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16 Novembre 2021 - 16:35
Terza dose di vaccino a Vercelli
VERCELLI. La prima settimana di novembre è quella del “sorpasso”: in Italia - secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità - ci sono più “positivi” e più decessi di persone con Covid tra i vaccinati (con green pass) che tra i non vaccinati. L’indice Rt continua a salire ovunque, e il Governo sta insistendo sulla necessità di accelerare con l’inoculazione delle terze dosi.
I contagi
La campagna vaccinale prosegue (nel Vercellese è stata ormai somministrata la doppia dose all’86% dei residenti over 12, si sta procedendo con la terza agli over 60 e al personale medico e sanitario), ma i contagi da Sars-Cov2 in provincia di Vercelli continuano a crescere: sabato 13 novembre gli “attualmente positivi” posti in isolamento erano 224, quintuplicati rispetto a fine giugno.
Molti di questi nuovi “positivi” sono vaccinati e in possesso di green pass: quindi, fino a un momento prima di fare il tampone, hanno avuto accesso - e possibilità di diffondere il virus - a ristoranti, teatri, cinema, scuole, università, ospedali, case di riposo ecc.
L’aumento dei casi si riscontra in particolare a Vercelli (dove i “positivi” a luglio erano 13, ora sono 61), ma sono sotto osservazione anche Fontanetto Po (14) - dove a fine ottobre sono stati contagiati gli ospiti, tutti vaccinati, della casa di riposo -, Crescentino (12) e Saluggia (6).
I ricoveri
All’ospedale Sant’Andrea la scorsa settimana risultavano 8 posti letto occupati da pazienti affetti da coronavirus: 2 in terapia intensiva e 6 nel reparto Malattie infettive.
I decessi
Nei mesi di settembre e ottobre nel Vercellese - dove finora ha contratto il virus almeno l’8,5% della popolazione, pari a circa 14.600 persone - non si erano riscontrati decessi di persone con Covid; la scorsa settimana, purtroppo, il triste conteggio è ripartito: in provincia in pochi giorni sono decedute sei persone con Covid, portando il totale a 539.
L’Asl sospende un altro dipendente
L’Asl di Vercelli prosegue nella sospensione o segnalazione del personale sanitario non in regola con l’obbligo vaccinale. Il direttore generale Eva Colombo qualche giorno fa ha sospeso un altro dipendente dell’azienda sanitaria che non si era vaccinato, portando il totale dei sospesi a venti. Congelato il rapporto lavorativo con l’Asl fino all’eventuale assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte della persona.
Anche in questo ultimo caso è prevista l’interruzione dell’erogazione dello stipendio, di ogni altro compenso o emolumento finché il lavoratore non sarà allineato con la campagna vaccinale nazionale, che stabilisce il vincolo della somministrazione del farmaco anti Covid a determinate categorie di lavoratori: coloro che svolgono attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, nelle parafarmacie e negli studi professionali. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione.
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