPort ha licenziato 25 persone dichiarando una eccedenza in relazione ai livelli di produzione. Ora invece viene chiesto ai lavoratori rimasti di fare gli straordinari per mantenere gli stessi livelli di produzione del periodo antecedente ai licenziamenti, con molti operai part time che ora si ritrovano a fare 8 ore. E’ semplicemente vergognoso. Lotteremo per il reintegro in azienda non solo di Piolatto, ma di tutti gli operai licenziati».

La raccolta firme terminerà nel fine settimana. Le prossime mosse sono ancora al vaglio dei sindacati, come spiega ancora Pace: «Una volta conclusa la petizione e la relativa raccolta firme, decideremo assieme alla struttura sindacale come procedere. Quel che è certo è che non ci fermeremo».

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