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Covid: siamo ancora in “zona gialla”, ma nel 2021 si contano già più di 1100 nuovi casi

Covid: siamo ancora in “zona gialla”, ma nel 2021 si contano già più di 1100 nuovi casi

Il Piemonte, almeno fino alla fine di questa settimana, continuerà ad essere “zona gialla”, ma nel Vercellese i dati sulla diffusione della pandemia non sono ancora confortanti. Dall’inizio dell’anno, infatti, in provincia di Vercelli sono state contagiate dal virus Sars-Cov2 almeno 1133 persone: più che nei mesi di marzo e aprile 2020, quando si era nel pieno della “prima ondata”. Il totale dei casi dall’inizio della pandemia è di 8757; di questi, però, 7973 si sono “negativizzati” e quindi guariti.

I deceduti con Covid-19 dall’inizio della pandemia nel Vercellese sono, ad oggi, 409, di cui 36 in questo primo mese e mezzo del 2021: più di quanti se n’erano registrati in cinque mesi, tra giugno e ottobre 2020.

La situazione dei reparti Covid degli ospedali Sant’Andrea di Vercelli e SS. Pietro e Paolo di Borgosesia è stazionaria, vi sono posti letto disponibili ma vi sono ancora disagi per chi deve recarsi nei nosocomi per altre prestazioni.

Gli “attualmente positivi” nel Vercellese sono 375 (24 in più rispetto alla scorsa settimana), di cui 81 nel capoluogo, 24 a Trino, 15 a Crescentino, 14 a Cigliano, 13 a Saluggia; negli altri paesi della zona si contano meno di una decina di casi, mentre Lamporo è tornato “Covid free” da tre settimane.

Prosegue inoltre - anche se a rilento - la campagna vaccinale, iniziata con medici e infermieri degli ospedali di Vercelli e Borgosesia e che ora sta interessando operatori e ospiti delle case di riposo e volontari di Croce Rossa, pubblica assistenza e rappresentanti delle forze dell’ordine; la Regione ha annunciato che dal 19 febbraio saranno vaccinati gli insegnanti di scuole dell’obbligo, superiori e università, e dal 21 gli ultraottantenni: i medici di base stanno compilando le liste da inviare alle Asl per predisporre le tabelle dei turni.

Dall’inizio della pandemia in provincia di Vercelli ha contratto il virus almeno il 5% della popolazione; peggio è andata nelle province di Asti (5,6%), Torino (5,5), Cuneo (5,4) e Vco (5,3%).

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