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31 Luglio 2018 - 12:29
CRESCENTINO. Più volte annunciati, sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per la riqualificazione di viale Po. «Anche questo, come tutti i viali che sono stati rifatti dalla mia Amministrazione - ha dichiarato il sindaco Fabrizio Greppi - sarà provvisto di una pista ciclo-pedonale: collegherà il centro della città con la VenTo, la ciclabile studiata dal Politecnico di Milano che unisce Torino a Venezia costeggiando il Po». L’ultimo tratto della pista - dalla fine del viale all’argine del fiume - è infatti finanziata con un contributo regionale.
Chi arriverà a Crescentino in treno (con uno dei pochi treni che ancora fermano a Crescentino) potrà quindi arrivare in centro dalla stazione percorrendo la pista di viale IX Martiri, e da qui proseguire verso il Po. «La nostra intenzione - ha aggiunto Greppi - è poi quella di proseguire con la ciclabile da piazza Matteotti in direzione di Casale, fino alla frazione Porzioni».
Ma se tutti sono d’accordo sul progetto di pista ciclabile, la cittadinanza è divisa sull’idea - propugnata dal vicesindaco Carmine Speranza - di sostituire le piante del viale, esemplari di acer saccharinum fatti piantare vent’anni fa dall’allora amministratore comunale Angelo Bodo. «Quelle piante - ha affermato Speranza - non sono adatte per un viale perchè hanno un fusto troppo alto, perdono troppe foglie, coprono la luce dei lampioni. E poi ramificano troppo, tanto da rompere addirittura l’asfalto. Si tratta di piante che vanno bene per un parco, non per un viale».
Bodo, invece, ricorda che «la scelta cadde sugli aceri perché sono alberi che non vengono intaccati da insetti, non prendono malattie crittogamiche e virali e sopportano eventuali tagli prodotti dalle potature dovute alle manutenzioni necessarie. è uno sconcerto per me, e per i tanti cittadini che mi interpellano, sapere che questa Amministrazione non preveda soluzioni alternative, si vogliono abbattere alberi sani e basta. Gli alberi si abbattono quando sono ammalati e dopo aver fatto analisi ed indagini che devono delineare uno scenario di alberi irrimediabilmente compromessi da processi di decadimento, con intensità da elevata ad estrema. Insomma, occorrono indagini fitopatologiche e fitostatiche effettuate da tecnici esperti in scienze forestali o agronomiche, non analisi di politici o amministratori che non ne hanno la competenza. Se alcuni alberi risultassero ammalati andrebbero sostituiti con le stesse essenze arboree, dopo aver accertato l’impossibilità di curarli».
In proposito alcuni mesi fa era stata anche consegnata in Comune una petizione firmata da molti crescentinesi, ma sindaco e vicesindaco hanno fatto rilevare che «molti dei firmatari non abitano nemmeno in viale Po, e molti sono iscritti al Pd: è una petizione “politica”». Sul tema erano poi intervenuti Mirko Busto e Gian Paolo Andrissi del Movimento 5 Stelle («è chiaro a chiunque sia transitato sotto le alberature che esse non versino in cattiva salute») e Livia Scuncio, segretaria del locale circolo del Partito Democratico, secondo cui «quegli aceri ventennali hanno assunto un valore paesaggistico, in virtù della memoria storica che recano, in quanto successori dei preesistenti platani, ed altresì un valore economico costituito dal costo che la comunità ha sostenuto per l’impianto e la manutenzione».
Comunque: in viale Po - dice Greppi - «gli operatori stanno abbattendo gli alberi malati»: e in effetti, come si vede in foto, alcuni sono già stati abbattuti. Ma chi ha verificato che fossero malati? Dall’ufficio tecnico confermano che il Comune, prima di iniziare i lavori, non ha commissionato alcuna indagine fitopatologica o fitostatica. «Una decina di piante erano già morte», afferma Speranza, noto esperto di botanica. E siccome dice che «quelle non sono piante adatte a un viale», presto si capirà con quali essenze saranno sostituite. (u.l.)
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