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Salta Open Papyrus Jazz Festival. Maggioranza in tilt? Sui social scoppia la protesta. In giunta silenzio tombale

Non danno una risposta a Massimo Barbiero, patron della manifestazione

Salta Open Papyrus Jazz Festival. Maggioranza in tilt? Sui social scoppia la protesta. In giunta silenzio tombale

In foto l'assessora Casali e Massimo Barbiero

Salta l’Open Papyrus Jazz Festival. Salta e non si è riusciti a capire il perchè. Tutto scritto nero su bianco in un post pubblicato su Facebook. E’ di Alessandro Nobis. Vai a capire chi è. Scrive: “Ebbene, pare che ci siamo giocati uno dei più interessanti jazz festival italiani, l’Open Papyrus di Ivrea organizzato con grande passione,attenzione alla gestione del budget non certo milionario e competenza dall’Ivrea Jazz Club e Massimo Barbiero. Materiale stampa pronto, contratti firmati. Non so se mi spiego, ma a poche settimane dall’inizio. Speriamo di ritrovarlo magari a settembre dopo le elezioni amministrative.Dopo 42 edizioni, questa sarebbe stata la numero 43, non può finire così...”.

Impossibile mettersi in contatto con il patron Massimo Barbiero ma qualcosa trapela lo stesso. Risalirebbe al 1° gennaio, infatti, la richiesta attraverso cui Music Studio avrebbe richiesto all’Amministrazione comunale il solito contributo, ufficializzando tutte le date della  manifestazione. 

Gli uffici lo avrebbero comunicato all’assessora Costanza Casali e poi anche al sindaco Stefano Sertoli ma di risposte non ne sarebbe arrivata al mittente neanche mezza. Un silenzio tombale.

Tutto questo mentre Barbiero firmava i contratti con i musicisti, organizzava la cinque giorni, faceva cioè quel che ha sempre fatto in questo periodo, salvo lo scorso anno quando, in via del tutto eccezionale, la manifestazione, per una questione legata alle programmazioni di “Ivrea Capitale del libro” è stata spostata settembre.

In giro per la città si racconta anche di una mezza litigata tra Barbiero e il sindaco, ma chissà se è vera...

In ogni caso a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca. C’è di vero che l’Open Papyrus Jazz Festival alla maggioranza di centrodestra (a tutti tranne che a Casali in verità) è sempre stato un po’ sulle scatole. In più d’una occasione, nell’ambito delle discussioni delle Commissioni cultura, la Lega ha espresso il desiderio di maggiori finanziamenti a eventi considerati più “popolari” o, forse sarebbe meglio dire, più “populisti”, come le “Giornate romane di Mindo” (poi finanziate con i soldi stanziati a bilancio per il “sociale”) o come le serate di San Savino a suon di musica pop e saltimbanchi vari, promosse dalla vicesindaca Elisabetta Piccoli e dal segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Ceratti. 

Dall’Amministrazione comunale mettono le mani avanti. Dicono che in via del tutto informale sarebbe stato chiesto a Barbiero di rinviare per il secondo anno consecutivo la manifestazione a settembre, il tutto in attesa dell’approvazione del bilancio, della predisposizione del bando e della definizione del contributo che, come quello de “La Grande Invasione” è considerato straordinario (chissà ancora per quanto).

Lo scorso anno la determina con la graduatoria delle Associazioni che hanno poi preso gli 88 mila euro stanziati dalla Fondazione Guelpa era stata incollata all’albo pretorio il 10 maggio.  La commissione giudicatrice (Nedo Vinzio, Paola Mantovani e Gabriella Ronchetti) s’era invece riunita il 3, il 5 e il 10 maggio. Insomma, se tanto ci dà tanto e i tempi dovessero combaciare, Barbiero dovrà aspettare il prossimo sindaco.

Per la cronaca, lo scorso anno, “Il Timbro” si è portato a casa 20 mila euro, Morenica Net altri 20 mila, Unoatetro 14 mila,  Rossetorri 12 mila, lo  Zac! altri 5 mila e 700, infine l’Associazione Ecomuseo del Canavese  7 mila e 300 euro e l’Orchestra sinfonica giovanile del Piemonte 9 mila (ma ne aveva chiesti 20 mila). Fuori da questo blocco il sostegno a “La grande invasione” (35 mila euro) e all’Open Papyrus jazz festival (27 mila euro). 

Inutile star qui a raccontare il braccio di ferro andato avanti per giorni e giorni tra la giunta e  la Commissione giudicatrice, con i primi che chiedevano, inutilmente, ai secondi di poter aver accesso ai 31 progetti (30 considerando che Cinamadamare non era stata ammessa alla selezione). Sarà forse proprio questo che Sertoli & C. han fatto orecchie da mercante? Per evitare una sceneggiata a poche settimane dalle elezioni?

Fece sorridere, tra le altre cose che si arrivasse ad assegnare un contributo ad un’associazione, lo Zac! che occupava (e ancora occupa), a detta del Comune, un luogo  (il Movicentro) in maniera del tutto abusiva. Così come ci fece scompisciare dalle risate che se ne desse uno anche più sostanzioso, a Rosse Torri, l’associazione più rossa di tutte. E delle due l’una. 

O il governo delle cose era ormai tutto nelle mani dei funzionari, capaci, all’occorrenza, di far girare le scatole alla politica, quanto più piaceva a loro. Oppure la politica aveva preso sotto gamba i criteri e, si sa, con quelli giusti (s’intendono i criteri) le graduatorie si sarebbero potute modificare all’infinito. In entrambi i casi c’era di che meditare. Le 30 associazioni rimaste a bocca asciutta pur essendo state ammesse  alla selezione furono: Kite, Unione Montana Mombarone, Violetta la forza delle donne, Forum Democratico del Canavese, Fondazione Natale Capellaro, Associazione Club per l’Unesco, Fuoridaltunnel, Organalia,  Banda Musicale Città di Ivrea, RAdio Spazio Ivrea, Città della Musica e della cultura, Università popolare della terza età, Museo dello storico carnevale, Cometa Aps, Gessetti Colorati,  Associazione culturale Tecnologica e filosofica,  Canavesiamo, Il Quinto Ampliamento,  GB Studio, Atene del Canavese, Treno della Memoria, Cor et Amor, Comune di San Giorgio, Koreja. 

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