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Processo Platinum: manager di Volpiano condannato a 5 anni

Cinque anni di carcere e il risarcimento di 5 mila euro al Comune di Volpiano, costituitosi parte civile.

E’ la sentenza pronunciata ieri nei confronti del manager di Volpiano Gianfranco Violi, tra gli imputati del processo Platinum che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato.

In totale sono più di 160 gli anni di carcere inflitti agli affiliati delle cosche calabresi che operavano in contatto con il locale di Volpiano.

La condanna più alta è quella inflitta ai componenti della famiglia Giorgi - con pene fino a vent’anni - accusati anche di traffico internazionale di droga.

Tra le pene spicca quella inflitta al manager Violi, accusato di “associazione mafiosa”.

Secondo gli investigatori della Dia, Violi sarebbe stato “soggetto al servizio della famiglia Agresta, incline ad intraprendere attività economiche con il costante ricorso a prestanome”.

Manager di aziende che si sono aggiudicate diversi appalti pubblici da società partecipate e Comuni dell’hinterland torinese, Violi - secondo la testimonianza del pentito Domenico Agresta - “investiva i soldi di mio zio Antonio, vertice del locale di Volpiano”.

In primo grado, molte delle accuse rivolte al manager, sono cadute grazie al lavoro svolto dalla difesa  degli avvocati Stefano Caniglia e Paolo Pavarini.

La moglie di Violi è stata assolta. 

Il Comune di Volpiano, assistito dall’avvocato Giulio Calosso e costituitosi parte civile nel procedimento, ha ottenuto un risarcimento di 5 mila euro.

Gli altri indagati dell’operazione Platinum - come i fratelli Vazzana - hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario. Il procedimento è in corso presso il tribunale di Ivrea.

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