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SALUGGIA. Microport conferma: 28 licenziati entro fine anno

SALUGGIA. Microport conferma: 28 licenziati entro fine anno

La sede di Microport Crm a Clamart, in Francia

SALUGGIA. - Nel pomeriggio di oggi, martedì 22 febbraio, i lavoratori della sede saluggese di Microport Crm saranno in sciopero e in presidio sotto la sede vercellese di Confindustria, mentre i loro rappresentanti sindacali incontreranno i dirigenti dell’azienda - che ha la propria sede europea a Clamart, nei dintorni di Parigi - nei locali dell’associazione degli industriali.

E’ questa la decisione presa dai lavoratori nel corso dell’assemblea tenutasi giovedì 17 con i rappresentanti sindacali Alessandro Triggianese (Filctem Cgil), Sara Pace (Femca Cisl) e Gian Luigi Guasco (Uiltec Uil), convocata perché l’azienda ha comunicato l’apertura di procedure di licenziamento per 28 di loro.

Gli esuberi riguardano 21 operai e 7 impiegati nello stabilimento dell’azienda che quattro anni fa ha rilevato da LivaNova la produzione di pacemaker, defibrillatori impiantabili ed elettrocateteri nel polo biomedicale di Saluggia. Già nel 2019 erano stati “accompagnati” fuori dallo stabilimento, mediante pensionamenti anticipati e licenziamenti volontari con buonuscita, altri 45 addetti, e il personale era stato ridotto a 168 unità. Ora questi altri esuberi; ma, a differenza del 2019, in organico non ci sono più persone che possono “agganciarsi” alla pensione: ci sono dipendenti a cui mancano 6 o 7 anni o più per raggiungere l’età pensionabile.

Spiega Gian Paolo Piolatto, rsu Microport: «Oltre che sui licenziamenti annunciati, nel corso dell’assemblea abbiamo espresso la nostra preoccupazione per un’ipotetica chiusura o delocalizzazione della catena di produzione. Che sia a Shanghai o in Francia, poco importa: a noi preoccupa il futuro della sede saluggese». E aggiunge: «Se non otterremo risposte soddisfacenti, siamo pronti a istituire presidi di carattere permanente, con modalità e luoghi da definire». L’obiettivo non è solo ottenere il blocco dei licenziamenti, bensì avere garanzie per il futuro. «Evitare questi 28 esuberi è la cosa più urgente, ovviamente. Ma vogliamo anche avere chiarimenti sul futuro dello stabilimento di Saluggia».

Microport Crm motiva la necessità di esuberi con la contrazione del mercato e la perdita di un venditore in Giappone, ma «prima di valutare eventuali esuberi - affermano i sindacalisti - chiediamo l’utilizzo di ammortizzatori sociali nell’attesa di vedere come si muoverà il mercato nei prossimi mesi».

Federico Valletta

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