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VERCELLI. Riprendono le attività ordinarie negli ospedali

VERCELLI. Riprendono le attività ordinarie negli ospedali

L’ospedale Sant’Andrea di Vercelli

VERCELLI. Da lunedì 14 febbraio, l’Asl Vercelli ha fatto ripartire le attività ordinarie sia all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli sia al Ss. Pietro e Paolo di Borgosesia. Vengono ripristinate le prestazioni non urgenti e programmabili, sia ospedaliere che ambulatoriali, anche nelle Case della Salute della provincia e negli ambulatori.

La ripresa sarà progressiva e tiene conto dell’andamento favorevole dell’epidemia degli ultimi giorni, che fa registrare a livello regionale e provinciale un calo dei contagi e dei ricoveri.

Via libera quindi alle prestazioni tradizionali, anche quelle non urgenti, con la priorità di ridurre le liste d’attesa. L’Asl ha recepito e messo in atto le indicazioni della Regione relative alla ripresa delle attività nelle strutture sanitarie: «Una buona notizia che arriva proprio in concomitanza con la trentesima Giornata mondiale del malato, che si è celebrata l’11 febbraio» ha commentato il direttore generale Eva Colombo. «Il nostro obiettivo è ora rimetterci subito al lavoro per ridurre le liste d’attesa, che si sono generate proprio a causa della pandemia.

Attività su cui ci eravamo concentrati già con la fine della terza ondata, anche grazie all’impegno di tutto il personale medico e infermieristico. Ma che abbiamo inevitabilmente dovuto sospendere con il manifestarsi della quarta ondata di contagi e ricoveri. In questo modo potremo rispondere meglio alle sollecitazioni della popolazione, che richiede di riprendere le visite. Auspichiamo, inoltre, di poter tornare a regime nel più breve tempo possibile».

L’Asl aveva sospeso le attività ordinarie nei primi giorni dell’anno, in piena quarta ondata, in concomitanza con l’ampliamento dei posti letto Covid e il potenziamento della campagna vaccinale.

Assecondando anche in quel caso le disposizioni del Dirmei, dal 3 gennaio l’azienda aveva deciso di mantenere i ricoveri in regime d’urgenza e i ricoveri programmati oncologici; per le attività ambulatoriali erano state mantenute quelle non procrastinabili, cioè le prestazioni di tipo urgente, breve e gli screening oncologici. Gli interventi non urgenti e le prestazioni procrastinabili erano state sospese e riprogrammate.

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