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12 Settembre 2019 - 19:42
Giovanni Perini è accusato del delitto
Ad un anno dal delitto - era il 4 settembre 2018 - continua ad essere agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Vercelli il settantenne crescentinese Giovanni Perini, che secondo la Procura è l’assassino di Antonello Bessi, ciclista 57enne che lavorava in un laboratorio-garage in via Walter Manzone, ucciso con tredici colpi inferti con la lama di un coltellino. Il ricorso presentato dai legali di Perini - Maria Grazia Ennas e Francesca Orrù - per chiedere la revoca della misura cautelare era infatti stato respinto nel giugno scorso dalla Corte di Cassazione.
Perini e i suoi legali stanno tuttora attendendo la fissazione dell’udienza preliminare, per poi scegliere il rito: Corte d’Assise o abbreviato.
A carico del crescentinese c’è una confessione - poi ritrattata - con particolari dettagliati e compatibili con la dinamica dell’aggressione, e diverse contraddizioni. Ma anche diverse immagini raccolte dalle telecamere di via Walter Manzone che hanno ripreso una figura in bicicletta che si allontana dalla zona dove è stato commesso l’omicidio: per gli investigatori si tratta di Giovanni Perini. Le tempistiche combaciano, anche in base ai tabulati telefonici. Inoltre in casa di Perini sono stati trovati dei vestiti compatibili con quelli dell’uomo ripreso in bicicletta nei pressi della bottega di Bessi nella mattinata del 4 settembre 2018. E poi c’è quanto aveva detto il figlio dell’uomo indagato, Vincenzo Perini, 45enne che vive nel Milanese: durante un interrogatorio ha raccontato agli investigatori che il padre gli aveva detto di avere ucciso Bessi. Un omicidio che secondo la Procura avrebbe un movente di natura economica; a casa di Giovanni Perini erano stati trovati oltre 5 mila euro: Troppi, secondo gli inquirenti, per un uomo che vive con una pensione sotto i mille euro mensili.
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