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13 Aprile 2022 - 10:20
La polemica nasce nel corso del Consiglio comunale del 28 marzo, al quale sono seguite le dichiarazioni di Preti. La reazione di Sellaro non si è fatta attendere: alla fine della scorsa settimana il consigliere di opposizione ha infatti fatto protocollare una “lettera aperta” destinata al sindaco.
Scrive Sellaro: “Signor sindaco, quando lei afferma sui giornali che il sottoscritto ha votato contro i gettoni di presenza e nello stesso non vi ho rinunciato, mente sapendo di mentire. Le ricordo che nei due anni in cui ho svolto la mansione di consigliere, ho devoluto i miei gettoni di presenza alla Croce Rossa di Crescentino il primo anno, e ad alcuni disoccupati il secondo. Vorrei ricordare a lei e ai cittadini, che in periodo di piena pandemia e in periodo di crisi economica, sociale e sanitaria, lei si è aumentato lo stipendio da sindaco di circa 200 euro al mese. Inoltre a dicembre 2021, dopo aver percepito stipendio, tredicesima e indennità di capo servizio dal Comune di Crescentino per cui lavora, ha fatto passare in Consiglio comunale una variazione di bilancio di 1600 euro (in origine destinati come contributo alla festa patronale) per coprire le sue due mensilità di inizio legislatura. Inoltre le ricordo che il vicesindaco percepisce 80 euro di stipendio mensile. Nel 2022 il Comune di Lamporo ha dovuto rimborsare il suo datore di lavoro di una somma pari a circa 1700 euro, derivata dall’ammontare dei permessi comunali usufruiti nel 2021”. E conclude: “Dichiaro pubblicamente che a fine anno, quando percepirò i soldi dei gettoni di presenza, circa 50 euro, li spenderò interamente in fiori da mettere davanti al monumento ai Caduti”.
Sellaro aggiunge poi, a voce, un’altra considerazione: «Il sindaco ha sempre amministrato senza un’opposizione. Ora che l’opposizione c’è, è chiaro che Preti non la stia vivendo molto bene. Pregherei il Segretario comunale, che stimo e reputo una persona colta e competente, di istruire il sindaco sul ruolo e sull’importanza dell’opposizione, che da sempre è garanzia di democrazia».
Federico Valletta
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