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07 Settembre 2021 - 18:31
Lorenza Minella, 32 anni
LIVORNO FERRARIS. Fa il vaccino anti Covid e dopo la seconda dose la sua vita diventa un inferno. E’ quanto racconta Lorenza Minella, 32 anni, livornese nata e cresciuta in frazione Gerbidi fino al trasferimento a Ronsecco qualche anno fa.
«Il vaccino - afferma la giovane - sta mettendo a repentaglio la mia vita. E’ giusto che tutti siano consapevoli dei rischi a cui si va incontro con la vaccinazione. Soprattutto se si hanno patologie pregresse».
Tutto inizia il 6 giugno, quando presso il centro vaccinale del complesso di Santa Chiara a Vercelli a Lorenza viene somministrata la seconda dose di Comirnaty (Pfizer). Somministrazione alla quale coincide l’insorgenza dei primi sintomi: «Ho iniziato ad avere la febbre, non troppo alta. Al massimo 37.5, alla quale si sono però aggiunti mal di testa, alle ossa, forte stanchezza e difficoltà respiratorie»: sintomi in linea con gli effetti collaterali comunicati dalla stessa casa farmaceutica che produce il vaccino.
Il peggio arriva però quattro giorni dopo: «La febbre è scesa ma ho iniziato ad avere un fortissimo peso al petto e alla schiena, tanto da non riuscire a respirare normalmente. Ogni respiro mi causava delle fitte tremende, come se mi stessero pugnalando». Non solo: una settimana più tardi, alla donna iniziano a cadere capelli in grande quantità, tanto da convincerla a rasarsi.
«Speravo che la perdita dei capelli fosse la fine dei sintomi, invece a 15 giorni dalla seconda dose ho iniziato a perdere appetito e ad accusare mal di testa sempre più forti, che non passavano nemmeno con Oki e Tachipirina».
Qualche giorno dopo la ragazza decide di recarsi al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove i medici riscontrano pressione alta a livelli preoccupanti: «In ospedale mi hanno prescritto una pastiglia per la pressione da prendere ogni mattina. Nei giorni successivi, però, al mal di testa si sono aggiunti forti capogiri, ai quali non ho dato peso, pensando fossero causati dalla stanchezza e dalle notti insonni».
Pochi giorni dopo Lorenza si sente male sulle scale di casa; viene soccorsa da un vicino e portata nuovamente in ospedale, questa volta con l’ambulanza. Gli esiti degli esami sono sempre più preoccupanti: «Avevo i battiti a 200, la pressione massina a 180 e la minima a 125. Mi hanno fatto diverse flebo per reidratarmi e… «per pulire un po’», come mi ha detto un’infermiera. All’inizio non avevo capito a cosa si riferisse, ma quella frase mi è rimasta impressa» continua la donna, che rimane in ospedale dalle 8.30 fino alle 15.
Quando viene dimessa, a Lorenza viene spiegata l’origine dei suoi malesseri e la diagnosi completa: «Secondo i medici dell’ospedale è tutta una conseguenza del vaccino. Ho avuto un inizio di infarto, e ora devo stare a riposo il più possibile».
Con il passare dei giorni però per Lorenza le cose non migliorano, tanto da rendere necessario un secondo ricovero: «Sono stata di nuovo male pochi giorni dopo mentre ero a casa di conoscenti. Stessi sintomi della volta precedente, altro giro in ambulanza.
Avevo 170 battiti al minuto, la pressione massima a 170 e la minima a 100, nonostante prendessi la pastiglia che mi avevano prescritto i medici al primo ricovero. Anche in questo caso la mia condizione è stata associata al vaccino.
Anche questa volta avevo rischiato un infarto e avrei dovuto continuare con il riposo, oltre a sottopormi a un holter pressorio e consultare un cardiologo. Inoltre sono risultata a rischio trombosi, cosa di cui non ho mai sofferto in vita mia».
Lorenza Minella soffre però di patologie pregresse: «Ho il diabete mellito di tipo 1 da quando ho 8 anni e devo prendere l’insulina regolarmente. Inoltre soffro di tiroide di Hashimoto e ho dei noduli, tutto legato al diabete. Ma non mi hanno mai prescritto terapie anticoagulanti, semplicemente perché non ne avevo bisogno». Alla donna però nessuno ha sconsigliato di fare il vaccino contro il Covid: «Il mio medico curante ha detto che sarebbe stato meglio avere le conseguenze del vaccino, anziché l’infezione da Covid. Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma la mia vita ora è rovinata. Ho un figlio di tre anni che non voglio cresca senza madre. Ho paura di morire».
Lorenza sta inoltre valutando se chiedere i danni per gravi conseguenze causate dalla vaccinazione: «Non so ancora se prenderò questa strada. Ora voglio solo pensare a guarire e riprendermi la serenità che mi è stata tolta. Per le azioni legali c’è tempo». Infine la giovane mamma lancia un appello a chi ancora deve vaccinarsi: «Non sono una “no vax”, altrimenti non avrei fatto il vaccino. E’ però fondamentale valutare le proprie condizioni di salute. Se non siete convinti del parere del vostro medico, chiedetene altri prima di vaccinarvi. La vita è una soltanto, e la mia sta andando in pezzi».
Federico Valletta
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