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03 Maggio 2021 - 18:31
Municipio di Trino Vercellese
«Alla Regione Piemonte interessa ancora sostenere la Partecipanza oppure no? Vista l’attuale situazione, ci poniamo questa domanda». A porla è Ivano Ferrarotti, primo conservatore della Partecipanza dei Boschi: irritato, come tutti i componenti del sodalizio, per la lunga stasi su convenzione e contributo che dovrebbero arrivare dalla Regione.
«La convenzione con la Regione Piemonte è ancora mancante» sottolinea Ferrarotti. «È tutto fermo, nessuno prende l’iniziativa e sembra che Regione ed Ente Parco si passino la palla l’un l’altro mentre noi stiamo in mezzo con un cerino acceso. Dalla Regione ci dicono che dobbiamo parlarne con il nuovo presidente dell’Ente Parco, intavolando la trattativa per la convenzione scaduta ad inizio 2020. Dall’ente regionale avevamo ricevuto una proposta di 15 mila euro di contributo annuo invece dei 30 mila precedenti: è come darci 25 euro all’ettaro, sintomo di menefreghismo da parte della Regione. Per noi questa proposta è inaccettabile. Nella bozza di convenzione la Regione non ha indicato le cifre del contributo; ci dicono che possono darci solo 15 mila euro, ma non possiamo accettare una proposta di questo tipo. Intanto è già più di un anno che la convenzione è scaduta e che non vediamo un euro, ma nel frattempo continuiamo a garantire la gestione pubblica. L’assessore regionale ai Parchi, Fabio Carosso, nel dicembre 2019 in un incontro nella nostra sede ci disse che non c’erano problemi sulla convenzione e i fondi. Per ora, però, non è così».
Il primo conservatore continua: «Il Comune di Trino ci garantisce il suo contributo attraverso il protocollo d’intesa da 215 mila euro della convenzione 2020-2022. Abbiamo ricevuto 75 mila euro nel 2020, ne avremo 70 mila nel 2021 e nel 2022».
Ferrarotti aggiunge: «Trent’anni fa con la legge istitutiva del Parco la Regione ci diede fondi, uomini e mezzi. Ora gli uomini non ci sono più, i fondi non li vediamo e i mezzi sono gli stessi di allora, ormai vetusti, acquistati nel periodo dal 1992 al 1994». E avanza una proposta: «Non è più accettabile dover discutere per mesi ogni due-tre anni per il rinnovo della convenzione. L’ideale è invece che la stessa abbia la durata del piano forestale, 15 anni, dandoci così garanzie per tutto il periodo. Purtroppo da quando è stata abrogata la legge istitutiva 38 del 1991 sono iniziati i problemi».
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