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Covid: vaccinazioni a rilento, la curva dei contagi risale

Covid: vaccinazioni a rilento, la curva dei contagi risale

Se il Piemonte è tornato ad essere “zona arancione”, ciò dipende anche dai dati sui contagi da Sars-Cov2 che arrivano dalla provincia di Vercelli. Nel mese di febbraio i nuovi casi rilevati sono stati 849 (in linea con gennaio, quando ne erano stati rilevati 845), ma concentrati soprattutto negli ultimi dieci giorni del mese. Anche gli “attualmente positivi” sono in aumento: erano 341 a fine gennaio, ora sono 612.

L’impennata dei contagi al momento non si riflette sui ricoveri, anche se negli ambienti medici c’è preoccupazione che si torni presto ai ritmi di tre mesi fa: a oggi in terapia intensiva a Vercelli sono occupati 4 dei 12 posti disponibili, in pneumologia 13 su 19 attivati e in infettivologia i 12 letti Covid sono tutti occupati. Al Sant’Andrea ci sono reparti già utilizzati a novembre pronti per un’eventuale emergenza, ma al momento non sono usati. A Borgosesia la media intensità Covid ha 16 letti occupati su 21.

Intanto l’attività di vaccinazione, pressoché terminata su medici, infermieri e operatori sanitari in genere, prosegue - purtroppo a rilento, a causa dell’esiguità delle forniture - su forze dell’ordine, insegnanti e personale scolastico. Novità di questi giorni è il via libera all’estensione del vaccino AstraZeneca anche alla fascia d’età 55-65 anni. L’Asl vercellese ha iniziato le somministrazioni agli over 80, che si svolgono ogni giorno nelle sedi di Vercelli e Borgosesia e con cadenza settimanale programmata nelle case della salute di Santhià (il venerdì), Cigliano (lunedì), Varallo (mercoledì), Gattinara (martedì), Coggiola (giovedì) e nell’ambulatorio di Alagna.

Nel basso Vercellese sono quattro le strutture in cui si effettua la vaccinazione: Crescentino (nel salone polivalente di piazzale IX Martiri, vicino alla stazione ferroviaria, per i residenti nella zona dell’Asl To4: Crescentino, Saluggia, Lamporo e Fontanetto Po), Cigliano (al distretto di vicolo Garavoglia) e Santhià (Casa della salute) per i residenti nella zona dell’Asl di Vercelli), e Trino (che con Palazzolo fa parte dell’Asl di Alessandria: la sede è il Distretto di via Ortigara 4). I prenotati vengono avvisati 72 ore prima mediante un messaggio telefonico con la comunicazione di data, ora e luogo in cui presentarsi.

Dall’inizio dell’anno in provincia di Vercelli sono state contagiate dal virus almeno 1694 persone: più che nel periodo marzo-settembre 2020, quando si era nel pieno della “prima ondata”: in sette mesi furono 1675; quest’anno, per arrivare a quelle cifre, sono bastati due mesi.

Il totale dei casi accertati nel Vercellese dall’inizio della pandemia è di 9318; di questi, però, 8282 si sono “negativizzati” e quindi guariti.

I deceduti con Covid-19 dall’inizio della pandemia nel Vercellese sono, ad oggi, 424, di cui 51 nei primi due mesi del 2021; un numero preoccupante: sono più di quanti se n’erano registrati in cinque mesi, tra giugno e ottobre 2020.

Gli “attualmente positivi” nel Vercellese - secondo i dati forniti dalla Regione - sono 612, di cui 151 nel capoluogo, 57 a Crescentino, 46 a Santhià, 22 ad Alice Castello, 16 a Trino, 15 a Borgo d’Ale, 14 a Livorno Ferraris, 13 a Saluggia e a Cigliano; negli altri paesi della zona si contano meno di una decina di casi, mentre Palazzolo è attualmente “Covid free”.

Dall’inizio della pandemia in provincia di Vercelli ha contratto il virus almeno il 5,3% della popolazione; peggio è andata nelle province di Asti (5,9%), Vco (5,8), Torino (5,7) e Cuneo (5,6%).

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