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TRINO. Le associazioni ambientaliste: il Piemonte non ha bisogno di nuove centrali elettriche

Il primo a scoprire, sul sito del Ministero dell’Ambiente, il progetto di Enel per il nuovo impianto di Leri Cavour è stato Gian Piero Godio, del circolo vercellese di Legambiente. «Fin dal 2016 - spiega - il Piemonte produce più energia elettrica di quella che consuma: è evidente che un nuovo impianto a Trino sarebbe soprattutto al servizio della Lombardia, mediante l’elettrodotto Trino-Lacchiarella». Inoltre, secondo l’esponente ambientalista, «la decarbonizzazione in Italia non deve passare dalla costruzione di nuovi impianti a gas: è un modello vecchio e superato».

Fausto Cognasso, del gruppo Legambiente di Trino, aggiunge: «C’è poi la questione del calore prodotto con la cogenerazione, che per la maggior parte andrebbe sprecato: se anche si collegassero - e non è detto - il borgo di Leri, la Colombara e Castell’Apertole, oltre il 90% del calore prodotto andrebbe disperso in cielo o a scaldare la pancia alle rane. Lì intorno non ci sono centri abitati da decine di migliaia di abitanti che possano usufruirne». «Gli ambientalisti - conclude Cognasso - ancora una volta si batteranno contro una scelta energetica demenziale, che in cambio di quattro denari e pochissimi posti di lavoro finirà per impoverire una terra che ha bisogno di altre progettualità».

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