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17 Luglio 2018 - 10:55
Il Tribunale di Alessandria, nell’ambito della procedura di concordato preventivo del Gruppo Mossi & Ghisolfi, ha messo all’asta - in blocco: “cessione unitaria ed inscindibile al miglior offerente” - le quattro aziende del Gruppo (Biochemtex, Beta Renewables, Ibp e Ipb energia) impegnate nel settore delle “bioenergie e delle tecnologie avanzate per la sintesi di biocombustibili e molecole verdi di nuova generazione da biomasse biocellulosiche rinnovabili”. Compreso, quindi, lo stabilimento di Strada Ghiaro a Crescentino. E comprese - soprattutto - le licenze e i diritti di proprietà intellettuale delle tecnologie “Proesa” per la produzione di zuccheri di seconda generazione a basso costo per la produzione di bioetanolo e/o altri prodotti, “Greg” per la produzione di polioli per idrogenazione di zuccheri di seconda generazione e “Moghi” per la produzione di aromatici e carburante per aviazione a partire da lignina coprodotta nella tecnologia Proesa.
Prezzo a base d’asta: 75 milioni
Il prezzo a base d’asta è stato fissato, per la componente “fissa”, in 75 milioni di euro, più una “variabile” fino ad un massimo di euro 20 milioni in funzione dei ricavi del quinquennio successivo; inoltre l’acquirente dovrà accollarsi il Tfr (pari a circa 963 mila euro) di tutti i dipendenti delle quattro aziende.
Sono questi i termini dell’asta indicati nel decreto emesso dal Tribunale di Alessandria e pubblicato, oltre che sul sito del Tribunale, sul portale delle vendite pubbliche (portalevenditepubbliche.giustizia.it). La gara per la cessione delle aziende si svolgerà il 25 settembre alle 15 al Palazzo di giustizia di Alessandria. Rilancio minimo di 5 milioni. Chi è interessato a partecipare deve depositare, entro il 24 settembre, alla cancelleria del Tribunale fallimentare di Alessandria, la busta contenente l’offerta, oltre al bonifico della cauzione, fissata in 10 milioni di euro.
Eni Versalis proroga l’offerta
La decisione di bandire l’asta rappresenta un primo risultato, giudicato importante e positivo, in direzione della istanza di concordato avanzata dal Gruppo Mossi & Ghisolfi. La proposta concordataria contiene, infatti, l’offerta di acquisto da parte della società Eni Versalis che, inizialmente, aveva scadenza a fine luglio. Per consentire lo svolgimento della gara, la società offerente ha accettato di prorogare il termine di validità della propria proposta fino al 30 settembre. Il Tribunale, dopo aver incontrato, nei giorni scorsi, legali e consulenti di Mossi & Ghisolfi, a cui ha chiesto una serie di chiarimenti, ha bandito la gara proprio per rimanere nei tempi fissati.
Diritto di prelazione
Trattandosi di “procedura competitiva”, oltre a quella di Eni Versalis potrebbero pervenire anche altre offerte, non escluso da società straniere. Se fossero più d’una, la scelta cadrà su quella di maggiore importo; e se fosse diversa da Eni Versalis, quest’ultima - avendo diritto di prelazione - potrà acquisire il complesso aumentando la sua offerta iniziale fino a pareggiare la nuova eventuale offerta.. La garanzia è che l’acquirente - chiunque sia - darà continuità all’attività produttiva e all’occupazione: insomma, i posti di lavoro (circa duecento) verranno salvati: i dipendenti delle aziende passeranno al nuovo proprietario.
Fuori quelli della Sicur 2000
Nel “pacchetto” non sono compresi i dipendenti di Sicur 2000, azienda che non fa parte del Gruppo ma il cui personale operacva presso l’impianto crescentinese. Il sindaco Fabrizio Greppi ha dichiarato: «Cercheremo di fare, unitamente agli altri attori della complessa partita, tutto quanto nelle nostre possibilità affinché anche questi lavoratori vengano reimpiegati dalla nuova proprietà».
Omologazione del concordato
Il Gruppo Mossi & Ghisolfi, grazie alla vendita del comparto “bio”, recupererebbe le risorse per attuare il piano che, se giudicato adeguato dal Tribunale, consentirà di ottenere l’omologazione del concordato.
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