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10 Luglio 2018 - 14:46
C’è la possibilità che lo stabilimento di raffinazione di etanolo Ibp di Strada Ghiaro, realizzato dal Gruppo Mossi & Ghisolfi e chiuso dopo pochi anni di attività, possa tornare operativo sotto un’altra proprietà.
Il Gruppo - che ha sede a Tortona - e le aziende controllate (Biochemtex, Beta Renewables, Ibp e Ibp Energia) sono state ammesse dal Tribunale di Alessandria, nell’ottobre scorso, alla procedura di concordato preventivo. Per salvare le attività italiane è cominciata una ricerca a livello globale di un investitore terzo con capacità e forza finanziaria in grado di assumersi il bagaglio di tecnologie esclusive e di metterle a frutto. La ricerca aveva portato a due manifestazioni di interesse: una del gruppo Maire Tecnimont, tra i principali contractor di ingegneria a livello mondiale; l’altra di Versalis, la società di chimica verde dell’Eni, che ha messo sul tavolo 75 milioni di euro e l’assorbimento di tutti i dipendenti. Una soluzione che salvaguarderebbe l’occupazione e il patrimonio tecnologico, che così resterebbe in mani italiane; e che, sottoposta in via preliminare ai creditori, aveva trovato il loro consenso.
Il Tribunale, cui spetta stabilire l’ammissibilità della proposta di concordato avanzata da M&G, nel decreto del 23 giugno scorso ha dichiarato che «l’offerta originaria deve innanzitutto essere necessariamente compatibile con lo svolgimento della procedura competitiva» prevista dalla legge fallimentare.
Martedì 3 luglio al Ministero dello Sviluppo economico si sono incontrati azienda e sindacati. Mercoledì 4, inoltre, al Tribunale di Alessandria si è svolta un’udienza per esaminare la documentazione del fascicolo e decidere se bandire un’asta per la cessione delle azioni delle quattro aziende del Gruppo.
L’ufficio stampa di Eni ha diramato una nota per specificare che “Versalis, ritenendo strategici e sinergici con le proprie attività green alcuni asset italiani della società Mossi&Ghisolfi, ha presentato a febbraio un’offerta vincolante di acquisto valida fino a fine luglio 2018. A seguito di approfondimenti richiesti dal Tribunale di Alessandria nell’ambito della procedura di concordato avviata dal gruppo Mossi & Ghisolfi, Versalis si è resa disponibile a estendere l’offerta stessa al 30 settembre 2018, al fine di permettere al Tribunale di svolgere le attività istruttorie nei tempi compatibili con le procedure del Tribunale stesso”.
«Sarebbe una grande soddisfazione - ha commentato Lorenzo Montagna, responsabile della comunicazione di Mossi & Ghisolfi - se la tecnologia rimanesse in Italia; l’importante è che l’attività in queste quattro aziende prosegua, anche se non più nella proprietà del Gruppo, ma in continuità».
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