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SALUGGIA. DiaSorin ha ridefinito la struttura societaria: le attività operative affidate a una controllata

SALUGGIA. DiaSorin ha ridefinito la struttura societaria: le attività operative affidate a una controllata

Il presidente Gustavo Denegri e Il ceo Carlo Rosa

SALUGGIA. Il consiglio d’amministrazione di DiaSorin, la multinazionale con sede a Saluggia leader mondiale nel mercato della diagnostica di laboratorio e specializzata nei segmenti dell’immunodiagnostica e della diagnostica molecolare, il 16 dicembre ha approvato un progetto di ridefinizione della propria struttura societaria.

«L’operazione - spiega la società in un comunicato - si pone l’obiettivo principale di rendere la propria struttura societaria coerente con l’evoluzione organizzativa e con la natura multinazionale del gruppo, e sarà attuata mediante il conferimento del ramo d’azienda di DiaSorin relativo alle attività operative condotte in Italia e nel Regno Unito - queste ultime tramite branch ivi operante - (cioè attività industriali, R&D, commerciali - marketing e attività a supporto delle medesime) a favore di una società a responsabilità limitata di nuova costituzione, il cui capitale sarà interamente e direttamente detenuto da DiaSorin.

A seguito del completamento del conferimento, DiaSorin continuerà ad occuparsi della definizione e dello sviluppo dell’indirizzo strategico, della tesoreria e dell’attività di coordinamento a beneficio dell’intero gruppo, mentre il presidio delle attività operative attualmente svolte dalla società in Italia e nel Regno Unito sarà demandato alla conferitaria (in analogia a quanto già avviene con le controllate operanti nelle altre aree geografiche)».

Per dare attuazione al conferimento, l’assemblea straordinaria della conferitaria sarà chiamata a deliberare un aumento di capitale riservato a pagamento, che sarà interamente sottoscritto dalla società in qualità di socio unico; contestualmente, la società e la conferitaria sottoscriveranno l’atto notarile di conferimento. Si prevede che il conferimento sia perfezionato entro il terzo trimestre 2022.

Il cda della società ha inoltre approvato il piano industriale 2022-2025, con ricavi stimati per il 2022 in calo del 2%; quelli extra-Covid sono previsti circa al +24%, ma il fatturato Covid in riduzione dai 370 milioni circa nel 2021 a 150 milioni circa nel 2022.

Il piano non è piaciuto agli investitori: il titolo ha chiuso la seduta di venerdì 17 in calo del 10,8% a 158,8 euro. Ciononostante il presidente Gustavo Denegri ha dichiarato: «Sono molto soddisfatto di come va DiaSorin e del futuro che si prospetta. Abbiamo fatto 30 prodotti nuovi in tre anni e acquisizioni come l’ultima, Luminex, che ha un potenziale incredibile. Mi aspetto che si vada ben al di là del piano, approvato dal cda e direi bocciato dal mercato». 

Il ceo Carlo Rosa ha poi spiegato: «Abbiamo dato una stima per il 2022 con visibilità sul primo trimestre, poi dipenderà dai vaccini e dalle varianti. Covid è sinonimo di volatilità». Ha poi aggiunto: «Il mercato ha delle difficoltà a capire. Ci accusano di essere stati troppo conservativi sul Covid. Ritengo la previsione basata su quello che potrà succedere nel primo semestre, perché nel secondo col Covid sinceramente nessuno lo sa».

Quanto agli sviluppi nei vari continenti, Rosa ha affermato: «Attraverso l’acquisizione di Luminex abbiamo già il 50% del fatturato negli Usa, circa un 35% in Europa e nei mercati di sviluppo il resto. L’America è una delle geografie su cui noi puntiamo di più».

Praticamente l’opposto la Cina: «Il fatto che in Cina continuino a combattere le pandemie con i lockdown ha effetti pazzeschi sul business. Strategicamente la Cina sta cercando di rendersi indipendente con le proprie tecnologie. La Cina è difficile in generale, non solo sul Covid». «Se guardo ai tre mercati - ha detto ancora Rosa - vedo un’enorme opportunità negli Usa per gli investimenti, un’Europa neutrale e una Cina difficile, decisamente di più rispetto alla pre-pandemia».

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