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SALUGGIA. «Se volete evitare il licenziamento di 21 vostri colleghi dovete ridurvi l’orario (e lo stipendio) a 6 ore al giorno»

SALUGGIA. «Se volete evitare il licenziamento di 21 vostri colleghi dovete ridurvi l’orario (e lo stipendio) a 6 ore al giorno»

La protesta dei lavoratori dell’azienda

SALUGGIA. La vertenza MicroPort si avvia alle battute finali. I sette impiegati del sito saluggese saranno licenziati, su questo l’azienda è irremovibile. Difficile, perlomeno in tempi brevi, una loro assunzione in altre aziende del polo biomedicale.

Quanto ai 21 operai in esubero, per i quali i sindacati - con l’appoggio della Regione - hanno chiesto l’applicazione della cassa integrazione straordinaria, l’azienda che pochi anni fa ha rilevato da LivaNova il business Cardiac Rhytm Management ha messo sul tavolo una proposta: nessun licenziamento se tutti i 79 dipendenti accettano di ridurre l’orario lavorativo (e la conseguente retribuzione) a 6 ore al giorno; un nuovo contratto part-time per tre anni, che inciderebbe anche sulla parte contributiva. Se ne è discusso per tutta la giornata di giovedì 24, ma la trattativa è difficile. I sindacati propongono all’azienda di affiancare alla riduzione dell’orario un ticket giornaliero a 5,5 euro per ogni lavoratore, più un aumento della quota sul welfare ancora da definire. Le parti si incontreranno ancora una volta in Regione venerdì 1° aprile.

Alla criticità della situazione si aggiungono anche le difficoltà nel mettere in pratica la proposta dell’azienda, come spiega il sindacalista Gian Paolo Piolatto: «Chiederemo ai lavoratori se proseguire sulla strada delle 6 ore o se rifiutare la proposta. Il paradosso è che se decidessimo di accettarla ma se le adesioni non fossero sufficienti i licenziamenti partirebbero ugualmente». Piolatto spiega infatti che «ad ogni quattro lavoratori disposti a lavorare solo 6 ore al giorno, corrisponde un esubero in meno; per rendere la cosa fattibile, quindi, MicroPort rinuncerebbe a cinque licenziamenti ogni 20 persone con orario di lavoro ridotto. Solamente se tutti accettassero la riduzione di orario gli esuberi verrebbero annullati. In caso contrario si ragionerebbe in maniera proporzionale, ma solo se come sindacato accettassimo l’accordo».

MicroPort ha infine proposto una piccola buonuscita ai lavoratori che decidessero di licenziarsi volontariamente. «La quota dell’indennizzo - conclude Piolatto - è ancora da definire, ma da quanto ho appreso si tratterebbe di una cifra davvero misera. Ora tocca a noi e ai lavoratori decidere cosa fare». Restano poche ore: le lettere di licenziamento partiranno nella prima settimana di aprile.

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