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CRESCENTINO. Eni-Versalis recupera gli 85 dipendenti di IBP

CRESCENTINO. Eni-Versalis recupera gli 85 dipendenti di IBP

La condizione stabilita dal Tribunale di Alessandria è chiara: Versalis, società del gruppo Eni, ha acquisito le società e gli stabilimenti del gruppo Mossi&Ghisolfi (compreso quello di Crescentino) e “i rapporti di lavoro dei dipendenti proseguiranno in capo a Versalis, senza soluzione di continuità e con conservazione dell’anzianità pregressa”. Gli 85 dipendenti di Italian Bio Products spa (un dirigente, 12 quadri, 36 impiegati e 36 operai), quindi, non rischiano il licenziamento, ma rimarranno nell’azienda con le stesse condizioni contrattuali (industria chimica e dirigenti industria).

La cassa integrazione per crisi aziendale a rotazione chiesta ed ottenuta un anno fa da IBP scadrà però tra pochi giorni, il 1° novembre. Le organizzazioni sindacali, quindi, premono affinché Versalis chiarisca urgentemente cosa intende fare: attivare nuovamente la cassa integrazione o reinserire i lavoratori nell’impianto?

Rispetto a un anno fa la forza lavoro di IBP a Crescentino è calata sensibilmente: i lavoratori in “cassa” erano 115, e si sono ridotti a 85 perché alcuni hanno raggiunto l’età pensionabile o si sono licenziati per andare a lavorare altrove.

Mentre il giornale va in stampa si sta tenendo, presso la sede dell’Unione Industriale di Alessandria, un incontro tra la vecchia proprietà (Mossi&Ghisolfi), la nuova (Eni Versalis), i sindacati e l’Amministrazione comunale. Un passaggio importante per conoscere - se è già pronto - il piano industriale dell’azienda ed i suoi risvolti occupazionali.

Il sindaco di Crescentino, Fabrizio Greppi, ha più volte dichiarato che «a differenza di quanto accaduto in passato, quando si è accettato questo stabilimento “a scatola chiusa”, questa Amministrazione vuol sapere esattamente cosa si farà, con che cosa, con quali e quanti lavoratori». Anche la Provincia di Vercelli ha acceso un faro sullo stabilimento, perché troppe volte in passato le lavorazioni hanno causato problemi ambientali: «prima di riaccendere quell’impianto - dicono i funzionari del settore Ambiente - vogliamo vederci chiaro».

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