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Covid, con il “super green pass” i contagi sono quadruplicati

Covid, con il “super green pass” i contagi sono quadruplicati

Covid-19

 Sabato 30 aprile, dopo più di quattro mesi (era stato introdotto a dicembre 2021), è stato “rottamato” il green pass rafforzato o “super green pass”, documento rilasciato a seguito di vaccinazione anti-Covid e senza il quale - con limitazioni modificate più volte - non si poteva accedere a convegni, conferenze, ristoranti, palestre, piscine, ecc.

Questo lasciapassare faceva parte del “pacchetto” contenuto nel decreto 172 del 2021, “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid 19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali”.

Bene: al termine del periodo di limitazioni per chi era sprovvisto di questo documento, si può dire che il super green pass sia servito a “contenere l’epidemia” e a far “svolgere in sicurezza” le attività nei luoghi a cui, essendone in possesso, si poteva accedere?

Evidentemente no. Concedere ogni libertà ai vaccinati discriminando i non vaccinati (questo era il presupposto del super green pass) ha fatto sì che il virus continuasse a circolare ben più di prima. A livello nazionale, al 5 dicembre scorso - il giorno prima dell’introduzione del super green pass - erano state contagiate dal Sars-Cov2, in quasi due anni di pandemia, 5 milioni di persone. Da allora, in poco più di quattro mesi, altri 10 milioni. In provincia di Vercelli è andata molto peggio; se nei primi due quadrimestri del 2020 e del 2021 (senza super green pass) c’erano stati rispettivamente poco più di mille e poco più di cinquemila contagi, nei primi quattro mesi del 2022 (con super green pass) ce ne sono stati oltre 23 mila: la maggior parte dei quali riguarda persone bi- e tri- vaccinate e quindi dotate di super green pass. Anziché “contenere l’epidemia” e a far “svolgere in sicurezza” le attività economiche e sociali, il green pass “rafforzato” ha costituito il principale veicolo di diffusione del virus: chi ne era in possesso, infatti, continuava a circolare anche se era (inconsapevolmente, si spera) infetto.

Anche nell’ultima settimana, come si può vedere nella tabella a destra, in molti centri del Vercellese il numero di “positivi” ha continuato ad aumentare. La quasi totalità di questi casi riguarda persone in possesso del super green pass, che sono andate a fare il tampone solo a seguito di sintomi evidenti. Il super green pass si è quindi confermato, fino alla sua abolizione, strumento che ha contribuito a diffondere - anziché contenere - l’epidemia, ma soprattutto strumento politico per discriminare i non vaccinati privandoli di una parte delle loro libertà.

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