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30 Giugno 2021 - 12:24
Le farmaciste Paola Picco e Barbara Terzago
LIVORNO FERRARIS. Da ieri, lunedì 28 giugno, in paese si possono acquistare assorbenti femminili senza pagare l’Iva al 22%: questa l’iniziativa promossa dalle dottoresse Paola Picco e Barbara Terzago, nella Farmacia Picco/Officina della Salute, che sulla scia dell’iniziativa di Lloyds Farmacia e del dottor Francesco Segreto, titolare della Farmacia Segreto di Napoli, azzerano l’imposta sul valore aggiunto sugli assorbenti che al momento è pari all’aliquota dei beni di lusso.
«E’ da molto tempo - ha dichiarato Picco - che riflettiamo su questa possibilità che noi farmacisti abbiamo per poter aiutare le clienti, e ora che ho un’attività di grande responsabilità ho deciso di agire concretamente, perché è davvero insensato che gli assorbenti vengano paragonati a beni di lusso come altri prodotti che vendiamo, ad esempio creme e prodotti cosmetici.
Il ciclo mestruale non è una scelta, ogni donna del mondo ci deve fare i conti per circa quarant’anni della vita, e quindi gli assorbenti sono un bene primario e non un lusso».
Ecco quindi che la farmacia toglie il 22% di Iva dal prezzo al pubblico, che però allo Stato sarà versato dalla stessa farmacia: una scelta, questa, che mira a favorire l’uguaglianza di genere, visto che stiamo parlando di prodotti necessari alle donne che nel corso della loro vita comportano un significativo costo nelle economie personali. D’altronde a livello europeo, ci sono già diversi stati che hanno varato leggi di abolizione o riduzione dell’Iva, mentre l’Italia insieme ad altre nazioni continua ad applicare l’aliquota più alta.
«Il cambiamento deve partire da ognuno di noi - ha aggiunto Picco - e quando si crede in qualcosa, bisogna impegnarsi al massimo per portarla avanti: e noi crediamo che il nostro dovere sia anche quello di trovare le migliori soluzioni possibili alle problematiche delle persone». L’iniziativa dell’abbattimento dell’Iva rientra proprio in quest’ottica, quindi? «Certo, e ci auguriamo che tante colleghe e colleghi possano fare lo stesso: chissà che si crei così un’onda rosa che possa portare a tante adesioni».
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