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02 Luglio 2021 - 16:36
SALUGGIA. Il 10 giugno, in assenza del sindaco Firmino Barberis, si è riunita la Giunta comunale. Ha preso la parola l’assessore Adelangela Demaria, che ha spiegato ai colleghi che dopo «il lungo periodo di pandemia che ha impedito alla popolazione di partecipare alla vita sociale in presenza», «l’Amministrazione intende offrire una prima concreta occasione per la cittadinanza di riappropriarsi dei “propri tempi” dedicati allo svago e dei “propri spazi” intesi come luoghi di condivisione del patrimonio storico e artistico collettivo, individuando il cortile di Palazzo Pastoris quale sede di eccellenza per la partecipazione cittadina e organizzando tre serate destinate alla proiezione di pellicole cinematografiche».
L’assessore ha allora estratto un preventivo pervenuto al protocollo del Municipio una settimana prima, il 3 giugno: la proposta della società cooperativa Diesis con sede legale a Bagnolo in Piano (Reggio Emilia) di organizzare eventi di “cinema in piazza”. «L’attività proposta - ha proseguito Demaria - è riconducibile ai fini istituzionali dell’ente», e quindi «meritevole di accoglimento e di ampia divulgazione sul territorio, in quanto a beneficio della collettività».
Tre serate di proiezione, quindi, nel cortile di Palazzo Pastoris. Il primo film è stato, domenica 27 giugno, Quasi amici-Intouchables, uscito dieci anni fa. Seguiranno, domenica 11 luglio (la sera della finale degli Europei di calcio), Coco, del 2017, e infine - domenica 25 luglio - la commedia Mamma o papà?
Il tutto - in sintesi: proiezione all’aperto di tre film usciti da cinque a dieci anni fa, per «riappropriarsi dei “propri tempi” dedicati allo svago e dei “propri spazi”» - costa alla collettività 3849,60 euro: 3630 alla cooperativa reggiana, 219,60 alla ditta Eikonos di Saluggia che realizza i manifesti.
Probabilmente un record: nemmeno al Festival di Venezia proiettare i film (in prima visione, oltretutto) costa queste cifre. Ma qui abbiamo le “compensazioni nucleari”, i soldi ci escono dalle orecchie, vuoi mica stare a lesinare. Ora si può nuovamente fare «vita sociale in presenza»: uscire la sera, andare nel cortile di Palazzo Pastoris e magari incontrare gli assessori: ecché, stiamo a guardare i centesimi? E sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re.
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